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A 42 anni Kimi Raikkonen lascia la FormulaUno. Recordman di presenze è l'ultimo ad aver portato alla Ferrari il Mondiale

È stato l'ultimo pilota di FormulaUno a conquistare il Mondiale per la Ferrari. Era il 2007 quando il titolo assoluto dell'automobilismo veloce ha rianimato e infiammato gli animi dei sostenitori del Cavallino e illuminato e arricchito le mensole di Maranello. È stato, forse, uno dei preferiti dall'affollato popolo della Rossa, probabilmente dopo l'inarrivabile tedesco Michael Schumacher. Il finlandese Kimi, all'anagrafe di Espoo dal 17 ottobre del 1979 anche Matias, Raikkonen ha deciso di lasciare il circus. A 42 anni. Ha in tasca, fra l'altro, anche il primato planetario delle partecipazioni alle corse del Mondiale di FormulaUno, ben 352. 21 le vittorie, 103 i podi, 18 le pole position e 46 i giri veloci collezionati sulle piste di tutto il globo terracqueo. 1.873 i punti conquistati da quel 4 marzo del 2001, allorquando alla guida di una Sauber-Petronas nel Gran Premio d'Australia è finito sesto. Nella personale bisaccia, così, ha messo un punto. Il primo della lunga, ma anche travagliata carriera. Aveva preso il via con una superlicenza provvisoria immediatamente concessa della FIA, la Federazione Internazionale dell'Automobile, dopo lo show dell'esordio. Nella prima stagione del Mondiale ha concluso al decimo posto con 9 punti, che all'epoca erano assegnati a soli sei piloti, dal vincitore in poi. Il compagno di box era il tedesco Nick Heidfeld.
L'ascensore della carriera di Kimi Raikkonen, a quel punto, è in lievitazione. Ron Dennis, boss della titolata e ambiziosa McLaren, versa una specie di penale plurimilionaria al team di Peter Sauber per svincolare e, quindi, ingaggiare il finlandese. È chiamato a sostituire sulla monoposto inglese il connazionale Mika Hakkinen decorato con un paio di allori mondiali. Dal 2002 al 2006 con la McLaren ha tagliato il traguardo davanti a tutti per nove volte e sfiorato soprattutto il titolo in una stagione dove, forse, l'avrebbe meritato vista la sfortunata e imprevedibile cadenza di intoppi meccanici che hanno rallentato e affossato la marcia verso il trono dell'automobilismo veloce. Alla fine è solo secondo, vicecampione. Raikkonen, comunque, è riuscito a lasciare il segno della sua abilità, capacità, velocità e freddezza, tanto da essere marchiato come 'Iceman', 'uomo di ghiaccio'.
Inghilterra-Italia, sola andata per Kimi Raikkonen, che nel 2007 è planato a Maranello. Alla Ferrari mancava un pilota dopo l'uscita di scena del campionissimo tedesco Michael Schumacher e all'esordio sulla giostra Rossa 'Iceman' ha sbancato con il jackpot. L'impresa nell'annuale comparsata agonistico-sportiva. Bravo e puntuale a sfruttare le diatribe e le rivalità interne nel pollaio inglese della McLaren fra Fernando Alonso e Lewis Hamilton. Nel quartier generale emiliano Raikkonen rimane tre stagioni conquistando, oltre al titolo piloti e costruttori sostenuto da Felipe Massa, dieci vittorie, per poi tornarci dal 2014 al 2018, ma senza particolari acuti e compagno di Fernando Alonso e di Sebastian Vettel. Nel periodo di intervallo fra le due apparizioni a Maranello Kimi Raikkonen è riuscito a uscire dal camper iperattrezzato della FormulaUno. Dal 2009 al 2011 è salito temerariamente sulle quattroruote da rally prima con il connazionale Tommy Makinen, poi con la francese Citroen e, quindi, con il suo Ice1 Racing, in seguito confluito nel Mondiale di motocross. 22 esibizioni, una prova speciale vinta e 59 punti incamerati. Nel 2013 e nel 2014 è a bordo della Lotus nel ritrovato circus e ottiene un paio di successi. Ha concluso il tour in FormulaUno all'Alfa Romeo, dal 2019 al 2021, che in qualche occasione ha portato al piazzamento utile per i punti mondiali. 10 nella stagione appena conclusa anche se la parata nel Gran Premio della calata del sipario non è stata proprio entusiasmante. Fuori prima del previsto il 12 dicembre del 2021 all''Yas Marina' di Abu Dhabi.
"Negli ultimi anni in più occasioni ho pensato di lasciare per passare il tempo con la famiglia". Dopo essere stato sposato per una decina d'anni con Jenni Dahlman dal 2016 è insieme a Minttu Virtanen. Due i figli, Robin e Rianna Angelia Milana. "La FormulaUno, comunque, non è stata una assoluta personale esclusiva", ha rivelato l'ormai ex pilota finlandese, che, probabilmente, ha raccolto meno di quanto effettivamente meritasse e rispetto alle innegabili potenzialità e qualità, in particolare nelle prime stagioni, alla McLaren. Bacheca domestica, comunque, abbellita da trionfi e corone come quella del Belgio sullo spettacolare e caratteristico circuito di Spa-Francorchamps con "curva per coraggiosi", l''Eau Rouge-Raidillon', una delle più veloci e pericolose di tutto il Mondiale. Quattro le affermazioni equamente suddivise fra McLaren e Ferrari. Nella particolare graduatoria dei vincitori è superato solo da Michael Schumacher e Ayrton Senna, rispettivamente con sei e cinque e al pari di Jim Clarke e Lewis Hamilton.
È sempre stato poco disponibile ad incontrare i media, il minimo indispensabile, per il carattere, atteggiamenti e comportamenti estremamente riservati. Aveva iniziato a 9 anni sui kart, poi nel 2000 titolo nella Forrmula Renault con sette vittorie sulle dieci in calendario e il gran salto per l'intuizione di Peter Sauber. Raikkonen negli anni ha confermato di essere stato un pilota veloce e in tutte le condizioni atmosferiche, aggressivo, ma corretto e poco amante delle luci della ribalta tanto da sembrare scorbutico e ruvido escluso con i numerosi fan. Indimenticabili, fra l'altro, i botta-e-risposta via-radio durante le corse con i tecnici del box. E anche questo era Kimi Raikkonen in FormulaUno.

Categoria: Sport