Torna ‘Libridine!’, il ‘festival diffuso’ fra i volumi sugli scaffali di una quarantina di riferimenti di Roma e dell’hinterland. La rassegna, dal 22 al 30 novembre, propone incontri con gli autori, ma anche iniziative per i giovanissimi
Dopo l’organizzazione dello scorso anno, “sperimentale anche per osservare e registrare il generale interesse”, come ha indicato il presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti, il calendario delle iniziative (ri)propone ‘Libridine!’, dal 22 al 30 novembre. La sollecitazione, al di fuori delle stanze di via de’ Burrò, è stata alimentata dalla CNA del Lazio, dalla Confcommercio, dalla Confesercenti e dalla Federlazio attraverso i rispettivi segmenti interessati e competenti e dal Comune di Roma, in particolare dall’Assessorato alla Cultura.
L’adesione al ‘Festival diffuso delle librerie’ è più ampia rispetto all’appuntamento del 2024. La lista comprende 36 locali specializzati, di cui un poker dell’hinterland, di Fiumicino, Ladispoli, Marino e Monterotondo e anche biblioteche, in particolare dell’Area Scientifica romana ‘Decio Levi’ di via della Vasca Navale e alcuni caffè letterari e circoli di lettura.
“Le librerie sono presidi essenziali di cultura e di relazioni dove le persone hanno contatti sociali e costruiscono comunità”, ha sottolineato Ilaria Milana, presidente dell’ALI, l’Associazione Librai Italiani.
Il comparto, che continua a scivolare sulla percentuale negativa dei fatturati vista l’evidente concorrenza delle società di spedizioni dopo l’acquisto on-line, continua ad affrontare difficoltà soprattutto per l’importo sulla copertina imposto dagli editori (al massimo potrebbe essere scontato del 5%) e per i costi dei locali, del personale dipendente e dei servizi.
“Annualmente chiudono quasi cinquantamila imprese e, su per giù, altrettante nella regione attivano
un’operatività, ma quando abbassa definitivamente una libreria il fragore è maggiore, rumoroso, in quanto l’insegna spenta significa l’eliminazione di un riferimento culturale, sociale e, naturalmente, economico. Uno dei parametri per determinare il grado di civiltà di una città è dato anche dal numero di biblioteche e di librerie disponibili e a vantaggio di tutti”, ha rilevato il presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti. “Roma, fra l’altro, è una delle città italiane dove sono venduti più libri, anche se il livello di lettura nel nostro Paese, 35%, è inferiore a quello della media europea, 53%. Nella capitale, però, la quota è superiore a quella nazionale”.
“La libreria è un presidio culturale anche per un momento di aggregazione. Gli operatori del settore a Roma sono oltre quarantamila”, ha ricordato Antonio Ciavattini del SIL, il Sindacato Italiano Librai della Confesercenti.
Tiziana Barone, responsabile della Comunicazione e del Terziario Avanzato della CNA, la Confederazione Nazionale degli Artigiani, ha ribadito “la necessità di una collaborazione fra case editrici e librerie e una garanzia per quelle indipendenti e per i ‘piccoli’ editori a favore di una concreta autonomia e uno sviluppo sostenibile per una maggiore valorizzazione”.
Nonostante i crescenti disagi, più volte segnalati, le librerie rappresentano “il primo canale di vendita, oltre il 50%”, ha ricordato Tagliavanti. Allargare la partecipazione con il coinvolgimento e il sostegno dei giovani studenti e dei cittadini, oltre ad eventuali collaborazioni con gli autori e a partnership con gli editori, sono alcuni degli obiettivi degli organizzatori della manifestazione.
Per scoprire il dettagliato programma è sufficiente digitare www.festivaldellelibrerie.it. Previsti incontri, letture e presentazioni di volumi, comprese le novità editoriali anche alla presenza degli autori. Attori televisivi e cinematografici, esponenti della cultura e della politica animeranno i pomeriggi nelle
librerie di Roma e delle zone della provincia, che, in alcuni casi, riguarderanno anche i giovanissimi. Nove giornate da passare fra lo storico e inconfondibile profumo delle pagine di carta stampate e le classiche o vistose copertine colorate o in bianco e nero fino alle curiosità da scovare sui romantici e tradizionali scaffali. “Sono riferimenti di vita e animazione nelle strade, che offrono la percezione di sicurezza e un impatto benefico sul tessuto sociale del territorio”.
Lo slogan conclusivo è del presidente Tagliavanti che chiede, “cos’è meglio di un libro?” per una replica semplice ed efficace, “un altro libro”. E non solo per il regalo di Natale.
