Esposizione al Palazzo di via delle Quattro Fontane sull’attività e il rapporto con il Papa Urbano VIII, che ha scoperto e valorizzato il talento dell’artista. La mostra è visitabile fino al prossimo 14 giugno
L’intuizione, che nei secoli e per la storia si è dimostrata felicissima e, poi, il rapporto speciale, rafforzato nel tempo fra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, il primo e determinante committente, eletto anche Pontefice nel 1623 e diventato Urbano VIII. A testimoniare quei passi decisivi alla scoperta di un grande artista è l’esposizione allestita nelle sempre più ricche sale romane del Palazzo di via delle Quattro Fontane, delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, ‘Bernini e i Barberini’. La mostra è stata curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi con il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Fabbrica di San Pietro in Vaticano proprio mentre è festeggiato il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di piazza San Pietro. Artisticamente è stata giudicata come una delle migliori testimonianze del Barocco romano e della produzione dello scultore e pittore e tanto altro, nato a Napoli nella prima decade di dicembre del 1598 e scomparso a Roma alla fine del novembre del 1680.
Una serie di opere in bellamostra arrivate da musei, da enti e anche da collezioni private, in particolare dell’Austria, della Francia, dalla Gran Bretagna, della Spagna, degli Stati Uniti, del Vaticano e, naturalmente, del nostro Paese. Il percorso culturale è articolato in sei sezioni, che ricostruiscono l’attività, dalla bottega paterna alle fasi dell’affermazione e della notorietà, fino agli interessi di Maffeo Barberini.
Il tour storico-artistico inizia con ‘Appropriosselo tutto come suo’, che riguarda l’intuizione del futuro Papa Urbano VIII sulle potenzialità dell’enfant prodige. La seconda parte, ‘Non plus ultra’, evidenzia il legame fra il Santo Padre e Gian Lorenzo Bernini, in particolare testimoniata dal Cantiere di San Pietro attrezzato per il completamento della Basilica.
L’oltre riguarda la produzione di Gian Lorenzo Bernini come ritrattista pontificio con i busti, fra gli altri, di Paolo V Borghese e di Gregorio XV Ludovisi e, naturalmente, di Urbano VIII. Il quarto settore, ‘Palazzo Barberini. Un capolavoro corale’, è dedicato al comprensorio di via Quattro Fontane.
L’antologia di
busti caratterizza ‘Apes Urbanae. Volti della Roma barberiniana’ e l’ultima area, ‘La libertà di Bernini, il potere di Urbano VIII’, conclude questa straordinaria carrellata artistica. La libertà creativa e l’intesa fra Gian Lorenzo Bernini e il Papa di quel tempo sono il comun denominatore in cui trovano spazio alcuni dipinti e sculture inedite alla vista dei visitatori come quella di Costanza Bonarelli, custodita al Museo Nazionale fiorentino del Bargello. Il busto è stato uno dei pochi realizzato senza essere stato espressamente richiesto.
La mostra, ‘Bernini e i Barberini’, è affiancata da un catalogo pubblicato dall’editrice Allemandi e può essere ammirata fino al prossimo 14 giugno, dal martedì alla domenica, nella fascia oraria oscillante fra le 10 e le 19.
