Aperte due ‘archeostazioni’ della metro ‘C’, ‘Porta Metronia’ e ‘Colosseo-Fori Imperiali’. Dall’estrema periferia al centro della capitale in una quarantina di minuti. Scambi con la ‘A’ e anche con la ‘B’. Visita del sindaco Gualtieri e dei ministri Salvini e Giuli
Video degli operatori televisivi, flash dei fotografi avidamente impegnati a immagazzinare lo strepitoso e straordinario scenario apparso e, peraltro, da tempo annunciato. Un conto, però, è la descrizione, seppur particolareggiata e avendo come splendido esempio la cosiddetta ‘archeostazione’ di ‘San Giovanni’, un altro è ammirare il ‘museo’, annunciato ancora parziale, allestito a ‘Porta Metronia’ e a ‘Colosseo-Fori Imperiali’. Vetrine, luci, sfavillio, reperti risalenti all’Antica Roma ritrovati nel corso degli scavi, pannelli che indicano le fasi e le vicende della storia. Notevole l’effetto scenico per i riflessi e il materiale archeologico recuperato e catalogato durante le operazioni, ripulito ed esposto, ma solo alcuni maggiormente rappresentativi, in bellamostra negli ampi spazi delle due stazioni, che hanno allungato e aggiornato il percorso ferroviario della linea ‘C’ della metropolitana romana, in grado di collegare, in una quarantina di minuti, il centro della Città Eterna con il territorio anche del comune di Montecompatri, oltre alle popolose e popolate aree, dalla prima all’estrema periferia presenti sulla via Casilina. Non solo. Il tracciato offrirà agli interessati viaggiatori anche lo scambio con le altre due metropolitane romane, a ‘San Giovanni’ con la ‘A’, già usufruibile e con la ‘B’ e la ‘B1’.
L’assessore comunale alla Mobilità romana Eugenio Patanè ha sottolineato “l’importanza della cosiddetta ‘cura del ferro’ per il benessere della città e per gli innumerevoli studenti e pendolari dell’ampia periferia e anche dell’hinterland
della capitale con treni altamente tecnologici, silenziosi e senza macchinista”. E proprio il sofisticato sistema in molteplici occasioni sarebbe la causa di rallentamenti, interruzioni e disagi ai frequentatori della linea ‘C’. Le ombre dello sconforto riguardano, fra l’altro, anche la duratura inaccessibilità alle scale mobili e agli ascensori in alcune stazioni, soprattutto della periferia, con tempi di attesa indicibili per le riparazioni e le riattivazioni e gli ancora larghi intervalli dei passaggi dei convogli.
Intanto continuano i lavori per la realizzazione della stazione a piazza Venezia, altro grandioso progetto di ingegneria e di recupero storico-archeologico con l’inabbisamento terrestre di quasi 86 metri e la futura maxiesposizione delle testimonianze scoperte e censite. “Siamo immersi e abbracciati dalla storia”.
A ‘Porta Metronia’ e, in particolare, a ‘Colosseo-Fori Imperiali’, in cui il viaggio è al massimo una trentina di metri sotto l’orizzontale della strada, il ministro Salvini ha ricordato “la complessità degli interventi”, ma anche la “positiva collaborazione istituzionale”, per il bene comune, nonostante le diverse colorazioni politiche. Il responsabile del dicastero di via del Collegio Romano, Giuli, ha ribadito le specifiche e professionali competenze del personale “per la tutela del patrimonio culturale” con la possibilità di una strepitosa visione, gratuita, degli oggetti recuperati, che aggiornano e arricchiscono la storia millenaria di Roma. Agglomerati esposti, fra cui una vasca termale di una domus e ventotto pozzi risalenti al V secolo avanti Cristo, incredibilmente ben conservati, che erano utili al rifornimento idrico dell’area romana.
“Il progetto è un bellissimo segnale di rapporti solidi” fra il Governo, gli enti locali e le imprese, per l’occasione rappresentate da Vincenzo Onorato, amministratore delegato della Vianini Lavori e da Pietro Salini, vertice della Webuild. Partecipi all’importante appuntamento, fra le altre, anche Maria Lucia Conti, commissario straordinario dei lavori della metro ‘C’ e Alfonsina Russo, responsabile del Dipartimento per la valorizzazione del Ministero della Cultura.
Più di qualcuno ha ipotizzato che l’ingresso nelle stazioni della metro ‘C’ possa essere sollecitato anche solo dall’interesse per ammirare quella inimitabile e ineguagliabile mostra ricavata dagli scavi durati una decina d’anni.
