Le capitali europee della Cultura

Esperienza positiva per Gorizia, che, con la slovena Nova Gorica, è stata il riferimento dello scorso anno. Numerosi gli interventi migliorativi nella città friulana. Aumentati i turisti per i molteplici eventi e per le varie visite. Nel 2026 saranno protagoniste la finlandese Oulu e la slovacca Trencin

Prime considerazioni e riflessioni e inevitabili e immancabili bilanci di fine stagione per Gorizia, la città friulana associata nel 2025 alla slovena Nova Gorica come Capitale Europea della Cultura. Gorizia, 33 mila 673 residenti, almeno a leggere l’ultimo dato reso noto lo scorso 30 settembre, distribuiti sui 41,26 chilometri/quadrati, ha registrato in quest’ultimo anno una lievitazione degli arrivi, prevedibile visto il riferimento internazionale, ma da alcuni paesi è stato anche a tre cifre rispetto agli andamenti precedenti. Le proposte di Gorizia e Nova Gorica hanno interessato sia i rispettivi cittadini che i viaggiatori da oltre i relativi confini.
La trasformazione della città e le altre novità sono state illustrate in una sala della Stampa Estera, a Roma, dall’assessore alla Capitale Europea 2025 e alla Comunicazione Patrizia Artico e da quello ai Grandi Eventi e al Turismo Luca Cagliari e da Maria Grazia De Rosa, responsabile del progetto ‘Mille anni di storia al centro dell’Europa, Borgo Castello crocevia di popoli e cultura’ e da un intervento audiovideo del sindaco Rodolfo Ziberna, eletto il 26 giugno del 2017 e confermato nelle competenze e nelle funzioni nel giugno del 2022.
‘Quando un Borgo diventa Europa: l’esperienza di Gorizia. Cultura, innovazione e PNRR come legacy europea’ è stato il filo conduttore dell’incontro in via del Plebiscito con Maria Grazia De Rosa impegnata a ricostruire le varie fasi dell’intervento migliorativo di Borgo Castello. È stata una riqualificazione decisa dal Ministero della Cultura e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia sollecitata dal Comune per una rinascita e una nuova attrattività dello storico Borgo Castello, l’antico nucleo medievale che cinge la struttura risalente all’Undicesimo secolo. “Il Castello, fra l’altro, ospita i musei della Grande Guerra e quello della Moda, in cui possono essere ammirate alcune collezioni o anche singole produzioni artigianali e storiche”.
“‘Il futuro di Gorizia è il suo passato'”, ha rilevato l’assessore Luca Cagliari. Gli interventi sono stati gestiti e coordinati dal presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia Elena Postelnicu. La ristrutturazione dovrebbe essere conclusa entro il 2026 in modo da utilizzare i fondi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, una ventina di milioni di euro, per rivitalizzare, fra gli altri, i bastioni, l’area dell’affaccio, il parco, la galleria, i musei e rafforzare le strutture. Era stato il conte Carlo Coronini, podestà di Gorizia fra il 1872 e il 1873, per primo a immaginare un traforo nel colle del Castello. La tutela e il rilancio del Borgo era stata pianificata nel 2022. I lavori per migliorare la conservazione delle strutture millenarie sono stati coordinati dal Ministero di via del Collegio Romano, che potrebbero diventare un “laboratorio culturale dove la storia è respirabile ad ogni passo”.
Il sindaco Rodolfo Ziberna ha ricordato come Gorizia ha dimostrato che “con le risorse del PNRR è stato possibile migliorare e ammodernare l’aspetto della città e non solo Borgo Castello, ma anche rilanciare via Rastello e realizzare la DAG, la Digital Art Gallery”. L’intervento alla Galleria Bombi, nella zona inferiore del Castello, ha generato un ‘corridoio multimediale’ di oltre 300 metri, di cui un centinaio diventato uno spazio dove le novità non mancano. Installazioni, proiezioni e allestimenti di opere di vari personaggi internazionali che interverranno per offrire al museo a ‘cielo aperto’ l’accessibilità in una zona in grado di unire creatività, tecnologia, luoghi ‘alla Memoria’. Intanto la DAG ha aperto la programmazione composta da esposizioni, anche al MoMa, il Museum of Modern Art di New York; al Centre ‘George Pompidou’ di Parigi; a Palazzo Strozzi di Firenze e al ‘The Sphere’ di Las Vegas.
Gorizia, Capitale Europea della Cultura, favorirà certamente l’afflusso dei turisti. Il prestigioso appuntamento è stato un importante richiamo anche nel 2025, ma l’onda degli avvenimenti dovrebbe continuare positivamente nelle future stagioni condizionata dalla serie di iniziative, da quelle culturali agli interventi migliorativi nella città friulana. E, anche al di là del confine italo-sloveno, hanno tracciato resoconti positivi. A Nova Gorica, 13 mila abitanti, poco meno o poco più.
“Nel 2025 Gorizia è stata proiettata in una dimensione europea riconoscibile”, che ha sollecitato sia l’espansione locale con incontri, confronti, esibizioni musicali e teatrali che quella internazionale favorendo rapporti anche intensivi per una produttiva collaborazione, ha sostenuto l’assessore Patrizia Artico. Questo eventuale conta e vale anche per il futuro attraverso scambi culturali con altre città europee, fra l’altro già avviati. Nel nostro Paese “dovrebbe essere continua e costante la richiesta di un’attività scolastica”, nelle classi di ogni ordine e grado, finalizzata “alla musica, al cinema e al teatro”. L’Assessore, inoltre, ha richiamato l’attenzione sul rapporto fra l’amministrazione pubblica e l’imprenditoria privata da ampliare e valorizzare; sul ruolo dei giovani in una città plurilingue, che dovrebbe essere attrattiva e sul crescente coinvolgimento delle realtà produttive locali.
Luca Cagliari ha sottolineato come i cittadini “hanno compreso e ammortizzato i quotidiani disagi causati dai necessari lavori” e rivelato l’aumento della ricettività locale con una lievitazione “del numero dei posti-letto, da quasi duecento a un migliaio”. Un’accoglienza in un’area che “rispetta le diversità per spingere le necessarie integrazioni”, anche dei turisti, che hanno raddoppiato, per l’occasione, l’affluenza e le visite nei luoghi simbolo di Gorizia. Ed è stato un fattore confortante anche per l’economia locale.
Il capoluogo friulano e Nova Gorica, in questo periodo, sono impegnate a passare il testimone di Capitale Europea della Cultura alla finlandese Oulu e alla slovacca Trencin, che hanno preparato, per il 2026, una programmazione ricca di appuntamenti di rigenerazione urbana migliorando gli spazi pubblici e incentrati sulla sostenibilità, sulla cultura locale e sull’innovazione. Oulu, fra l’altro, utilizzerà l’arte digitale, il paesaggio invernale e la cultura sàmi.

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