‘Dall’identità gastronomica allo sviluppo territoriale del Belpaese’ è stato il riferimento del convegno promosso nella capitale dall’Associazione Italiana Coltivatori per valorizzare i tipici prodotti nazionali. Illustrato il disegno di legge da parte della prima firmataria, la senatrice Anna Maria Fallucchi
Nel 2026 sono 5 mila 813 i cibi e i preparati indicati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste come espressione del patrimonio culturale italiano. Valorizzare i PAT, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, “significa riconoscere l’identità dei territori, sostenere l’impegno delle realtà locali, sviluppare l’enogastronomia di un turismo particolare e anche periferico, le iniziative della ristorazione, le coltivazioni, gll allevamenti, l’accoglienza, la pesca e l’economia delle aree interne della nostra penisola a evidente rischio di spopolamento. Sarebbe un danno incalcolabile sia per l’agricoltura e la zootecnia che per la tutela ambientale e idrogeologica”.
Nel periodo che ricorre la Giornata Mondiale della Gastronomia Sostenibile, decisa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Associazione Italiana Coltivatori ha promosso Roma un convegno su ‘La via dei PAT, dall’identità gastronomica allo sviluppo territoriale del Belpaese’. L’incontro, inevitabilmente, ha riguardato anche l’iter avviato al Senato sul disegno di legge ‘PAT’ sollecitato dalla parlamentare Anna Maria Fallucchi, fra l’altro, componente della Nona Commissione, Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Promozione Agroalimentare.
I PAT identificano le produzioni ottenute secondo pratiche di lavorazione, conservazione e stagionature consolidate da almeno venticinque anni seguendo le indicazioni del decreto interministeriale del 9 aprile del 2008. Il blitz nella sala di via Nazionale di Alfonso Pecoraro Scanio è stato utile per ricordare di “aver sospinto il 18 luglio del 2000 i PAT” quando era ministro in via Venti Settembre “per salvaguardare alcuni alimenti, la cui lista è poi diventata ampia e variegata, in quanto comprende anche le preparazioni e le trasformazioni” da inserire nei menù e nella commercializzazione.
Nel corso degli interventi, gestiti e coordinati dal giornalista Sergio Luciano, è emerso che la leadership sui prodotti agroalimentari, risultato “di anni di ricerca, studio e ricostruzione storica, è della Campania con 614 riconoscimenti, seguita dal Lazio con 520 e dalla Toscana con 471”.
A iniziare la serie del contributi è stato il presidente dell’AIC Giuseppino Santoianni, che ha sottolineato come “i PAT rappresentino un tesoro dell’Italia rurale, un patrimonio diffuso che racconta il lavoro delle imprese agricole, la biodiversità dei territori, la memoria delle comunità e la capacità di trasformare
tradizione e qualità in valore economico. Alcune eccellenze ancora poco conosciute, che meritano di essere raccontate, salvaguardate e valorizzate meglio” a dimostrazione dell’importanza e della ricerca internazionale del “Made in Italy per un export annuale di almeno 60 miliardi di euro”.
Nella chilometrica lista dei PAT sono rappresentate tutte le regioni della nostra penisola, ma sarebberoi opportune alcune iniziative per promuovere e migliorare la riconoscibilità da parte dei cittadini e dei consumatori anche con ‘piatti’ preparati con questi alimenti.
Al confronto ha preso parte anche Luigi D’Eramo, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Silvia Bernini, presidente di Penisola Verde-Agriturismi AIC, ha ribadito la funzione delle strutture per allargare l’utilizzo “degli alimenti compresi nella voluminosa e ampia” disponibilità, al capitolo PAT. “Il mondo ricerca e non acquista solo la produzione italiana, ma anche le storie, le tradizioni, il paesaggio e la cultura”.
Agriturismo e non solo. Il siciliano della provincia di Trapani Natale Amoroso di AIC-Pesca, infatti, ha proposto “l”ittiturismo’” e Leoluca Pollara, alla guida dei Giovani dell’Associazione, ha evidenziato la tendenza di un crescente “abbandono, soprattutto da parte delle nuove generazioni,
delle aree interne del nostro Paese per mancanza di sostegni” economici e fiscali.
Ai presenti hanno offerto il rispettivo contributo anche lo chef Giuseppe Frizzale, fondatore di Cooking Solution e Anastasia Salzano della srl Generazione Terra, oltre, naturalmente, la senatrice Anna Maria Fallucchi. “Il disegno di legge valorizzerà la storia e il recupero della tradizione anche attraverso i prodotti e le ricette tipiche”. Annunciate, fra l’altro, una fiera dei PAT, che “da Milano potrebbe diventare itinerante sulla nostra penisola” e alcuni approfondimenti. Il primo, probabilmente, “il prossimo luglio in Puglia”. Iniziative per confermare la trasformazione dei prodotti in valore per l’interesse del Made in Italy agroalimentare e dei settori commerciali ed economici.
(Immagini: Sito e FB dell’Associazione Italiana Coltivatori)
