Festeggiati nella Sala della Protomoteca del Campidoglio i quarant’anni di attività di Unidata, che, fra l’altro, ha posto nel Tirreno oltre mille chilometri di cavo di ultima generazione dalla Liguria alla Sicilia con un paio di snodi ad Olbia e a Fiumicino
Era il 1985 quando Renato Brunetti, Claudio Bianchi e Marcello Vispi hanno iniziato l’attività come produttori di componenti per i personal computer e i server. Negli anni Unidata ha ampliato e specializzato i settori di interesse e di riferimento, in grado di segnalare e registrare annualmente oltre cento milioni di euro di fatturato e vantare e contare almeno duecento fra dipendenti e collaboratori. I quarant’anni di operatività sono stati celebrati in Campidoglio, nella suggestiva Sala della Protomoteca, alla presenza dei rappresentanti della pubblica amministrazione comunale, delle istituzioni, delle università, delle imprese e della ricerca. Il flash era rivolto sull’eloquente messaggio, ‘Da 40 anni connessi al futuro’.
Il presidente e amministratore delegato di Unidata Renato Brunetti ha ricordato la fase iniziale “in un garage cittadino assemblando componenti di computer con grandi idee e poche risorse. Adesso l’azienda, attraverso ‘Unitirreno’, è la materializzazione della nostra visione per un “futuro digitale dell’Italia”. ‘Unitirreno’ è il progetto realizzato con Azimut Libera Impresa SGR per collegare la Liguria alla Sicilia sulla dorsale marittima Genova-Mazara del Vallo con la posa di di oltre mille chilometri di cavo di nuova generazione e punti di snodo a Fiumicino e a Olbia. È l’ultima via sottomarina di un Mediterraneo digitale.
‘Unitirreno’ favorirà e garantirà una tecnologia all’avanguardia, affidabile e sicura. La rotta tecnologica consentirà il transito dei dati fra Europa, Africa e Medio Oriente, ma anche una migliore connettività nel nostro Paese. Lo scorso 16 ottobre sono stati completati gli interventi fra Mazara del Vallo e Genova e, in precedenza, da Fiumicino a Olbia. Il ‘DataCenter’ sarà realizzato nel comune aeroportuale laziale. Unidata ha anche acquisito, fra l’altro, un paio di società, nel milanese e a Bari.
Laura Di Raimondo, direttore generale di ASSTEL, l’Associazione della Confindustria che rappresenta le imprese coinvolte nel settore delle telecomunicazioni, ha rilevato come sia “un comparto invisibile, ma vitale” con una sessantina di milioni di telefoni, oltre venti milioni di abitazioni e almeno cinquanta milioni di IoT, sostenuto da quasi duecentomila professionisti e investimenti superiori ai sette miliardi di euro, pari al 6% del PIL, il Prodotto Interno Lordo, italiano. “Nell’ultimo decennio il settore ha sostenuto lo sviluppo digitale sulla nostra penisola, che, con un balzo, ha conquistato posizioni migliori diventando fra i più avanzati d’Europa”. Il 99,5% della popolazione dovrebbe essere ‘coperta’ dal 5G.
All’incontro festaiolo hanno preso parte anche Francesca Cuomo dell’Università della ‘Sapienza’; Massimiliano Ricci di Unindustria; Nicola Grandis di ASC27 e Lorenzo Tagliavanti vertice della locale Camera di Commercio. E proprio Tagliavanti ha
sottolineato come “l’operatività di una impresa mediamente non raggiunge i nove anni, per cui il traguardo toccato da Unidata è importante e gratificante”.
“Nel Lazio sono quasi ventimila gli addetti del settore delle telecomunicazioni ed è la prima regione del nostro Paese” e ” Roma è al comando per numero di attività produttive”, ha rilevato Massimiliano Ricci, direttore generale di Unindustria.
Alla ricorrenza non poteva mancare il sindaco Roberto Gualtieri, che ha affermato come “Unidata sia un partner fondamentale per Roma Capitale soprattutto nella transizione digitale. La città è capofila in questo processo di trasformazione innovativa per diventare un polo infrastrutturale strategico”.
