Un danese al Giro

Successo di Jonas Vingegaard, che ha confermato i pronostici. Aveva vinto anche Tour e Vuelta. Quattro tappe per gli italiani. Piganzoli e Caruso nella top ten finale. Al Circo Massimo trionfale sprint di Milan. Spettacolare partecipazione degli appassionati su tutta la nostra penisola

Immagine: https://www.facebook.com/giroditaliaNon fosse stata per qualche brillante impennata dei ciclisti italiani e anche per alcune felici novità il Giro d’Italia numero 109 sarebbe passato quasi inosservato vista la storia e il prevedibile epilogo. Era stato indicato alla vigilia come il gran favorito e Jonas Vingegaard, 29 anni, danese di Hillerslev, ha rispettato i pronostici, in modo completo, quasi imbarazzante. Una superiorità schiacciante, dall’apparente facilità, sbaragliando una concorrenza rivelatasi invisibile e inconsistente. Vingegaard ha dominato affondando quando, come e dove ha voluto e affossando ogni potenziale resistenza e ambiziosa resistenza, che, in obiettiva realtà, non s’è mai mostrata.
Vingegaard ha concluso nel suggestivo e ineguagliabile scenario della Città Eterna le 21 tappe con cinque personali vittorie. A 5 minuti e 22 secondi l’austriaco Felix Gall. L’australiano Jai Hindley ha completato il podio con un ritardo di 6 minuti e 25 secondi. È l’ottavo corridore ad aver completato il tris delle grandi corse a tappe europee, Giro d’Italia, Tour e Vuelta spagnola. Il vincitore danese, così, è entrato nel ristretto e prestigioso club, del quale fanno parte Jacques Anquetil, Alberto Contador, Chris Froome, Felice Gimondi, Bernard Hinault, Eddy Merckx e Vincenzo Nibali. Due gli italiani presenti nella lista d’onore qualificata.
Italiani che in generale sono stati attivi e anche vincitori in quattro tappe con Filippo ‘Top’ Ganna nella cronometro, con Alberto Bettiol, con Franco Ballerini e con Jonathan Milan nell’ultima sul traguardo di Roma, al Circo Massimo. Giulio Ciccone ha indossato la maglia rosa al termine della prova con finale a Catanzaro e che ha conquistato anche quella azzurra come leader della speciale classifica degli scalatori.
Due gli italiani nella top ten finale: Davide Piganzoli, ottavo a 10 minuti e 52 secondi e Immagine: https://www.facebook.com/giroditalia/photosDamiano Caruso, nono a 11 minuti e 24 secondi. Un Giro, che, fra l’altro, ha scoperto anche il portoghese Afonso Euralio, nove giorni capoclassifica. Ha chiuso al sesto posto a 9 minuti e 39 secondi e con la maglia bianca dei ‘giovani’ e l’uruguaiano venticinquenne Guillermo Tomas Silva Coussan, maglia rosa nel secondo giorno in Bulgaria.
Lo spettacolo e la partecipazione non è mancata da parte degli appassionati su tutto il percorso del Giro, in cui ogni forma di condizione meteo ha caratterizzato le giornate. Pioggia, anche grandine, vento, freddo e, poi, sole e alte temperature hanno accompagnato i ciclisti. In 151 sono passati sotto l’ultimo traguardo. Scorrendo e scoprendo l’Albo d’Oro della grande corsa a tappe sulla nostra penisola è stato semplice notare che il successo tricolore è assente dal 2016. Al nome e cognome di Vincenzo Nibali.

 

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