La scelta storica di Celestino V

‘La distanza dalla luna’ è lo spettacolo in scena su un paio di palcoscenici della provincia di Chieti, ad Atessa e a Gessopalena. Protagonisti Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci per la regia di Davide Cavuti

‘La distanza dalla luna’ è il recital in scena il 22 e il 23 novembre al Teatro Comunale ‘Antonio Di Jorio’ di Atessa e a quello dedicato al medico e antropologo di Gessopalena Gennaro Finamore, due centri abruzzesi del chietino. Lo spettacolo, promosso dall’Associazione di Professionisti di Mentana, l’AssoProf, è ispirato alla clamorosa e storica rinuncia al pontificato di Celestino V, che risale al 13 dicembre del 1294. La regia, oltre le musiche suonate con la chitarra di Franco Finucci, sono di Davide Cavuti con la partecipazione sul palcoscenico di Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci.
La ricostruzione scenica è avviata proprio da un suggestivo e simbolico dialogo fra l’ormai ex 192° Papa, Celestino V, alla nascita nel 1209 o nel 1215 a Sant’Angelo Limosano o a Isernia, che continua a ritenere di avere il privilegio di un proprio illustre cittadino, Pietro Angelerio e poi Pietro da Morrone e il successore Bonifacio VIII, Benedetto Caetani da Anagni. L’epocale scelta è ripercorsa con l’eloquente intervento, in pratica di essere “spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della plebe” e, quindi, ” abbandono liberamente e spontaneamente il pontificato”.
Era diventato Celestino V a Perugia con l’indicazione del 5 luglio del 1294, poi ufficializzata il 29 agosto con la cerimonia organizzata a L’Aquila. Ha esercitato la funzione e la guida religiosa al di fuori dei tradizionali confini dello Stato pontificio fino alla decisione del 13 dicembre del 1294. È scomparso a Fumone il 19 maggio del 1296 e ‘riposa’ nel mausoleo realizzato da Girolamo da Vicenza a L’Aquila, nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Lo spettacolo è immerso anche nell’attualità con riferimenti a quella cupa, grigia, se non proprio drammaticamente scurissima caratterizzata da disagi, violenze e privazioni della libertà, ma il generale “messaggio è di pace lungo ben settecento anni”, ha rilevato Marco Bocci.
Fabrizio Sabatucci ha sostenuto che “lo spettacolo vuole essere un messaggio per la pace in un mondo di guerra e di sangue ancora troppo lontano dalla serenità, dalla fratellanza e dalla solidarietà tra i popoli, come ‘La distanza dalla luna’”.
Il valore anche sociale dell’iniziativa teatrale, è stato riconosciuto, fra gli altri, dal presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, il quale ha confermato “il sostegno al recital, che è inserito nell’intreccio delle parole, della musica e della riflessione” in una proposta assolutamente originale soprattutto per episodi indimenticabili non essenzialmente solo per la storia della Chiesa.
I sipari saranno alzati alle ore 21 ad Atessa, al Teatro ‘Antonio Di Jorio’, in piazza del Municipio, il 22 novembre e alle ore 18 al ‘Gennaro Finamore’ di via Giacomo Matteotti a Gessopalena il 23 novembre. Doppio spettacolo, ‘La distanza dalla luna’, in provincia di Chieti.

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