Il 24 e il 25 aprile il Gran Premio della Liberazione di ciclismo. Partenza e arrivo alle Terme di Caracalla. Il circuito, da ripetere più volte, è di 6 chilometri. Attesi almeno duemila ciclisti iscritti nelle varie competizioni
Lo scenario storico e ineguagliabile, il percorso tradizionalmente affascinante, le prove solitamente avvincenti e per lo più dai vincitori anche imprevisti e impronosticabii e gli iscritti numerosi e qualificati: sono le parti del puzzle per la composizione del 79° Gran Premio della Liberazione di ciclismo, che, nella stagione 2026, allarga le proposte competitive, il complessivo programma, le collaterali iniziative e i giorni delle pedalate riservate a più fasce d’età e, naturalmente, a parità di genere.
L’appuntamento sportivo avrà come riferimento centrale, il 24 e il 25 aprile, le Terme di Caracalla e la linea di 6 chilometri che i ciclisti dovranno ripetutamente percorrere, con distanze variabili, per trovare il traguardo. Il cosiddetto ‘mondiale di primavera’ per i ciclisti dilettanti è promosso e organizzato dalla Terenzi Sport Eventi con il sostegno della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione Ciclistica Internazionale e della FederCiclismo, del Comitato Olimpico Nazionale, di Sport e Salute e dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale. È attesa la partecipazione di oltre duemila atleti chiamati ad affrontare i saliscendi fra Porta Ardeatina e San Paolo, le Mura Romane e la Piramide Cestia.
Tre le prove in programma il 24 aprile con la ‘Coati Liberazione’ per gli juniores (15 giri per 90 chilometri), il ‘Dpiù Liberazione’ riservato agli allievi e il ‘VF Costruzioni Liberazione’ con gli esordienti (10 tornate per 60 chilometri).
Lo show delle dueruote a pedali continuerà il 25 aprile con il ‘Caleffi Liberazione’, che vedrà protagoniste le cicliste (16 girl per 96 chilometri). La gara rappresenterà anche la quinta tappa della Coppa Italia delle Regioni.
Il via ai 176 Under 23 iscritti sarà dato alle ore 14. Nell’intervallo, a mezzogiorno, è prevista la ‘Bike4Fun’, la pedalata del dono e dei donatori, sollecitata da ANED e da AIDO, rispettivamente l’Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto e l’Associazione Italiana Donatori Organi, veri e propri protagonisti di interventi salvavita. A sentire Mariano Feccia del reparto di Cardiochirurgia del romano ‘San Camillo-Forlanini’ e direttore del Centro Trapianti della regione Lazio, nel nostro Paese in lista d’attesa sarebbero in 8.000. Annualmente le operazioni sanitarie sarebbero quasi 4.500. Nel Lazio 120 necessitano di un intervento, ben 70 sono in età pediatrica.
La situazione è stata illustrata nel corso della presentazione del Gran Premio della Liberazione in Campidoglio, nella prestigiosa Aula ‘Giulio Cesare’, con la partecipazione, fra gli altri, della responsabile del Consiglio Comunale Svetlana Celli; dell’assessore ai Grandi Eventi, alla Moda, allo Sport e al Turismo Alessandro Onorato; del consigliere regionale Marco Colarossi; della rappresentante di Sport e Salute Maria Spena e del ciclismo nazionale; degli studenti dell’Istituto ‘Giovanni Paolo II’ di Ostia e di Claudio Terenzi, che ha anche ricevuto il Premio ‘Etica nello Sport’ da Panathlon Club di Roma guidato da Stefania Lella.
Nel 2026 è prevista anche la replica della corsa podistica di una decina di chilometri sia amatoriale che competitiva sullo
stesso percorso di quella ciclistica. Nell’organizzazione è coinvolta l’Appia Run. La partenza è fissata alle ore 18 e 30 del 25 aprile.
L’Albo d’Oro, dal 1946 quando la vittoria ha abbracciato Gustavo Guglielmetti, ha accolto anche nomi poi diventati protagonisti del ciclismo mondiale come Palmiro Masciarelli (1975), Gianni Bugno (1985), Alex Pedersen (1994), Marco Zanotti (1999), Matthew Goss (2006) e Matteo Trentin (2011). La scorsa stagione successo di Lorenzo Masciarelli. Nel 2019 e nel 2020 la prova non è stata disputata. L’unico ad aver raddoppiato l’affermazione è stato Antonio Toniolo nel 1962 e nel 1963. Assicurate le riprese televisive delle gare da parte delle troupe della Rai.
