La fiaccola dello sport. E della pace?

Iniziato il viaggio, che fino al 6 febbraio con 10.001 tedofori attraverserà tutte le province della nostra penisola per raggiungere Cortina e Milano scenario dei Giochi Olimpici Invernali

Da Olimpia (lo Stadio ‘Panathinaiko’ di Atene inaugurato nel 560 avanti Cristo), dove il ‘fuoco sacro’ dovrebbe essere perenne, a Roma. La fiamma olimpica, accompagnata nel trasferimento dalla plurimedagliata tennista Jasmine Paolini scortata, fra gli altri, dal presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Invernali a Milano e a Cortina Giovanni Malagò, è planata, come da protocollo, al Palazzo presidenziale italiano, accolta da Sergio Mattarella per essere conservata per una notte. Alla tennista azzurra, fra l’altro oro a Parigi nel 2024 in coppia con l’amica Sara Errani, era stata consegnata dal vertice del Comitato Olimpico ellenico Isidoros Kouvelos.
La cerimonia ufficiale dell’avvio del tour podistico sulla nostra penisola dei tedofori è stata organizzata al Quirinale con il Capo dello Stato Sergio Mattarella a ravvivare il simbolo dei Giochi con la testimonianza dei presidenti del CIO Kirsty Coventry, del CONI Luciano Buonfiglio, del Comitato Milano-Cortina Giovanni Malagò, del Consiglio Giorgia Meloni e dei sindaci delle città protagoniste, quella lombarda, Giuseppe Sala e la veneta, Gianluca Lorenzi. Intanto le Frecce Tricolori dipingevano rumorosamente il cielo romano.
Dallo Stadio dei Marmi, al Foro Italico, la torcia percorrerà oltre 12 mila chilometri per essere visibile in tutte le province e, naturalmente, le regioni del nostro Paese, con tappe rifocillanti in una sessantina di città e aver attraversato nei 63 giorni previsti, fino al 6 febbraio del 2026, almeno 300 comuni e i luoghi considerati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. 10.001 i portatori del simbolo olimpico, con i valori collegati al rispetto, alla tolleranza, alla pace e alla fratellanza. Il messaggio è stato più volte ricordato soprattutto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dall’ex nuotatrice Kirsty Coventry, fra l’altro oro al Mondiale di Roma e attuale guida eel CIO.
Il primo ad essere orgoglioso, oltre a Jasmine Paolini, è Gregorio Paltrinieri, un campione in piscina e anche in mare aperto. E, poi, è coinvolta Elisa Di Francisca, scherma; quindi Gianmarco Tamberi, atletica leggera e Achille Polonara, pallacanestro, ma impegnato soprattutto a sconfiggere il male e a ritrovare una soddisfacente condizione sanitaria. La lunga lista dei tedofori, comunque, non è composta solo dalle vedettes nazionali passate, attuali e future delle molteplici discipline sportive, ma anche dell’universo dello spettacolo, delle imprese, delle professioni e della cultura.
Il 26 gennaio la fiaccola sarà a Cortina d’Ampezzo e il 6 febbraio a Milano. La giornata di Natale sosterà a Napoli e a Capodanno, con i giochi pirotecnici, a Bari. Le prove del venticinquesimo appuntamento Invernale saranno disputate fino al 22 febbraio, poi spazio e visione alla Paralimpiadi. Nel 2030, dall’8 al 24 febbraio, saranno di scena sulle Alpi Francesi. A Milano e a Cortina d’Ampezzo sono attesi 2.633 atleti in rappresentanza di un’ottantina di paesi, compresi quelli di Russia e Bielorussia, che dovrebbero essere riammessi, per partecipare ad alcune delle 84 competizioni di 15 discipline. Malagò, fra l’altro, ha sottolineato che “l’Italia ha chiesto la tregua olimpica”, proprio per evitare scontri armati nel corso dei Giochi, che rappresentano proprio il contrario.
È la terza occasione che il nostro Paese ospita la manifestazione riservata e destinata agli specialisti del ghiaccio e della neve dopo il 1956, settima edizione, a Cortina d’Ampezzo e il 2006, la ventesima, a Torino. Quella del 1944 a Cortina d’Ampezzo era stata annullata a causa del Secondo conflitto Mondiale. La prima rassegna risale al 1924, in Francia, a Chamonix-Mont Blanc.

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