‘Crescere le nuove generazioni con il canottaggio’ è stata la ricerca su oltre seimila giovani. All’iniziativa sono stati coinvolti gli atleti, i genitori, le società e i tecnici. I dati sono stati illustrati a Roma
Generazioni a confronto o, meglio, per raccogliere e analizzare separatamente i dati sui comportamenti di alcune fasce anagrafiche coinvolte in attività sportive, in particolare del canottaggio. La ricerca, illustrata a Roma nella ‘Casa dello Sport’ di viale Tiziano, ha riguardato le cosiddette generazioni ‘Alpha’, e ‘Z’, per indicare, rispettivamente, le età comprese fra gli 8 e i 13 anni e dai 14 ai 18 anni. Lo studio, nell’ambito del progetto ‘StudiEremoinFamiglia’, ha riguardato anche i genitori, ‘X’ e ‘Y’ e gli insegnanti della stagione 2025/26.
Oltre seimila i partecipanti, che attraverso un tris di questionari preparati dal docente in Management Aziendale e Sportivo Valter Borellini, hanno offerto un quadro dell’attuale situazione. Nel corso del convegno, ‘Crescere le nuove generazioni con il canottaggio’, è emerso che “fra i giovanissimi dagli 8 ai 13 anni, la pratica sportiva è collegata soprattutto al divertimento, ma anche al rispetto delle regole e alla socializzazione”.
Contenuta la percentuale della scelta della disciplina seguendo le indicazioni dei familiari, 18%, ma non la compagnia, 69% e “le noiose ripetizioni dell’esercizio”, 72%”. Tre/quarti preferisce “imparare le fasi dell’allenamento in modo autonomo”.
Il tecnico è considerato ancora una figura e un ruolo fondamentale, 70% , “gradito, mentre spiega e mostra la seduta di allenamento”.
Dal progetto ‘StudiEremoinFamiglia’, voluto dalla Federazione Italiana Canottaggio con il sostegno del Ministero per lo Sport e i Giovani e di Sport e Salute, spuntano delle curiosità, che vedono i genitori maggiormente presenti agli allenamenti rispetto al passato, 82% e, soprattutto, alle gare, 91%. Gli stessi, però, nel 42% dei casi non consentirebbero di praticare il canottaggio se il rendimento scolastico non fosse soddisfacente.
Per la cosiddetta generazione ‘Z’, coincidente con un’età fra i 14 e i 18 anni, le motivazioni per la frequentazione sportiva riguardano “il divertimento ed è evidente l’incremento della percezione dei benefici derivanti proprio dell’attività”. Per gli altri aspetti è stata riscontrata una linearità con il gruppo più giovane. Individuate le cause degli abbandoni alla pratica sportiva, che oscillano fra gli allenatori, 30,06% e l’abbassamento delle motivazioni, 23,56% fino al mancato miglioramento delle abilità, 13,03%. Le strutture inadeguate e degli impianti insoddisfacenti e scomodi ha raccolto solo il 3,01%.
Nel periodo dell’iniziativa sono state assegnate 132 imbarcazioni alle società e ai gruppi sportivi non solo affiliati alla FederCanottaggio .
“L’obiettivo di questo approfondimento con la collaborazione degli atleti, dei genitori, delle società e degli insegnanti, era di allargare sensibilmente la pratica remiera al mondo della scuola e proporre corsi di formazione con i tecnici federali e stimolare l’interesse per la disciplina sportiva”, ha rilevato il presidente della FIC Rossano Galtarossa.
“Questa iniziativa consente di accrescere la consapevolezza, soprattutto dei più giovani, sull’importanza di praticare una disciplina sportiva in maniera continuativa per migliorare il benessere psicofisico e, dunque, la qualità della vita di una intera comunità”, ha ricordato Flavio Siniscalchi, responsabile del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
(Immagini: Federazione Italiana Canottaggio)
