A Bologna gli azzurri hanno conquistato la terza Coppa consecutiva dopo quella del 1976 in Cile, fra l’altro senza Jannik Sinner. Per il tennis è ancora doppietta. La nazionale femminile lo scorso settembre aveva vinto la ‘Billie Jean King’ Cup. Il presidente Mattarella invita tutti al Quirinale
Il tennis come la pallavolo. Il tricolore sventola sul pennone più visibile sia quando sono in campo gli azzurri della racchetta che il sestetto a competere con la rete, ma maggiormente innalzata da terra. L’accostamento riguarda il duplice successo planetario nelle rispettive discipline nel settore maschile e femminile. Alla ‘SuperTennis Arena’ di Bologna l’Italia guidata da Filippo Volandri ha sbaragliato la concorrenza, ha abbattuto ogni ostacolo, ha annichilito qualsiasi avversario, ha rifilato un tris inequivocabile di 2 a 0 ad Austria, Belgio e Spagna e ha legittimato la conquista della quarta Coppa Davis della storia. E la terza consecutiva dopo il doppio colpo di Malaga con il superadditivo made in Jannik Sinner.
L’Italia, a questo giro casalingo con un sostegno dagli spalti tanto da far sbilanciare Volandri con la sibillina considerazione, “sembra di essere sulla luna”, non ha mai utilizzato il rispettabile doppio risolvendo nei ‘tempi regolamentari’ le sfide. Il quarantenne Simone Bolelli, bolognese di Budrio e Andrea Vavassori, trent’anni di Torino, praticamente, sono stati spettatori e tifosi non paganti. L’altro trentenne torinese, Lorenzo Sonego, ha completato lo schieramento
vociante nella ‘casa madre’ a bordo campo incoraggiando ed esultando sulle esibizioni vincenti di Flavio Cobolli, 23 anni, fiorentino di nascita e romano d’adozione e di Matteo Berrettini, ventinovenne della capitale, che sul cammino non ha lasciato set e turni di battuta a chi stava al di là della rete. Berrettini, inedito numero 2 della squadra nazionale. Al batticuore degli spettatori interessati e al box azzurro, ha pensato Flavio Cobolli, sia in semifinale contro il Belgio che nella decisiva sfida al cospetto della Spagna orfana di Carlos Alcaraz. Rush finale esaltante nella prima occasione; inizio choccante, faticosa risalita e imperioso ribaltamento del punteggio quando era in palio la prestigiosa ‘Insalatiera’.
La prima è indimenticabile, nel 1976 a Santiago contro il Cile, bloccato sul 4 a 1 con Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Adriano Panatta e Tonino Zugarelli gestiti e coordinati da Nicola Pietrangeli. ‘Two’ è stato ‘gridato’ all’Australia nella città della penisola iberica con Sinner, Sonego e Arnaldi nell’atto determinante e Berrettini ad alimentare il tifo e a sostenere i compagni. E ‘drie’ agli olandesi per il bis con ‘The Hammer’ in campo anche nel doppio con il pluridecorato
altoatesino, assente a Bologna come Lorenzo Musetti. ‘Cuatro’, ‘mostrato’ agli spagnoli per un filotto che non accadeva sul globo terracqueo dal 1968, griffato dagli Stati Uniti, in grado di portare nella collezione un’altra coppia e arrivando nella serie a quota cinque, fino al 1972. E a Bologna la final-eight resterà per un altro biennio.
Nella giornata del tricolore e dell’Inno di Goffredo Mameli era presente nel capoluogo emiliano , fra gli altri, il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre alle congratulazioni, ha invitato l’intera comitiva al Quirinale per il meritato e significativo incontro per completare il trionfo.
Matteo Berrettini ha infilato l’undicesimo successo consecutivo nella Davis alzando da protagonista il trofeo, che dal 2019 è in palio con questa formula dimezzata, in pratica senza incroci dei singolaristi.
Lo scorso settembre anche la nazionale femminile di Tathiana Garbin ha replicato l’affermazione della ‘Billie Jean King’, l’equivalente della Davis maschile. In Cina, a Shenzhen, avevano esultato Lucia Bronzetti, Sara Errani, Tyra Caterina Grant e Jasmine Paolini a conferma di un movimento
che mostra una continua e costante crescita nel numero dei successi individuali e di squadra, dei praticanti e dei partecipanti e dell’interesse sia sugli spalti che televisivo.
A questo proposito il presidente federale Angelo Binaghi ha ricordato “le ultime felici settimane con le ATP Finals di Torino e le fasi decisive della Davis a Bologna. Il tennis merita ulteriore considerazione vista anche la risposta del pubblico televisivo negli incontri decisivi o finali”. L’ipotesi che ha iniziato a circolare riguarda un possibile ampliamento del numero degli Slam a cinque con l’eventuale inserimento nel circuito degli Internazionali d’Italia del Foro Italico. Un po’ come i tornei in Australia, Francia, Inghilterra e Stati Uniti.
