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Resta alla guida del CONI Giovanni Malagò. Vicepresidenti due ex atlete, Claudia Giordani e Silvia Salis

Uno-due-tre, Malagò c'è. E ci sarà nel palazzo del Foro Italico alla guida del Comitato Olimpico Nazionale fino al 2024. Il prolungamento di Giovanni Malagò alla presidenza del CONI è stato favorito da una larga maggioranza. Quasi una overdose di preferenze, ben 55, forse al di là delle previsioni e delle aspettative di un successo comunque annunciato. Il quorum richiesto è stato superato al primo colpo. Al Tennis Club 'Alberto Bonacossa' di Milano i 72 aventi diritto, oltre a premiare la riconferma di Malagò, hanno offerto voti e sostegno agli altri candidati, che provenivano dal mondo del ciclismo, 13 all'ex presidente federale Renato Di Rocco e uno alla pluripremiata, fra cui all'Olimpiade di Atlanta del 1996 e a quella di Sydney del 2000 sull'anello di pista, Antonella Bellutti. Alla colonna delle adesioni mancano un non votante, una scheda riposta senza alcuna indicazione e un'altra considerata nulla, in quanto era riportato, forse ironicamente, il nome di Giancarlo Giorgetti. L'ex sottosegretario, che con il successore Vincenzo Spadafora, ha cercato soluzioni per adeguare, riammodernare o riformare la gestione della politica sportiva nazionale, ma con risultati complicati e insoddisfacenti visto l'aut-aut arrivato dal CIO, il Comitato Internazionale Olimpico e, in particolare, dallo stesso presidente Thomas Bach.
Malagò in questo terzo giro potrebbe avere migliori carte per il cambiamento dell'interlocutore diretto nel Governo rappresentato da un'ex atleta, grande interprete della scherma su ogni palcoscenico, anzi pedana, del pianeta, Valentina Vezzali, sottosegretario con delega allo Sport. L'autonomia, se non l'onorabilità del CONI, è stata salvata in extremis lo scorso gennaio con un provvedimento dell'Esecutivo di Palazzo Chigi.
I prossimi anni avranno un'impronta al femminile. Infatti, oltre a Valentina Vezzali, la Giunta del CONI avrà la presenza di cinque donne con vicepresidenti l'ex sciatrice Claudia Giordani e specialista del martello nel cerchio protetto dell'atletica leggera Silvia Salis, fra l'altro vicario in assenza di Malagò. Nella Giunta è registrato il ritorno del calcio con Gabriele Gravina, che conviverà con Antonella Del Core e Paolo Pizzo, riferimento degli 'Atleti'; Emanuela Maccarani, rappresentante dei 'Tecnici'; Sergio D'Antoni per i 'Comitati Regionali' e Giovanni Gallo per gli 'Enti di Promozione'. Poi Luciano Buonfiglio, Canoa; Giovanni Capioli, Motociclismo, Marco Di Paola, Sport Equestri; Norma Gimondi, Ciclismo e Luciano Rossi, Tiro a Volo.
Il sessantaduenne romano Giovanni Malagò, imprenditore, manager e dirigente sportivo, era stato eletto al vertice del CONI nel 2013 quando ha superato nell'incerto rush finale Raffaele Pagnozzi e riconfermato a larghissima maggioranza nel 2017 superando lo sfidante Sergio Grifoni, ex presidente della Federazione Italiana Sport Orientamento. In questo lungo periodo è stato chiamato a sbrogliare intricate questioni, fra cui quella della FIGC e della Lega Calcio, incapaci di rinnovare i rispettivi rappresentativi vertici.
Nelle stagioni del triplete al Foro Italico il riconfermato presidente dovrà cercare di ricompattare l'intero movimento sportivo nazionale, di trovare soluzioni con Palazzo Chigi, curare la preparazione degli atleti in vista degli appuntamenti olimpici estivi, quelli ormai prossimi di Tokyo e del 2024 di Parigi e gli invernali di Pechino del 2022. CONI chiamato anche all'impegno organizzativo per l'importante appuntamento con i Giochi della neve e del ghiaccio prestigiosamente assegnati a Milano e a Cortina d'Ampezzo, il cui cronoprogramma sarebbe in ritardo. Non può essere dimenticato e sottovalutato l'aspetto agonistico per confermare o incrementare il bottino di medaglie dei cinque cerchi multicolorati e restare nella stretta èlite delle nazioni decorate. A questo va aggiunto il parallelo, che riguarda l'espansione dell'attività sportiva e fisica nel nostro Paese sollecitando anche le istruzioni pubbliche per sanare la cronica carenza di impianti.
Malagò è il ventiduesimo nome iscritto sul grande libro dei presidenti del CONI. In precedenza avevano ricoperto la prestigiosa funzione e il delicato ruolo rispettivamente Carlo Compans de Brichanteau, Carlo Montò, Francesco Mauro, Aldo Finzi, Lando Ferretti, Augusto Turati, Iti Bracci, Leandro Arpinati, Achille Starace, Rino Parenti, Raffaele Manganiello, Alberto Bonacossa, Ettore Rossi, Puccio Pucci, Giulio Onesti, Franco Carraro, Arrigo Gattai, Mario Pescante, Bruno Grandi, Gianni Petrucci e Riccardo Agabio.
Malagò dal 2019 è componente del CIO, il Comitato Internazionale Olimpico. È il ventiduesimo italiano. il sedicesimo a titolo individuale, in questo caso l'unico originario della capitale italiana.

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