Er Sor Carletto

Aveva 86 anni Mazzone originario della capitale. È leader con 797 panchine in serie A. Ha allenato anche Baggio, Guardiola, Signori e Totti

Ha attraversato e rappresentato il calcio italiano da protagonista prima in campo da giocatore e, poi, coordinando le operazioni dalla panchina Carlo Mazzone, scomparso in una rovente giornata di agosto ad Ascoli Piceno all’età di 86 anni. Era nato a Roma il 19 marzo del 1937 trovando negli anni lo stabile riferimento nel capoluogo marchigiano. La squadra di quella città è stata per molte stagioni la ‘sua’ sia direttamente in campo come difensore che da tecnico ottenendo importanti risultati soprattutto quando la presidenza era gestita da un altro indimenticabile, Costantino Rozzi. La Tribuna Est dello stadio ‘Cino e Lillo Del Duca’ di Ascoli è stata dedicata proprio a Carlo Mazzone.
Ha caratterizzato i campionati da poco prima degli anni Sessanta fino al 2006 con l’ultimo impegno a Livorno. Da calciatore aveva iniziato nel 1956 a Latina, poi rapido passaggio nella Roma, dove ha registrato solo un paio di presenze, quindi alla Spal e, dal 1960 al 1969, ad Ascoli. 219 apparizioni condite da 11 reti con la maglia bianconera.
L’inevitabile passaggio sulla panchina è partito immancabilmente proprio da Ascoli. Dalla stagione 1968/69. Squadra giovanile, coinvolgimento part-time con la prima squadra e, poi, fino al 1975 in pianta stabile esaltata con la promozione dalla serie C nel campionato 1971/72. Il tour sulla nostra penisola è continuato alla Fiorentina, al Catanzaro, al Bologna, al Lecce, al Pescara, al Cagliari, alla Roma dove ha portato alla ribalta Francesco Totti, al Cagliari, al Napoli, al Perugia, al Brescia con il siparietto della corsa a perdifiato verso la curva dell’Atalanta al momento del 3 a 3 segnato da Roberto Baggio dopo aver subìto insulti per l’intera partita. La chiusura a Livorno e la conta definitiva: 331 panchine ad Ascoli, 148 a Bologna, 119 a Lecce, 109 nella Roma giallorossa e 102 a Brescia.
Vanta il record delle presenze in serie A da allenatore, 797 comprese le varie appendici, ma sono quasi 1.300 considerando anche quelle nelle altre categorie. Mazzone era un allenatore dalla evidente preparazione tattica, “un maestro”, ha affermato più volte Totti, ma aveva anche un particolare rapporto di sensibilità e umanità con i calciatori a disposizione. Lontano dai classici stereotipi ha sempre mostrato una genuina schiettezza accompagnata da una signorile sportività e dall’orgogliosa romanità.
Nel 2002 ha ricevuto la ‘Panchina d’Oro alla Carriera’ e nel 2019 è stato inserito nella ‘Hall of Fame degli Allenatori Italiani’. Ha vinto la Coppa di Lega Italo-Inglese con la Fiorentina nel 1975, il trofeo Intertoto dell’UEFA con il Bologna nel 1978 e il Torneo di Capodanno con l’Ascoli nel 1981. Un altro vertice della carriera è stata la semifinale di Coppa UEFA con il Bologna eliminato solo con un calcio di rigore fischiato al novantesimo minuto ai francesi dell’Olympique Marsiglia. Ha allenato importanti calciatori, fra cui Francesco Totti, Roberto Baggio, Giuseppe Signori, Andrea Pirlo e Josep ‘Pep’ Guardiola.
L’unico rammarico, forse, è stata la mancata guida di una cosiddetta ‘big’ per contendere il tricolore. Lo scudetto del riconosciuto rispetto e della generale considerazione è stato da tempo apposto incondizionatamente sulla tuta ‘der Sor Carletto’ come dimostrano i molteplici messaggi inviati da parte di dirigenti, allenatori, ex giocatori e di quelli ancora in attività, esponenti politici e delle istituzioni sportive, fra cui del presidente della Federazione Gabriele Gravina, che considera il decano Mazzone “un totem della disciplina, oltre che un patrimonio del calcio italiano”. Mazzone ha pubblicato anche un libro, ‘Una vita in campo’. E proprio in ogni stadio, per la prima di campionato della serie A e della serie B, sarà osservato in ricordo di Carlo Mazzone un minuto di silenzio.
L’ultimo saluto a Carlo Mazzone è previsto per le ore 16 e 30 del 21 agosto nella Chiesa San Francesco di Ascoli Piceno.
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