Telepass…ando al mare di Ponza

Illustrati i risultati della sperimentazione tecnologica avviata nell’area dell’isola pontina per salvaguardare l’ecosistema e favorire gli adempimenti economici dei turisti

Telepass al mare? Da Ponza dove è iniziata la sperimentazione con la sollecitazione e il sostegno dell’amministrazione comunale con l’obiettivo di far diventare, oltre che permanente affinando il sistema, anche esportabile in altre aree del nostro Paese e del Bacino del Mediterraneo. L’assoluta novità è stata illustrata a Roma, sul Lungotevere delle Armi, riferimento del rinnovato Circolo Ondina, nell’incontro su ‘Turismo nautico sostenibile e tutela ambientale. Telepass Mare Ponza, come la digitalizzazione contribuisce alla crescita della blue economy’, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, dell’Associazione dei Comuni delle Isole Minori, dell’Università della Tuscia e, naturalmente, di Telepass, società del Gruppo Mundys e leader della mobilità e delle infrastrutture attraverso regolarizzazioni economiche con le aggiornate tecnologie.
È la prima sperimentazione di Telepass dedicata al movimento e all’ormeggio costiero in modo da gestire con maggiore efficacia economica e di tutela ambientale il turismo e, nel contempo, offrire alle amministrazioni pubbliche locali, agli osservatori e ai ricercatori ulteriori informazioni e dati utili alla pianificazione e al monitoraggio anche degli ecosistemi. Luca Luciani, amministratore delegato di Telepass, ha sottolineato come, “solo in Italia, le imbarcazioni circolanti, soprattutto nei mesi estivi, siano oltre cinquecentomila e almeno centomila ormeggi e nel Mediterraneo potrebbero essere non meno di quarantotto milioni i potenziali utilizzatori dell’innovativo sistema”.
Soddisfatto dei risultati ottenuti in questa prima fase il sindaco dell’isola pontina Francesco Ambrosino, che ha rivelato “la fragilità dei territori da controllare costantemente e cercare di gestire i flussi turistici, gli ormeggi e la raccolta dei rifiuti anche dalle imbarcazioni, proprio con l’ausilio di Telepass”.
Le imbarcazioni potrebbero condizionare l’ecosistema marittimo e “i dati raccolti e analizzati in tempo reale sono fondamentali per iniziative di tutela e di conservazione sempre più efficaci per gli ambienti dell’isola di Ponza con sistemi inediti e inesplorati”, ha rilevato Armando Macalli, ricercatore all’Università della Tuscia.
Il presidente dell’Osservatorio Parlamentare per il Turismo Ignazio Abrignani ha ribadito come sia “regolare e importante la ridistribuzione dei flussi turistici sull’intera penisola anche con la tecnologia, in quanto sarebbe opportuno anche far scoprire” le ineguagliabili “bellezze” e le testimonianze naturali-storico-archeologiche-architettoniche “del nostro Paese”.
Il sistema, con accessibilità generalizzata anche a chi non è cliente Telepass, garantisce trasparenza, semplicità e velocità semplificando gli adempimenti e sostenendo la salvaguardia di uno dei migliori ed apprezzati paesaggi terracquei della nostra penisola. È sufficiente uno smartphone con la App che calcola automaticamente il ticket seguendo le indicazioni dell’ambiente, delle esigenze, del periodo stagionale, della tipologia e della lunghezza delle imbarcazioni galleggianti a Ponza e a Palmarola.
“Questo modello personalizzato potrebbe diventare ‘pioniere’ e un esempio per gli interessati, dopo le molteplici iniziative varate da Telepass al di là dell’ormai consolidato pagamento al casello del pedaggio autostradale”, ha affermato Luca Luciani. Non solo, in quanto ha annunciato la composizione di una “barriera elettronica non invasiva nell’area marina pontina”, che potrebbe essere presentata “nel 2026 al Salone Nautico di Genova”.
La corsia delle novità è stata intrapresa e ingrossata anche da Gian Piera Usai, dell’ANCIM, con una proposta concreta “per valorizzare e tutelare le isole minori, luoghi di pregio che tutti hanno il dovere di proteggere”. Ha anche annunciato per i trentacinque comuni delle circoscritte realtà italiane ulteriori soluzioni favorevoli ai rispettivi bilanci, probabilmente una card per gli acquisti di prodotti enogastronomici e dell’artigianato, per le frequentazioni nel locali della ristorazione e dell’accoglienza e per gli ingressi nei luoghi d’arte e di attrazione.
L’importanza dei litorali e dei centri del Lazio affacciati sul Tirreno, con sette porti turistici, è stata ricordata dall’assessore regionale alle Case Popolari, alle Politiche Abitative e del Mare e all’Urbanistica Pasquale Ciacciarelli.

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