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I dieci giorni del capitano
Postato il 13-11-2017 alle 10:20:29 di focusroma

CinemaSogni, incubi e avventure in 'Agadah' tratto da 'Il Manoscritto' del conte Jan Potocki

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Sogni, incubi e avventure in 'Agadah' tratto da 'Il Manoscritto' del conte Jan Potocki
I DIECI GIORNI DEL CAPITANO


Ha sognato? O, alla conclusione di quel vorticoso girotondo di scatole cinesi, matrioske, giravolte, giochi di specchi anche opachi, l'accaduto è stato vissuto? Tourbillon di capovolgimenti avventurosi accompagnano il capitano della Guardie Vallone Alfonso Van Worden intenzionato a raggiungere Madrid attraversando un passo montano, che, per le dicerie popolari, sarebbe infestato da magie negative, spettri, spiriti, incantesimi, fantasmi, zombi, scheletri animati, doppie figure. Gli accompagnatori, il mulattiere Mosquito e il domestico Lopez, cercano di spezzare, inutilmente, l'intenzione del viaggio dell'ufficiale.
Le avventure del capitano Alfonso Van Worden sono racchiuse nell'immaginario in dieci giorni, condensati e modellati per esigenze cinematografiche di Alberto Rondalli estrapolati nella versione ridotta dall'originale 'Manoscritto' del conte polacco Jan Potocki, trovato a Saragozza, che estende nelle quasi 700 pagine 66 quotidianità e un centinaio di personaggi d altrettanti vicende. Lo schema utilizzato da Potocki nella scrittura in francese, in quanto riconosciuto aristocratico per un nobile, è all'infinito con storie riflesse, rimbalzanti e assorbenti tenute e collegate da un filo alle volte resistenti e alle altre delicato. Alla fine delle illusorie avventure appare una parvenza di logica e, forse, anche una morale, che riguarda la fedeltà (militare) dell'etereo ufficiale sottoposto a varie prove, superate brillantemente, organizzate dalla potente famiglia Gomelez per ampliare e rafforzare numericamente la casata con l'attiva collaborazione dell'espansiva e disponibile coppia di cugine.
"Il progetto del film era nel cassetto dal 2000", ha ammesso Alberto Rondalli, che ha scritto e diretto 'Agadah', nel linguaggio cabalistico, ma anche nel (lontano) mediorientale ebraico, narrazione, racconto.
Nella pellicola, caratterizzata dal voluto trilinguismo, francese, spagnolo e italiano, sono singolari le sfumature, più o meno accentuate, dall'affresco e dal sapore orientale, medievale e arricchite e ulteriormente abbellite dalle appropriate musiche di Alessandro Sironi e anche da scene boccacesche. Pillole e refrain fra 'Mille e una notte' e il 'Decamerone'.
Journée scandita dal risveglio mattutino, dopo ogni pagina del quotidiano diario, sotto un paio di impiccati. Le dieci giornate, però, diventano una sola, come rivelano al sorpreso capitano gli aiutanti nella spedizione al momento del ricongiungimento.
La cronologia cinematografica mostra anche il tragico epilogo del conte-scrittore, al culmine forse di un periodo depressivo, con una pallina artigianale, parte di una teiera d'argento. Potocki, vissuto dal 1761 al 1815, ha ambientato le molteplici e intrecciate situazioni un po' prima dei suoi giorni, forse influenzato dal famoso scritto di Miguel de Cervantes Saavedra, con protagonisti assoluti Don Chisciotte della Mancia, Sancho Panza, Ronzinante e Dulcinea del Toboso, datato ufficialmente 1605. Potocki era in grado di parlare correttamente oltre dieci lingue. Pensiero internazionale, come il cast di 'Agadah-Sogni e avventure di Alfonso Van Worden', con, fra gli altri, l'argentino Nahuel Pérez Biscayart nelle vesti dell'ufficiale; gli spagnoli Pilar Lopez de Ayala e Jordi Mollà; gli italiani Alessio Boni, Flavio Bucci, Valentina Cervi, Marco Foschi, Alessandro Haber, Caterina Murino, Umberto Orsini e Federica Rosellini e il ceko Ivan Franek. Un miscuglio spettacolare e intenso dai positivi risultati.
La trasposizione sul grande schermo delle ideate di Jan Potocky era stata proposta nel 1964 dal regista polacco Wojciech Has e affascinato, ma non coinvolto direttamente anche Luis Bunel.
La pellicola, girata nel 2017 fra la Puglia, la Calabria, la Basilicata, Bergamo e Roma in quasi sei settimane, è costata 5 milioni e 500 mila euro com il sostegno del Fondo per il Cinema e l'Audiovisivo della Regione Lazio e l'utilizzo del credito d'imposta previsto dalla legge del 2007 e la partecipazione del Teatro Tascabile di Bergamo. La fotografia dei 126 minuti di pellicola è stata curata da Claudio Collepiccolo; i costumi realizzati per l'occasione da Nicoletta Taranta. Il film, prodotto da Pino Rabolini, uscirà in una sessantina di copie in tutta Italia il prossimo 16 novembre distribuito da Ra.Mo.


 
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