Una lavanderia nel sottovia

Straordinaria scoperta durante i lavori per la pedonalizzazione di piazza Pia fra Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione. Sarà smontata e collocata nei vicini giardini. I tempi della fine degli interventi dovrebbero essere rispettati

Foto ANSAClamoroso e sorprendente ritrovamento nell’area coinvolta dagli interventi cronoprogrammati per la realizzazione del sottopasso per il traffico veicolare in modo da creare una vera e propria isola pedonale che collegherà Castel Sant’Angelo, piazza Pia e via della Conciliazione, praticamente il Vaticano, per favorire i turisti, i pellegrini, i fedeli, ma anche i romani. A sentire gli esperti la scoperta non era attesa, quella fullonica, probabilmente del II o del III secolo dopo Cristo. Quasi 500 metri/quadrati di vasche e corridoi, che, forse riguardavano gli Horti Agrippinae e gli Horti Domitiae, proprio sulle rive del Tevere, con portici, giardini e con i vicoli verdi per le passeggiate. E, poi, le stanze rettangolari mosaicate, pavimentate con tessere e bordi che portano all’ipotesi di aver riemerso una zona inizialmente destinata all’ospitalità, in seguito trasformata in un lavatoio, vista anche la vicinanza del fiume e la disponibilità dell’acqua per la pulizia di vestiti, drappi e tessuti. Trovate anche alcune scritture, dei vasi interrati e delle ceramiche, forse destinati all’immersione dei panni nei prodotti detergenti.
La scoperta e le varie fasi, velocizzate anche burocraticamente, ma in estrema sicurezza, sono state illustrate a Castel Sant’Angelo dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano; dal sindaco e commissario straordinario per il Giubileo Roberto Gualtieri; da monsignor Rino Fisichella, delegato del Vaticano all’organizzazione dell’Anno Santo; dalla soprintendente all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio di Rvoma Daniela Porro e dall’amministratore delegato dell’ANAS Aldo Isi.
“L’intero patrimonio storico-archeologico sarà smontato, conservato e, quindi, riproposto nei vicini giardini di Castel Sant’Angelo in modo da tutelare, valorizzare e offrire alla visone di tutti queste splendide testimonianze dell’Antica Roma”, ha rilevato il responsabile del dicastero di via del Collegio Romano Gennaro Sangiuliano.Foto ANSA Lo stesso Ministro non ha mancato di sottolineare “l’importante collaborazione istituzionale con il Campidoglio, al di là degli schieramenti politici, per la generale e positiva evoluzione delle fasi di salvaguardia”.
Allacciato ai riconoscimenti del ministro Sangiuliano sulla comune visione è naturalmente il sindaco Gualtieri, che ha ribadito “il crescente fascino dell’area di prossima pedonalizzazione, in cui sono ricordarti i riferimenti di San Pietro e di Adriano. I reperti saranno impacchettati e posti opportunamente in esposizione a Castel Sant’Angelo”.
“Dall”archeologia preventiva’ a quella ‘di emergenza’”, ha ammesso la soprintendente Daniela Porro, che ha rivelato come “le testimonianze emerse e anche quelle future sulla storia di Roma saranno delocalizzate”. E, poi, ha anche confermato che, “fin dal primo, in ogni Giubileo sono state realizzate delle opere per migliorare” la cosiddetta Città Eterna.
“I lavori proseguiranno senza alcuna interruzione, 24 ore su 24, per rispettare i tempi di consegna e una volta proceduto all’operazione saranno completati quei settanta metri per l’ingresso alla galleria. Nel frattempo sono stati installati i numerosi pali per la struttura, realizzato il tetto e spostato un paio di collettori”, ha affermato Aldo Isi. Confermati, quindi, I tre turni quotidiani da parte degliv operatori e anche le cifre iniziali previste, una settantina di milioni di euro.
“È significativo per la storia collegata al Giubileo l’area che probabilmente era anche un ritrovo e un riferimento d’incontro, di socialità, almeno per le donne dell’epoca”, ha dichiarato monsignor Fisichella. Uno sguardo al passato, “alla fanciullezza e al ricordo delle grandi vasche utilizzate” per il lavaggio dei tessuti della casa e dei vestiti dei familiari”. Dal suo Foto ANSAintervento riemerge una verità alcune volte sottovalutata, che in quei tempi non esisteva la lavatrice”.
L’iter amministrativo per il delicato spostamento delle realtà passate dovrebbe essere concluso in pochi giorni e, dopo, sarà avviato il completamento degli interventi con la supervisione, il controllo e le verifiche della Soprintendenza. A quel punto potranno essere ripresi i lavori del sottopasso per rispettare i tempi per la tradizionale inaugurazione. Nell’iniziale piano “è stato previsto un margine temporale per le eventualità e le emergenze, che in questo caso sarà utilissimo da sfruttare”. Un ammortizzatore necessario visto dove è operativo il cantiere, la zona e in una città con il profumo della storta nell’aria e che esce da ogni scavo.

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