La Coppa delle tennistellari

L’Italia ha conquistato a Shenzhen la sesta ‘Billie Jean King’, ex Fed Cup, superando l’orientale Cina, l’europea Ucraina e, in finale, le americane degli Stati Uniti. Le azzurre hanno replicato il trionfo della scorsa stagione a Malaga

Altro giro, ennesima vittoria e conquista del sesto trofeo planetario per squadre nazionali, l’attuale ‘Billie Jean King’, l’ex Fed Cup, insomma la tennistica Davis al femminile. L’Italia, saggiamente guidata dalla quarantottenne mestrina Tathiana Garbin, ha replicato con un perentorio e spettacolare copia-e-incolla il trionfo dello scorso anno a Malaga, in Spagna e ha concretizzato al meglio la seconda finale dell’ultimo triennio.
Dall’altra parte del mondo, in Cina, le azzurre hanno sbaragliato il tris di concorrenti lasciando sulla strada un solo punto, con un po’ di sofferenza nei primi faccia-a-faccia, ma, comunque, sono scivolate velocemente sulla Coppa in maniera decisa, prepotente e, soprattutto, meritatamente. 2 a 0 alle padroni di casa della Cina, 2 a 1 ad una fastidiosa Ucraina e un altro 2 a 0 alle ambiziose americane a stelle-e-strisce.
Lucia Bronzetti 26 anni di Rimini; Elisabetta Cocciaretto, 24 anni di Ancona; Sara Errani, 38 anni di Bologna; Tyra Caterina Grant, 17 anni di Roma e Jasmine Paolini, 29 anni della provincia di Lucca, hanno alzato con canti, balli e smaglianti sorrisi la Coppa dedicata all’ottantunenne americana Billie Jean King. A Shenzhen le azzurre hanno dimostrato ancora una volta quanto conti e valga l’unione di squadra e le positive scintille che genera l’azzurro con il tricolore.
La prima spinta è stata registrata nel match inaugurale contro la Cina, faticando un po’, ma, poi, senza dover ricorrere al doppio. Pratica archiviata con un bis successo: Elisabetta Cocciaretto con una incredibile ed entusiasmante risalita al cospetto di Yuan Yue, 4-6, 7-5, 7-5 e lo stesso per Jasmine Paolini di fronte a Xinyu Wang, 4-6, 7-6 (4), 6-4.
In semifinale lo scoglio era rappresentato dall’Ucraina, che, raggiungendo quel livello, aveva ottenuto il miglior risultato della propria storia tennistica. La ventiquattrenne marchigiana veniva stoppata da Marta Kostyuk, 6-2, 6-3. A quel punto era necessario il filotto di Jasmine Paolini costretta agli straordinari del doppio. Prima nel singolare un vorticoso e vertiginoso 3-6, 6-4, 6-4 su Elina Svitolina e, in seguito, con la compagna-amica, l’inossidabile e intramontabile Sara Errani, a superare senza apparenti difficoltà, 6-2, 6-3, Marta Kostyuk-Ludmila Kichenok.
Da ricordare che le ucraine del singolare sono numero 13, Elina Svitolina e numero 26, Marta Kostyuk, nelle attuali classifiche mondiali. Non proprio le ultime arrivate, ma neanche lo sono le italiane.
Le sfide decisive contro gli Stati Uniti, invece, sono state una marcia trionfale con Elisabetta Cocciaretto, novantunesima nelle graduatorie, a stroncare le velleità di Emma Navarro, numero 18, 6-4, 6-4 e con Jasmine Paolini a calamitare per avvicinare costantemente il prestigioso trofeo annichilendo Jessica Pegula, numero 7 delle liste mondiali, con un sorprendente 6-4, 6-2. E pensare che nei cinque precedenti la leader nazionale era stata sempre superata.
Aggiornato immediatamente l’Albo d’Oro con l’Italia vincente nel 2006, nel 2009, nel 2010, nel 2013, nel 2024 e anche nel 2025. Le uniche battute a vuoto in finale sono state registrate contro la Russia nel 2007 e al cospetto del Canada nel 2023. Per Sara Errani è il quinto successo in Fed Cup.
“Gruppo straordinario che è impegnato a scrivere la storia del tennis italiano e mondiale”, ha sottolineato Tathiana Garbin. Messaggi di congratulazioni sono stati inviati, fra gli altri, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che spera di accogliere al Quirinale come lo scorso anno l’intera comitiva azzurra del tennis dopo il doppio successo, al maschile e al femminile, della Coppa Davis e delle relative derivazioni. “Soddisfazione” è stata espressa, naturalmente, anche dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio e da quello federale Angelo Binaghi.
L’Italia maschile sarà impegnata a difendere la coccarda planetaria il prossimo novembre a Bologna. All’esordio l’avversario sarà l’Austria.

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