Per la riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata le amministrazioni pubbliche locali chiedono anche risorse economiche. L’argomento è stato affrontato in un convegno a Roma
I ‘Beni confiscati alla criminalità organizzata’ e le ‘Strategie di semplificazione delle procedure di assegnazione’ sono stati i temi affrontati nel corso di un convegno promosso a Roma, alla Casa del Jazz, dall’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e dal Campidoglio attraverso l’Assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative. All’approfondimento, organizzato proprio nell’area che un tempo era nella disponibilità di esponenti della Banda della Magliana, sono intervenuti, fra gli altri, i rappresentanti delle istituzioni, della politica, delle amministrazioni pubbliche locali e delle associazioni, le cui testimonianze sono state gestite e coordinate dalla giornalista Lucia Loffredo.
La serie degli interventi è stata inaugurata dall’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative del Comune di Roma e anche presidente del Forum cittadino sui capitoli collegati ai beni confiscati alla criminalità organizzata, Andrea Tobia Zevi, il quale ha rilevato come siano necessarie ulteriori “risorse economiche dopo il recupero per gli interventi di riqualificazione, di manutenzione e di gestione” per consentire il completo utilizzo da parte della cittadinanza.
Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha ribadito l’importanza delle ristrutturazioni a vantaggio delle comunità, mentre Francesco Greco, consigliere del Sindaco per la Legalità, ha sottolineato l’opportunità di velocizzare gli iter soprattutto attraverso “la ricerca dei patrimoni, la semplificazione e la trasparenza delle procedure confidando anche sull’attività dei singoli comuni”, in particolare di quelli limitati nelle dimensioni e nel numero del personale. Infatti, in alcuni casi, le difficoltà sopraggiungono anche per le necessità da soddisfare nelle molteplici procedure per raggiungere gli obiettivi.
L’ampia lista che consente ogni tipo di situazione, per lo più da ravvivare, è continuamente aggiornata e visionata dal commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, Paola Spena e dal direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione delle confische, Maria Rosaria Laganà, che ha rilevato come alcune vicende siano estremamente delicate e complicate anche con la PUD, la Piattaforma Unica delle Destinazioni. Sono i casi “dei piccoli comuni”, che dovrebbero risolvere “gli abusi edilizi, alcune volte insanabili”. E allora il bene diventa “inutilizzabile”
se non attraverso l’abbattimento e la successiva riproposizione con gli inevitabili allungamenti dei tempi e gli appesantimenti dei costi. Questo handicap potrebbe essere determinante anche per i comuni più strutturati nel numero dei componenti e nel livello delle competenze. Maria Rosaria Laganà ha anche evidenziato la realtà dei beni “poco conosciuti” e delle eventualità di “assegnazioni provvisorie”. Necessaria “una relazione preventiva” da parte di tecnici specializzati per ‘fotografare’ e conoscere “le criticità” da affrontare.
È quel che ha chiesto e richiesto ripetutamente Luisa Laurelli, per anni ex protagonista nell’Aula ‘Giulio Cesare’ e attuale responsabile della Democrazia Legalitaria, delle Politiche Sociali e della Salute e del Terzo Settore del Nono Municipio, per consentire l’utilizzazione di alcune strutture e offrire servizi alla comunità romana. “Tracciamento e digitalizzazione di tutte le risorse del Comune di Roma per rafforzare le informazioni”, ha rivelato Alessandro Moro, direttore dell’ufficio Acquisizioni, Consegne e Conservatoria del Campidoglio. In pratica sarebbe opportuno “un censimento dei beni confiscati attraverso la piattaforma ‘Atlante’ e alcuni provvedimenti per semplificare le operazioni”, in quanto alcuni abusi non potrebbero essere sanati dal privato.
“Per un interesse pubblico e per i beni mobili e immobili” potrebbe essere trovata la soluzione, ha ammesso Alessandro Lombardi, capo del Dipartimento per le Politiche Sociali, del Terzo Settore e Migratorio del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ha anche rivelato che le opportunità e le le linee di finanziamento potrebbero favorire la valorizzazione dei beni confiscati.
“La confisca è una vittoria dello Stato e della società”, ha affermato Tatiana Giannone, responsabile nazionale dei Beni Confiscati di Libera. Nel corso del convegno sono intervenuti, fra gli altri, Massimo Ciarpella dell’Associazione Insieme a Giordano; Alessandro Cozza, vicepresidente del Quindicesimo Municipio con interesse al Bilancio, al Decentramento Amministrativo e alle Politiche Giovanili; Massimiliano Monnanni, presidente dell’ASP ‘Asilo Savoia’ ed Elisa Sermarini della Rete dei Numeri Pari per la Casa della Solidarietà ‘Stefano Rodotà’.
