Tiratore scelto

È scomparso dopo una lunga malattia a 68 anni il brasiliano Oscar Schmidt, l’implacabile realizzatore della pallacanestro mondiale. In Italia ha giocato a Caserta e a Pavia. Aveva il record di punti, 49.737, poi superato nel 2024 da LeBron James

Sui parquet di tutto il mondo era noto anche come ‘O mao santa’, ‘La mano santa’, il brasiliano Oscar Daniel Bezerra Schmidt, scomparso lo scorso 17 aprile a Santana de Parnalba, nello Stato di San Paolo, all’età di 68 anni. Era nato, infatti, il 16 febbraio del 1958 a Natal, nel Rio Grande do Norte. Oscar, da tempo sofferente, è stato per un lungo periodo il cannoniere planetario con i 49.737 punti realizzati complessivamente su un campo di pallacanestro. È stato superato nel 2024 da LeBron James, una delle stelle della NBA, che Oscar ha solo timidamente sfiorato con una ‘chiamata’ nel 1994 al sesto giro da parte dei New Jersey Nets, ma mai veramente inseguita con ardore e convinzione.
Oscar, comunque, è stato inserito nella prestigiosa Hall of Fame della FIBA nel 2013 e anche in quella italiana nel 2017 per restare perennemente nell’élite della storia del basket. La maglia della nazionale verdeoro del Brasile è stata indossata, dal 1977 al 1996, in 326 occasioni. 7.693 i punti realizzati, di cui oltre un migliaio (1.093) durante i cinque Giochi Olimpici disputati. Brasile bronzo mondiale nel 1978 nelle Filippine e pluricampione nei massimi tornei americani, sudamericani e panamericani.
Aveva iniziato a giocare a pallacanestro, abbandonando la passione calcistica vista anche l’altezza, ufficialmente 2 metri e 5 centimetri, nel 1974 con il Palmeiras, poi con l’EC Sirio vincitore nel 1979 della Coppa Intercontinentale e, quindi, lo sbarco nel nostro Paese, a Caserta, con la Juve, per un’intuizione di Giancarlo Sarti dopo aver raccolto la soffiata di Bogdan Tanjevic. In Italia ha mitragliato i canestri per undici stagioni: in Campania ha conquistato lo storico scudetto del 1991 e la Coppa Italia nel 1988. Ha disputato un paio di finali per il tricolore nel periodo 1985-1987, sempre superato dall’Olimpia Milano e una sfida decisiva di Coppa Korac, in quell’occasione battuto dalla Virtus Roma.
Nel periodo italiano il cecchino con la maglia numero 18, fra l’altro ritirata a Caserta, ha totalizzato complessivamente 13.957 punti, una media, fra la Juve e Pavia, di 34,6 a partita. Sul tabellino alla fine di alcune gare il ‘peso’ del bottino ha superato anche i 60 punti. Naturalmente, quasi scontate, le leadership nelle graduatorie stagionali degli specialisti. Le ripetute raffiche lievitavano continuamente il bilancio del cestista brasiliano, idolo dei sostenitori del PalaMaggiò.
Nel 2023 l’ultima apparizione nella città campana dove è stato osannato per stagioni assolutamente e incredibilmente brillanti per sognare, ricordare e raccontare la storia della Juvecaserta e della pallacanestro mondiale.

 

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