Dall’8 maggio al 28 giugno a Siracusa la nuova stagione promossa dall’INDA, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Quattro allestimenti preceduti a metà aprile da altrettanti spettacoli dedicati ai giovani studenti
Uno, due, tre, quattro. Un poker di rappresentazioni per animare e alimentare la stagione 2026 del Teatro Greco di Siracusa, almeno dall’8 maggio al 28 giugno. Almeno, soprattutto per ammortizzare le quattro serate, eventi speciali per gli studenti, dal 13 al 16 aprile, con inizio previsto alle ore 18 e 30. “Un’anteprima riservata e realizzata con i giovani”, ha rilevato Francesco Italia, presidente della Fondazione INDA, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, che ha illustrato nel salone ‘Giovanni Spadolini’ del Ministero della Cultura l’ormai tradizionale appuntamento con la targhetta numero 61.
“Nel 2025 sono state superate le 172 presenze a teatro e anche quest’anno l’impegno conferma la custodia del patrimonio appartenente a tutti. Le opere classiche e il Teatro Greco sono un bene condiviso e un luogo dove cultura, dialoghi e passioni continueranno a essere intrecciate oggi come domani”. Gli spettacoli sono prodotti dall’INDA e coinvolgono complessivamente oltre centosettanta persone per i completi allestimenti.
Il cartellone della stagione 2026 prevede ‘Alcesti’ di Euripide per la regia di Filippo Dini; ‘Antigone’ di Sofocle diretto dal canadese Robert Carsen; l”Iliade’ di Omero gestita da Giuliano Peparini e ‘I Persiani’ di Eschilo coordinato dallo spagnolo Alex Ollé, fra l’altro direttore artistico della catalana La Fura dels Baus.
La traduzione di ‘Alcesti’ è stata affidata a Elena Fabbro con protagonista la turca Deniz Ozdogan, da tempo nel nostro Paese e Filippo Dini sarà impegnato, oltre alla regia, anche attivamente sul palcoscenico.
‘Antigone’ è stata riscritta da Francesco Morosi e il collaudato team composto dal regista nordamericano Robert Carsen, dallo scenografo Radu Boruzescu, dal costumista Luis Carvalho, dal direttore del movimento Marco Berriel, dal musicista Cosmin Nicolae, dall’assistente alla regia Stefano Simone Pintor e da Giuseppe Di Iorio al disegno delle luci, è impegnato a portare sul palcoscenico “la terza e ultima delle tragedie tebane di Sofocle” per il Teatro Greco dopo “l”Edipo re’ nel 2022 e l”Edipo a Colono’ nel 2025″.
Walter Lapini ha pensato alla traduzione de’I Persiani’, che “racconta lo smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata”, ha sottolineato Alex Ollé.
“L”Iliade’ non è solo un racconto di guerra, ma una riflessione sempre attuale sull’essere umano. È un’opera che parla di onore, potere e violenza, ma anche di ricerca di senso, memoria e fragilità, temi che attraversano tutte le epoche”, ha rilevato Giuliano Peparini.
E, inoltre, “l”Iliade’ continua a parlare con forza e chiarezza al pubblico del XXI secolo” .
Infatti, per Daniele Pitteri, sovrintendente della Fondazione INDA, “le tragedie greche sono opere contemporanee, restano così come sono state composte, nonostante la distanza temporale e, in parte, quella culturale e continuano a esercitare un fascino straordinario”.
Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione, ha ricordato “Michelangelo Pistoletto per la realizzazione del manifesto dell’appuntamento del 2026 e il Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale, che, dopo aver assicurato la traduzione in arabo, giapponese e israeliano, offre grazie a Den Yang He la versione cinese dei testi in scena al Teatro Greco di Siracusa”.
