A Roma confronto fra gli operatori del settore sul mercato italiano promosso da Fleet&Mobility. Nei premi nove mesi dell’anno è stato registrato un aumento degli acquisti. Intanto sono arrivati i modelli cinesi, che hanno conquistato il parere favorevole un po’ di tutti
Nei primi nove mesi dell’anno, da gennaio a settembre del 2026, sono state immatricolate quasi un milione e 279 mila auto con un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2025, di almeno 103 mila quattroruote. Lo scorso anno il dato di riferimento era intorno alla quota di un milione e 176 mila. Cala, invece, il livello del settore dell’NLT, il Noleggio a Lungo Termine, da 275 mila a 273 mila, all’incirca -2.000 unità. Questi alcuni dei molteplici flash stampati e illustrati nel corso dell’approfondimento promosso e organizzato da Fleet&Mobility con il riferimento sulla ‘Distribuzione’ nell’ambito dell’espansivo programma ‘Roma Capitale’.
Nella suggestiva Sala delle Statue del romano Palazzo Rospigliosi sono stati coinvolti, in particolare, i rappresentanti dei marchi automobilistici e dei concessionari, che, fra l’altro, hanno allargato gli orizzonti e gli interessi anche e soprattutto sui modelli Made in China, risultati, a sentire Maurizio Brandi i e Stefano Leonori, “affidabili e con un apprezzato rapporto fra il prezzo e l’offerta”.
Gli interventi sono stati gestiti e coordinati dal responsabile del Centro Studi di Fleet&Mobility Pier Luigi del Viscovo, che, in apertura, come prologo, ha inserito nel confronto l’eventuale influenza della cosiddetta ‘intelligenza artificiale’. “Opera tutti i giorni dall’anno, 24 ore 24, non è intaccabile dalle malattie, non richiede permessi e ferie e non partecipa alle agitazioni dei
sindacati e agli scioperi, fra l’altro. Insomma, sarebbe una costante e sempre disponibile, se sollecitata e coinvolta”.
Mario Mazzeo di Concerto Contact, che con AgitaLab, EscarGo, Moltiply Tech, SatisFagory e StarBlock ha sostenuto il convegno, ha un po’ raffreddato le funzioni dell’IA, “senza dignità”, in quanto “non può prevedere l’imprevisto”, ma potrebbe incidere positivamente “sull’andamento aziendale, per le scadenze in agenda ed è stato dimostrato il vantaggio anche per il cliente”.
Un cliente, che, ormai e da tempo, non trova più auto del segmento basso e forse conveniente del listino, quello al di sotto dei 14 mila euro, precipitato e praticamente azzerato, 128.382. E, vista la situazione economica nazionale, appaiono quasi normali le difficoltà di rottamare e sostituire il parco-auto circolante, che resta uno dei maggiormente datati d’Europa incanalando i proprietari a riassestare il posseduto o, se costretti, a guardare al mercato dell’usato. Uno su cinque, fra l’altro, opta per un veicolo con oltre vent’anni di percorrenza proprio per il personale gravio economico.
La contrazione del numero delle possibilità di acquisto in una delle fasce maggiormente apprezzate in passato, con una perdita di almeno 400 mila targhe negli ultimi anni, ha causato inevitabilmente la circolazione di auto con una tecnologia assente o ‘primitiva’ e non aggiornata, quindi meno
sicure e maggiormente inquinanti. Nel contempo lievita il numero delle compravendite delle quattroruote fra i 35 e i 50 mila euro, dal periodo del Covid-19 a oggi, il balzo da 163.131 a 360.480 è stato evidente. Un segnale arriva anche dai listini, nella striscia al di là dei 50 mila euro: da 118.014 a 220.529, mentre sono scivolate le preferenze fra i 14 mila e i 20 mila euro e fino a 35 mila euro.
Le case costruttrici europee sono un po’ allarmate dalla conquista di una fetta di mercato da parte delle produzioni cinesi e, in generale, in arrivo dall’Oriente, più o meno Estremo. “Se l’Europa non riesce a frenare l’invasione potrebbero raggiungere anche il 20% del movimento commerciale sulla nostra penisola”. I concessionari, che hanno segnalato l’esperienza di collaborazioni con i marchi cinesi, hanno sottolineato come le auto “sono tecnologicamente apprezzabili nel design e nelle funzioni, ‘oneste’ e ‘corrette’ nei prezzi, sono garantite in caso di problemi e disagi e nell’assistenza e nei servizi”.
Alessio Casonato di Agenzia Italia ha presentato i dati di una ricerca focalizzata sulla crescita operativa dei rivenditori, sempre meno monomarca, collegata soprattutto alla capacità finanziaria, 77% e all’organizzazione, 69%; sulle proposte, soprattutto in relazione all’assistenza anche post-vendita, 59% e sulla cessione di veicoli usati, 58%; sulle aree critiche, associate alla
burocrazia e al cambiamento della gestione, 41%; sui vantaggi sostenuti dalle maggiori economie, 60% e del potere contrattuale, 57%; sulle componenti per sviluppare il dopo-vendita, orientato sull’organizzazione, 74% e sull’esperienza, 67% e sulla migliore strategia per rispondere alle richieste dell’NLT, ai clienti con la preferenza della disponibilità di concedere contratti di più società, 55%.
All’incontro hanno offerto il rispettivo contributo Massimo Artusi, presidente di Federauto; i concessionari Maurizio Brandini e Stefano Leonori; Catello Esposito, amministratore delegato di Intergea; Vincenzo Vavalà, riferimento dell’Audi nel nostro Paese; Mario Marchitelli di StarBlock; Mario Mazzeo di Concerto Contact e Alessio Casonato di Agenzia Italia.
