La capitale dell’arte contemporanea

È la siciliana Gibellina il riferimento italiano della manifestazione promossa dal Ministero della Cultura. L’inaugurazione ufficiale il prossimo 15 gennaio per ricordare il terribile terremoto del 1968 nella Valle del Belice causa di quasi 380 vittime e di un migliaio di feriti

Gibellina, 3 mila 646 anime, secondo l’ultima rilevazione dello scorso 30 settembre, distribuiti sui 46,57 chilometri/quadrati del territorio comunale in provincia di Trapani, in Sicilia, è il primo riferimento del nostro Paese come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. È stata indicata nell’ultimo giorno di ottobre del 2024 dal Ministero della Cultura attraverso la Direzione Generale della Creatività Contemporanea. La candidatura e l’organizzazione dell’importante iniziativa è stata sostenuta dalla Regione siciliana, dal Comune di Gibellina, dal Museo d’Arte Contemporanea ‘Ludovico Corrao’ e dalla Fondazione Orestiadi. La direzione artistica della manifestazione è stata affidata a Andrea Cusumano.
Alla rassegna, presentata nella Sala ‘Giovanni Spadolini’ del dicastero di via del Collegio Romano, contribuiscono Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta in collaborazione con Antonio Leone e con il sostegno del Comitato Scientifico e Curatoriale complessivamente composto da una dozzina di esperti dei vari settori culturali. L’inaugurazione è prevista per il 15 gennaio del 2026 anche per ricordare il terribile e devastante terremoto del 1968. Infatti, nella notte fra il 14 e il 15 gennaio di quasi cinquant’anni fa, le scosse, di cui oltre il sesto grado della Scala Richter (6,4), hanno sconquassato la Valle del Belice, nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani, fra cui proprio Gibellina. Il violento tremolìo ha causato 376 vittime, un migliaio di feriti e quasi novantamila sfollati. Dopo alcuni anni Gibellina ha avviato la fase della ricostruzione anche a una decina di chilometri dal centro storico altamente danneggiato.
Gibellina risorta dalle macerie con la sollecitazione e la partecipazione del senatore Ludovico Corrao in un “pioneristico e visionario processo di rigenerazione artistica e culturale per una trasformazione sociale anche attraverso il dialogo con gli artisti”.
‘Portami il futuro’ è lo slogan, l’indicazione, il filo conduttore della programmazione articolata in cinque sezioni tematiche: ‘Mostre’; ‘Residenze’; ‘Arti performative’; ‘Educazione e partecipazione’; ‘Simposi, conferenze e giornate di studio’, in grado di “creare comunità”, con l’obiettivo fondato sulla “bellezza come valore condiviso”. Ad illustrare il cartellone e le inedite iniziative al Ministero della Cultura hanno pensato Angelo Piero Cappello, direttore generale del comparto della Creatività Contemporanea di via del Collegio Romano; Salvatore Sutera, il sindaco rieletto di Gibellina; Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; Andrea Cusumano, responsabile della direzione artistica della manifestazione; Rosalia D’Alì, vertice del Distretto Turistico della Sicilia Occidentale e Francesca Corrao, presidente della Fondazione Orestiadi.
Per tutto il 2026 Gibellina sarà il centro dei molteplici appuntamenti e degli allestimenti di mostre, spettacoli, rappresentazioni, letture, proiezioni, incontri e confronti, che, naturalmente, coinvolgeranno e animeranno anche i centri confinanti dell’area del Belice, fra cui Calatafimi, la palermitana Monreale, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa e Segesta. Numerose le piazze, le aree ‘verdi’ all’aperto e le strutture pronte ad accogliere e a ospitare gli eventi in programma, fra l’altro nell’ex Chiesa di Gesù e Maria, trasformata in un centro sociale e spazio di relazione, di Nanda Vigo; nel Palazzo di Loreto e nei Giardini Segreti di Francesco Venezia; nella Chiesa Madre di Ludovico Quaroni e Luisa Anversa; nel locale Teatro e nel Grande Cretto di Alberto Burri, “luogo-simbolo della memoria civile e del paesaggio”.

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