La kapò degli immigrati

‘Madame Luna’ racconta vicende verosimili, dai cosiddetti ‘viaggi della speranza’ sul Mediterraneo allo sfruttamento in alcune aree della nostra penisola coordinati da una eritrea al servizio della crimanioiuta organizzata

Un racconto che potrebbe riflettere l’attualità, ma anche il passato e, vista la situazione, anche il domani e il dopo. Il traffico di esseri umani, chiaramente illegale e il conseguente sfruttamento una volta sbarcati sulle coste europee, altrettanto illecito, soprattutto se la gestione delle attività è coordinata dalla criminalità organizzata. La storia cinematografica, articolata da Suha Arraf, Maurizio Braucci e Daniel Espinosa, ha il punto di osservazione di una eritrea, che dopo essere stata per un lungo periodo in Libia, è costretta a intraprendere il cosiddetto ‘viaggio della speranza’ verso l’Europa, in particolare l’Italia, per evitare una violenza.
In Calabria la storia trova l’espansione naturale con l’astuta e scaltra Almaz, interpretata da Meninet Abraha Teferi, che ben presto diventa l’interfaccia degli immigrati per la conoscenza delle molteplici espressioni linguistiche europee e di alcuni paesi africani e della malavita locale. I 115 minuti di ‘Madame Luna’, diretti da Daniel Espinosa, sono una produzione collettiva che vede coinvolte Italia, Lussemburgo, Stati Uniti e Svezia ed è distribuito da Europictures. Del cast fanno parte, fra gli altri, anche Claudia Potenza, Emanuele Vigorito, Pino Torcasio, Luca Massaro, Andrra Peres e Paride Cicerello.
L”evoluzione della trama della pellicola segue il solito cliché, ma meno nella parte conclusiva per gli imprevisti e imprevedibili scrupoli della ‘Madame’ africana. A scuotere e smantellare l’impassibilità,, l’indifferenza, l’immoralità e l’imperturbabilità di quella ragazza, una specie di kapò del ventunesimo secolo,, è una giovane, Eli, Hilyam Weldemichaei, disposta a tutto pur di rivedere e riabbracciare in Europa il fratello di cui non emergono notizie da quei campi allestiti al di là del Mediterraneo e, che, poi,, senza tanta diplomazia è annunciata la definitiva scomparsa.
Almaz, però, non riesce a sopportare che la giovane finisca per essere il ‘passatempo’ lascivo di qualche personaggio ‘importante’ e ‘qualificato’ collegato al boss locale. Lo sfruttamento degli immigrati nel settore edile, agricole e anche della prostituzione, compresa quella minorile, non avevano smosso il comportamento di ‘Madame’ e acceso e alimentato alcuna reazione. E, invece, il risveglio, forse sentimentale, della morale e della redenzione per una giovanissima dello stesso Continente, ha scatenato e ribaltato l’andamento con un’iniziativa violenta, che, dopo una breve fuga, ha portato la coppia sulla spiaggia ad osservare il mare attraversato nella convinzione di trovare una quotidianità migliore. Per una, certamente, è calato il sipario. Definitivamente. Per l’altra, chissà.

(Foto: www.europictures.it)

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