Le foto degli scavi

Originale mostra allestita al MAXXI di Roma con le immagini dei cantieri di tutto il mondo della società Ghella, leader nella realizzazione di infrastrutture per servizi pubblici. È visitabile fino al 25 settembre

Originali i panorami, straordinari gli scenari, disponibili i protagonisti della mostra fotografica allestita nello ‘Spazio Extra’ del MAXXI, il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo. ‘Nuove avventure sotterranee’ è il riferimento dell’esposizione, che replica quella del 2021 ‘Roccia, fuochi e avventure sotterranee’, sempre ospitata dal Museo romano di via Guido Reni. La mostra, curata da Alessandro Dandini de Sylva, raccoglie gli scatti di Stefano Graziani, Rachele Maistrello, Domingo Milella, Luca Nostri e Giulia Parlato alle realizzazioni dell’azienda italiana Ghella, fondata nel 1894, specializzata nel settore di grandi opere pubbliche, in particolare in scavi sotterranei. In centotrentanni di attività ha completato quasi quasi duecento tunnel collegando migliaia di chilometri fra metropolitane, ferrovie, autostrade e sistemi e strutture idriche. La SpA, con base nella capitale, per ogni intervento negli angoli del pianeta ha scattato e archiviato delle foto per testimoniare le iniziali condizioni e il successivo avanzamento dei lavori.
“Sono di un archivio strepitoso”, ha sottolineato Alessandro Dandini de Sylva, che in parte “sono state pubblicate, in particolare quelle comprese fra gli anni Sessanta e i primi del Duemila, nel sesto volume di un cofanetto stampato e proposto dell’editrice Quodlibet, come è stato per la prima esperienza espositiva. Sono immagini storiche, un patrimonio riposto e conservato nell’archivio, che anche l’azienda non intende disperdere”.
Cinque i professionisti che hanno immortalato altrettante realtà in trasformazione in Argentina, Australia, Canada, Italia e Nuova Zelanda. Oltre cento le immagini, visibili fino al prossimo 25 settembre, esposte su quattordici pareti. Il cinquantatreenne bolognese Stefano Graziani ha visitato la canadese Vancouver per fotografare i lavori per la costruzione della ‘Broadway Subway’, 7 chilometri e 200 metri fra scavo meccanizzato e tradizionale, che sono stati iniziati nel 2020.
Rachele Maistrello, 38 anni, di Vittorio Veneto, è volata in Australia per la nuova linea ferroviaria estesa su 10 chilometri e 200 metri da ‘Dutton Park’ a Bowen Hills con quasi metà percorso nei tunnel sotto il fiume Brisbane e il ‘Central Business Districat’, il dinamico riferimento finanziario della città. Il progetto prevede la realizzazione di quattro nuove stazioni. I lavori sono iniziati nel 2019.
Pugliese di Bari, 43 anni, Domenico Milella ha raccontato con l’obiettivo fotografico la futura ferrovia dell’Alta Velocità, che collegherà Napoli a Bari. Era stata considerata prioritaria all’interno della legge del 2014 ‘Sblocca Italia’ e finalmente è diventata realizzabile con i fondi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Napoli-Bari consentirà, con punte anche a 200 chilometri/orari, di viaggiare fra le due importanti città del meridione italiano, in centoventi minuti. Roma potrà essere raggiunta da Bari in quasi tre ore. L’opera, fra l’altro, è inserita nella più ampia rete ‘Trans European Transport Network’, nota anche come ‘Metropolitana d’Europa’. Una serie di infrastrutture di trasporto per favorire l’integrazione fra i vari paesi. Il cosiddetto ‘Corridoio scandinavo-mediterraneo’, secondo il piano dell’Unione, sarà esteso dal confine russo-finlandese a Malta passando per l’area meridionale della Svezia, la Danimarca, la Germania, l’Austria e l’Italia.
È di Faenza Luca Nostri, 48 anni, che in terra argentina ha mostrato interesse per il ‘Matanza Riachuelo’, un tunnel idraulico di Buenos Aires per concretizzare uno dei progetti di depurazione di acque reflue e di sostenibilità ambientale più imponente e complesso al mondo. Il fiume Riachuelo, lungo 64 chilometri, attraversa la capitale argentina e anche l’hinterland, dove le acque raggiungono alti livelli di inquinamento fino alla foce al Rio de la Plata. Il sistema prevede la realizzazione di un impianto di depurazione e di una capillare rete di tunnel a una trentina di metri sotto il fiume argentino.
La più giovane dell’attuale gruppo, completamente rinnovato rispetto alla prima esperienza espositiva, è siciliana, originaria di Palermo. Ha 31 anni Giulia Parlato, che ad Auckland, in Nuova Zelanda, ha testimoniato il ‘Watercare Central Interceptor’, il più grande piano di acque reflue della storia del paese. L’obiettivo è di contenere ed evitare lo straripamento dei corsi d’acqua e favorire e garantire l’espansione della città con i necessari servizi per almeno i prossimi cento anni. In occasione di piogge particolarmente intense le tubazioni, come nell’area più datata della città, potrebbero non sopportare l’afflusso e causare indesiderati sversamenti nei torrenti e sulle spiagge. Il tunnel, lungo 16 chilometri e 200 metri e un diametro interno di 450 centimetri, dovrebbe essere completato in sette anni, nel 2026.
Un aspetto curioso che conferma l’attenzione per la flora e la fauna della zona: il materiale dello scavo è trasportato sull’isola di Puketutu Mangere, luogo sacro per il popolo di Te Kawerau a Maki, di Te Walohua e di Waikato-Tainui e simbolo della cultura Maori. Un modo per ricreare quattro dei coni vulcanici originari in modo da restituire agli abitanti di Auckland un parco regionale. Il materiale è trasportato con tre autocarri elettrici, che hanno abbassato del 79% l’emissione di sostanze inquinanti.

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