Mostra fotografica all’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma, ‘Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi’, con protagonista il Volturno e curata da Francesca Fabiani. È visitabile gratuitamente fino al prossimo 12 febbraio
175 chilometri per essere il fiume più lungo del meridione italiano, il Volturno. Prima di sfociare nel Mar Tirreno, a Castel Volturno, il corso d’acqua bagna un paio di regioni, il Molise e la Campania; un tris di province, Isernia, Benevento e Caserta e quarantuno territori comunali, fra cui quelli di Venafro, molisano e di Capua, campano. Sgorga a quasi 500 metri di quota, nella zona di Rocchetta a Volturno, con il riferimento a Monte Azzone, Monti delle Mainarde e vanta un’estensione di 5 mila e 500 chilometri/quadrati. Nel percorso è alimentato da sette affluenti.
Il Volturno è l’assoluto protagonista dell’esposizione fotografica, ‘Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi’, curata da Francesca Fabiani e allestita in una sala dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione ospitato nel Complesso romano di via di San Michele. Una trentina gli scatti di varie dimensioni testimoniano la trasformazione delle condizioni sia dell’acqua del fiume che dello scenario circostante.
Il tririferimento della mostra è motivato da Francesca Fabiani, coordinatrice anche dell’area ‘Fotografia’,
“le tappe di questo percorso non corrispondono tanto e solo ad aree geografiche specifiche, ma alle diverse vocazioni di questi territori in cui convivono fertilità, operosità e devastazione ambientale”.
L’iniziativa della sessantacinquenne napoletana Raffaela Mariniello immortala le negative situazioni man mano che il flusso idrico avvicina la foce tirrenica. Cambia la qualità del prezioso liquido. “Oltre a essere una delle zone agricole più fertili del Mediterraneo anche per la natura vulcanica dei terreni, l’area fra Napoli e Caserta” è, purtroppo, nota come “‘Terra dei Fuochi’ a causa dei roghi tossici e delle conseguenti emergenze ambientali”. L’impegno fotografico segue il lungometraggio del 2022, ‘ZioRiz’, che è proiettato contemporaneamente alla mostra.
L’ICCD, che ha come direttore l’architetto Carlo Birrozzi, è un Istituto del Ministero della Cultura e vanta un’autonomia speciale. Imponente il patrimonio di foto e documenti,
che pian piano è stato conservato, catalogato, digitalizzato e valorizzato. L’Istituto promuove e coordina iniziative di catalogazione della documentazione dei beni archeologici, storico-artistici ed etnoantropologici e collabora con enti di ricerca italiani e internazionali.
L’esposizione può essere visitata gratuitamente fino al 12 febbraio del 2027, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria oscillante fra le 10 e le 18.
La mostra è affiancata da un volume stampato da Artem: un racconto del viaggio in parole e immagini lungo il Volturno. Gli scritti sono di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale e Angela Tecce.
(Immagini: ICCDMiC – Raffaella Mariniello – Wikipedia)
