Settimo Forum sull’Acqua promosso a Roma da Legambiente, che ha illustrato alcune proposte per migliorare l’attuale situazione sull’utilizzo, sulla dispersione e sulla conservazione, anche di quelle piovane
Una decina di proposte sono state illustrate da Legambiente nel corso del settimo Forum sull’Acqua organizzato a Roma all’interno dell’accogliente libreria ‘Spazio Sette’ nella centralissima via dei Barbieri con l’interesse rivolto soprattutto sul’La resilienza idrica in in Italia’ e ‘Verso un sistema sicuro, efficiente e sostenibile’. Durante l’ormai tradizionale appuntamento, a cui hanno preso parte, fra gli altri, i rappresentanti delle istituzioni, della politica, delle associazioni, delle Autorità di Bacino, degli enti di ricerca e gli operatori del settore, sono stati indicati gli interventi necessari che riguardano l’uscita dall’emergenza, misure di prevenzione, una tariffazione progressiva e trasparente sul consumo idrico che premi l’efficienza, la riduzione dei consumi e delle perdite nella rete distributiva, la protezione del ciclo dell’acqua e degli ecosistemi, un rafforzamento dei controlli soprattutto sui sistemi fognari e sugli impianti di depurazione delle reflue e maggiori investimenti sull’innovazione tecnologica.
Il presidente di Legambiente Stefano Ciafani ha ricordato come “ad oltre cinquant’anni dal varo della cosiddetta ‘legge Merli’ sulla depurazione delle acque non sono stati ancora completati in alcune zone della nostra
penisola gli opportuni e necessari adeguamenti. L’Italia è ancora deficitaria ed è costantemente attenzionata dall’Unione Europea”. Una comune osservazione, ben presto trasformata in appello, coinvolge la disponibilità delle risorse da investire per i lavori e l’andamento temporale dei provvedimenti, ancora macchinosi e, quindi, lenti al capitolo ‘iter’.
Alcuni, come Marco Casini, segretario generale dell’AUBAC, l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, ha esposto le fasi della sperimentazione sul filtraggio per evitare ulteriori danni provocati dalle microplastiche sostenuta dalle forze economiche del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Utilitalia, con la direttrice Annamaria Barrile, ha confermato la bontà delle realizzazioni infrastrutturali per la raccolta delle acque piovane, che, in gran parte, va dispersa.
L’argomento è da un po’ all’ordine del giorno dell’agenda dell’ANBI, l’Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei miglioramenti fondiari, che, attraverso il direttore generale Massimo Gargano, ha ribadito la vitale importanza, ma ha anche sottolineato le innovazioni tecnologiche a favore delle realtà agricole e zootecniche, come, fra l’altro, avviene già in sette regioni del nostro Paese dove è gestita la manutenzione di ben 231 mila chilometri di canali naturali. È opportuno anche
alzare i livello degli interventi per evitare il pericoloso “spopolamento delle aree interne della nostra penisola”.
Gli intervenuti, fra cui Eleonora Evi della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, hanno praticamente ratificato la modifica dell’andamento meteorologico con imprevedibili, improvvisi e violenti acquazzoni alternati a temperature al di sopra delle medie stagionali che sollecitano una siccità micidiale per le coltivazioni e gli allevamenti. E sono queste, in particolare, le cause per accelerare la concretizzazione dei progetti proposti e delle iniziative presentate, anche da molto tempo. L’emergenza, ormai è un concetto consolidato, costa estremamente più della prevenzione.
