Kimi, il trionfo del sogno

Il ventenne bolognese Antonelli è salito sul trono del Mondiale di FormulaUno con la Mercedes. È il campione più giovane della storia dell’automobilismo veloce. Erano 73 anni che l’Italia attendeva il titolo dei piloti. L’ultimo era stato conquistato nel 1953 da Alberto Ascari su Ferrari

Andrea Kimi Antonelli, bolognese, poco più che ventenne, è il campione del Mondo di FormulaUno per il 2026. Il titolo l’ha conquistato a Città del Messico lo scorso 1° novembre salendo sul podio allestito sulla pista dedicata ai fratelli Rodriguez, Riccardo e Pedro. Il viale per il trionfo era da tempo luccicante e pianeggiante dopo aver concluso nove volte davanti a tutti al volante della sua Mercedes e impreziosendo la classifica con ulteriori piazzamenti. Vittorie, almeno finora, a Shanghai, Cina; a Suzuki, Giappone; a Miami, Stati Uniti; a Montreal, Canada; a Montecarlo, Principato di Monaco; a Spa, Belgio; a Monza, Italia; a Madrid, Spagna e a Austin, Stati Uniti. Un capolavoro vista l’età anagrafica, di guida e di esperienza nella massima espressione dell’automobilismo veloce.
Andrea Kimi Antonelli, nato a Bologna il 25 agosto del 2006, ha trionfato con una straordinaria e apparentemente semplicità e costante linearità ammutolendo l’abile e feroce concorrenza Gran Premio dopo Gran Premio. L’annientamento è iniziato proprio annichilendo lo spaesato compagno di box, l’inglese George Russel, alla vigilia della stagione indicato un po’ da tutti come il favorito della corsa al titolo.
Antonelli è il più giovane vincitore della corona planetaria della storia della FormulaUno. È riuscito a sbianchettare dall’ultima riga dell’Albo d’Oro il tedesco Sebastian Vettel di quasi un triennio. 23 nel 2010. Non solo, in quanto fra i tanti primati collezionati in questo tour mondiale, il baby-fenomeno ha riportato in Italia il bastone del comando. La mancata scalata di un pilota italiano sul tetto del Mondo è durata ben 73 stagioni e, secondo una parte degli osservatori, era complicato invertire una radicata tendenza. Erano state superate da tempo le ambizioni e la chance di alcuni piloti, quali, fra l’altro, di Michele Alboreto, Giancarlo Fisichella, Riccardo Patrese e Jarno Trulli. Antonelli è il terzo italiano mondiale: in precedenza Giuseppe Emilio Farina, conosciuto come Nino, nel primo appuntamento datato 1950 a bordo di un’Alfa Romeo e Alberto Ascari nel 1952 e nel 1953 con una Ferrari per la gioia di Enzo, il ‘Drake’. Poi il nulla, il buio assoluto con le speranze ridimensionate al lumicino.
AKA, Andrea Kimi Antonelli, al di fuori della pista e dell’intero circus, mostra un volto disteso e sorridente, sempre disponibile con i supporter, dialogante con i media, presente con gli sponsor, collaborativo con il team e per niente litigioso e polemico con i colleghi-avversari. Viaggia per il globo accompagnato dalla famiglia, madre, sorellina e, soprattutto, il padre Marco. È dotato di “‘paghetta’ periodica”, almeno ad ascoltare la rivelazione della madre, anche se ormai il giro economico-finanziario di Kimi Antonelli ha iniziato a lievitare e diventare vorticoso. E visto il livello della FormulaUno è anche normale per chi ha triturato nel Mondiale del 2026 le possibilità degli altri iscritti.
A Monza l’apoteosi, quando ha rimontato dalle ultime posizioni vincendo il Gran Premio casalingo. A quel punto anche il ‘popolo’ della Ferrari ha esultato per un pilota italiano, pur se aveva strepitosamente vinto con una monoposto di altra tonalità e nazionalità. Tedesca come la Mercedes. A proposito: i complimenti vanno anche e soprattutto a Toto Wolf, il vertice del marchio automobilistico sportivo, che ha intravisto, fin quando girava sui kart, le potenzialità del bolognese, fra l’altro sostenitore dei colori rossoblù nel calcio e della Virtus nell’area di Basket City. Le congratulazioni e l’invito a una festa allo stadio ‘Renato Dall’Ara’ sono immediatamente e puntualmente arrivati dal Bologna Football Club e, naturalmente, dalle massime cariche istituzionali e sportive.
Le ultime gare saranno una gloriosa passerella per Andrea Kimi Antonelli dove gli altri saranno in agguerrita competizione per i posti d’onore o di ripiego dietro al sorprendente e assoluto protagonista del Mondiale del 2026. Antonelli, a questo punto, è allineato agli altri giovani italiani vedette nelle varie discipline e nelle competizioni sportive, fra cui del nuoto, della ginnastica, del tennis, dell’atletica leggera, della scherma, dei tuffi e della pallavolo, a dimostrazione che i talenti e le alte performance appartengono anche al tricolore. Tricolore che potrebbe caratterizzare prossimamente la capigliatura del pilota. È stata annunciata la colorazione verde-bianca-rossa. In attesa è opportuno lucidare il trono, cantare l’inno di Goffredo Mameli più volte risuonato negli autodromi di tutto il pianeta e ammortizzare la commozione, in quanto l’aspirazione, se non il sogno di Andrea Kimi Antonelli, è diventato realtà.

(Immagini: F1, Mercedes, Ferrari, Corriere.it)

 

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