Il premio di Archeoclub

Consegnati al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia i riconoscimenti, omaggio all’indimenticato studioso Sabatino Moscati alla presenza anche delle figlie

Il suggestivo e storico scenario romano di Villa Giulia ha ospitato la consegna del Premio Internazionale ‘Sabatino Moscati’ promosso e organizzato dall’Archeoclub d’Italia. La giornata è stata anche l’occasione per approfondire la figura dello studioso, in particolare con il convegno, ‘Sabatino Moscati e la via del sole. Le ragioni di un premio’, a cui hanno partecipato docenti universitari, ricercatori e le figlie del noto archeologo, Laura e Paola Moscati.
La serie degli interventi è stata inaugurata dal presidente dell’Archeoclub d’Italia Rosario Santanastasio, mentre la vice Fortunata Flora Rizzo ha coordinato le fasi dell’appuntamento, che ha visto alternare le testimonianze e le relazioni di Attilio Mastino e di Piero Bartoloni dell’Università di Sassari, di Federico Mazza del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di Giuseppe Maria Della Fina della Fondazione per il Museo ‘Claudio Faina’ di Orvieto. Gli intervenuti hanno affrontato e analizzato rispettivamente ‘Cartagine e il suo territorio’; ‘Sabatino Moscati e la via delle isole’; ‘Sabatino Moscati, dall’archeologia mediterranea all’enciclopedia archeologica’ e ‘Sabatino Moscati e l’importanza della comunicazione scientifica’. E, ‘Il patrimonio originario della Biblioteca •Sabatino Moscati•’, è stato al centro del discorso delle figlie Laura, dell’Università del’La Sapienza’ di Roma e Paola, del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
I riconoscimenti dedicati all’archeologo e orientalista sono andati al professor Emanuel Anati; al dirigente del Centro Giustizia Minorile e Comunità della Campania Giuseppe Centomani; alla direttrice dei Musei Civici di Bologna Eva Degl’Innocenti e al presidente della Scuola Superiore dell’Università di Catania Daniele Malfitana. Il premio, biennale, è alla seconda stagione ed è un omaggio al romano Sabatino Moscati scomparso nei primi giorni di settembre del 1997 all’età di 75 anni. Archeologo, storico, ambientalista, è stato anche presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei dall’agosto del 1994 al luglio del 1997. Appartenente a una famiglia ebraica è stato costretto, a causa delle leggi razziali, a completare gli studi nel 1945 al Pontificio Istituto Biblico. Intensa negli anni l’attività, articolata, fra l’altro, per l’interesse alla storia fenicia e, in particolare, all’esperienza cartaginese; per l’insegnamento agli atenei romani di Tor Vergata e del’La Sapienza’; per la gestione dell’Istituto per il Medio ed Estremo Oriente e per il coinvolgimento in quello dell’Enciclopedia Archeologiche e nella rivista Arche. Nel 1991 ha fondato il Centro Studi e la Civiltà Fenicia e Punica e ha frequentato anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ha lasciato, oltre al Museo di Tunisi, una vera e propria collezione preziosa e imponente di volumi e scritti.
Il presidente Santanastasio ha anche rivelato che sarà istituito un altro premio riservato ai giovani e dedicato a Paolo Caputo, il responsabile degli scavi  nell’area archeologica di Cuma e Baia sommersa e profondo conoscitore della zona flegrea scomparso nel settembre del 2015 a 61 anni. La giornata è stata organizzata nella Sala della Fortuna di Villa Giulia, che all’interno ospita anche il Museo Nazionale Etrusco, noto anche come ‘Etru’, che ha il riferimento al Ministero della Cultura e come direttore Valentino Nizzo. Villa Giulia, invece, è stata realizzata come residenza estiva poco dopo il 1550 per volere dell’allora Papa, Giulio III. È passata allo Stato italiano nel 1870 e, in seguito, negli anni Trenta dello scorso secolo, sono state costruite un paio di strutture laterali per un ulteriore arricchimento del Museo Nazionale Etrusco. Fondato nel 1889 per decisione di Felice Bernabei, lo spazio con vista su Villa Borghese, era l’ideale per accogliere e conservare le antichità pre-romane recuperate nel Lazio, nell’Umbria e nella Bassa Etruria, fra cui il ‘Sarcofago degli sposi’, risalente fra il 530 e il 520 avanti Cristo.
L’Archeoclub d’Italia, che vanta settemila adesioni, è stato fondato nel 1971 e nel 1986 è stato riconosciuto Ente Morale ed è presente in tutte le aree della nostra penisola con le sedi locali. Molteplici le iniziative culturali, ambientali e di volontariato. Alcune campagne nazionali a difesa del patrimonio naturalistico hanno riguardato la Valle dei Templi di Agrigento, i castelli e le fortificazioni dell’area archeologica di Pasteum e le chiese rupestri del meridione.

 

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