La ‘tardiva’ di Leonforte

Nel 2010 la pesca, che matura in un sacchetto di carta in un’area circoscritta della Sicilia, ha ottenuto l’IGP e, dopo Germania e Spagna, è esportata anche negli Stati Uniti. Le richieste, però, non sono completamente soddisfatte

Alla visione esterna è bianca, gialla o rossa, la polpa è di un paio di tonalità chiare. È gradevolmente gustosa, profumata ed è l’unica varietà che matura in un sacchetto di carta. È la Pesca ‘tardiva’ di Leonforte, nota anche come ‘settembrina’, che nel 2010 ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta. Certificate, naturalmente, anche le coltivazioni siciliane di Agira, Assoro, Calascibetta, Enna e Leonforte estese su almeno 150 ettari. Ogni albero produce mediamente una gran quantità di frutti e ognuno pesa fra i 200 e i 250 grammi, che possono essere apprezzati da agosto fino a novembre, tanto da avere il richiamo di pesca ‘tardiva’.
L’insacchettamento con carta pergamenata avviene fra maggio e luglio quando al posto dei fiori cominciano ad apparire i frutti, che così sono salvaguardati nella maturazione da ogni tipo di attacco e anche dagli improvvisi e incontrollati effetti meteorologici. I raggi e il calore del sole, comunque, riescono a filtrare per l’opportuna maturazione. La raccolta è manuale come la selezione e il confezionamento. Questo comportamento degli agricoltori risale all’inizio degli anni Settanta dello scorso secolo ed è stato tramandato e rimasto tradizionalmente invariato nel tempo.
Nel 2024 sono state raccolte quasi 540 tonnellate di pesche siciliane e in questa stagione “la produzione dovrebbe essere ancora maggiore, intorno al 30%, anche se l’offerta continua a non soddisfare completamente la crescente domanda”, ha sottolineato il presidente del Consorzio di Tutela Domenico Di Stefano. Infatti, al di là del mercato italiano, la Pesca di Leonforte IGP inizia ad essere apprezzata e richiesta anche oltreconfine, proprio per la particolarità delle coltivazioni e per l’ineguagliabile gradevolezza. “Le esportazioni riguardano, in particolare, la Germania e la Spagna e, con la collaborazione della Regione Sicilia dopo aver partecipato” a New York al 68° Summer Fancy Food, anche “negli Stati Uniti, ma nella versione candita e sciroppata”. E, allora, è ufficializzata la diversificazione delle proposte e del successivo consumo con l’obiettivo di “sviluppare la produzione per favorire l’impiego del frutto anche nell’alta pasticceria per esaltare i sapori della terra di Sicilia”.
È l’ennesima eccellenza alimentare targata Made in Italy. Sull’isola (e non solo) non manca chi utilizza la ‘settembrina’ come arricchimento per i tradizionali preparati di Natale e di Pasqua e per i dessert. Alcuni chef sperimentano la ‘tardiva’ anche come accompagnamento di antipasti e di insalate e sono attese creazioni e abbellimenti per i primi e i secondi piatti di portata.

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