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Musei, spettacoli e turisti
Postato il 10-11-2017 alle 10:22:38 di focusroma

AttualitàRapporto di Federculture. Aumentano presenze e incassi. Male la lettura

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Rapporto di Federculture. Aumentano presenze e incassi. Male la lettura
MUSEI, SPETTACOLI E TURISTI


Anni di infelicità, relegati sempre più ad un angolo buio e senza apparente uscita, dovuta a responsi ondeggianti e a iniziative imprecise, ma nel 2016 sembra che il settore sia sul sentiero verdeggiante e profumato della ripresa.
Almeno questo emerge dal Rapporto Annuale di Federculture arrivato alla tredicesima pubblicazione, 'Impresa Cultura. Gestione, Innovazione, Sostenibilità', illustrato al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Il presidente di Federculture Andrea Cancellato non ha mancato di ricordare anche la ripresa della partecipazione del pubblico all'attività cinematografica e teatrale rilevata ai rispettivi botteghini.
La risalita dei consumi culturali è uno degli aspetti più importanti, in particolare quelli relativi sostenuti dalle famiglie italiane. Nell'ultimo triennio la crescita ha toccato Il 7%, al di sopra della spesa generale stabilizzata al 4,3%. Nel 2016 le persone hanno investito in appuntamenti culturali 68 miliardi e 400 milioni di euro, l'1,7% in più rispetto all'anno precedente. Recuperati, praticamente, quasi 4 miliardi di euro sul crollo dei consumi registrato nel 2013, l'anno orribile. Calando l'attenzione nel particolare sono segnalate cifre positive per gli spettacoli, teatro +2% e cinema +5%; le visite ai luoghi espositivi e archeologici, musei +4% e ingressi alle uniche e inimitabili testimonianze storiche +5,4% e il turismo, oltre il 4% di arrivi e presenze nei primi sette mesi dell'anno, ma nel 2016 massimo storico, rispettivamente con quasi 117 milioni e 403 milioni. Insomma un settore che sembra aver ribaltato l'andamento delle ultime stagioni, invertito il trend negativo e indirizzato la prua verso una risalita di partecipazione e giro economico. Sfruttare al meglio l'immenso patrimonio storico, archeologico e architettonico potrebbe essere uno dei propellenti utili alla rigenerazione, non dimenticando di promuovere anche i piccoli centri e le città marginali ai tradizionali tour degli operatori turistici, che sono in grado di offrire ugualmente una visione assolutamente straordinaria pur se in numero contenuto.
Aspetto importante sarà la conservazione e la continua riqualificazione delle aree, dei musei e dei monumenti da ammirare ed apprezzare dai visitatori sia italiani che soprattutto stranieri. Un modo per sviluppare quell'impresa culturale, che potrebbe sostenere anche il livello occupazionale oltre a quello economico per le casse della pubblica amministrazione.
Altra molla utile alla causa è stata la ripresa degli investimenti pubblici per la tutela del patrimonio culturale e per i grandi progetti nel settore: 300 milioni di euro per restauri e messa in sicurezza dei musei fra il 2016 e il 2017 e 845 milioni di euro per il piano programmato dal 2016 al 2020. Il CIPE, poi, ha destinato alla cultura un miliardo di euro del Fondo Coesione e Sviluppo per il periodo 2014-2020 utili a finanziare 33 interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e di potenziamento del turismo culturale. Da aggiungere le risorse europee: 490 milioni di euro del Piano Obiettivo Nazionale 2014-2020 per la tutela del patrimonio culturale e per il sostegno alle industrie creative nelle regioni metidionali della nostra penisola.
All'inizio del 2017 è entrata in vigore la nuova legge per il cinema e l'audiovisivo, che, dopo oltre mezzo secolo, ridisegna complessivamente l'aspetto normativo del settore aumentando più del 60% le risorse destinate e creando un fondo autonomo per il sostegno all'industria del settore.
Positiva l'iniziativa del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini sull'Art Bonus, che ha visto 5 mila e 400 mecenati privati concedere oltre 170 milioni di euro per la realizzazione di 1.183 interventi fra aree archeologiche, fondazioni lirico-sinfoniche, monumenti e musei di tutta Italia. Sollecitate e coinvolte anche le fondazioni bancarie, che hanno erogato oltre un miliardo di euro, anche se in flessione del 7% rispetto al 2015.
La spesa media mensile a livello regionale di ogni nucleo familiare è di 130 euro e 6 centesimi. Maggiore nelle zone del nord, 160 euro; poi del centro, 129 euro e, quindi, i fanalini meridione e isole, rispettivamente con 129 e 90 euro, al di sotto del livello medio nazionale. Leader nella particolare classifica è il Trentino-Alto Adige con 208 euro e 62 centesimi; poi Lombardia, Emilia-Romagna, Valle d'Aosta e Veneto. In fondo Basilicata e Molise, che non arrivano a 60 euro mensili spesi falle famiglie per ricreazione, spettacoli e cultura.
Un neo del redivivo bilancio annuale di Federculture riguarda la lettura. Solo il 40,5% degli italiani legge almeno un libro l'anno e appena l'8,3% in formato e-book. E la concentrazione degli appassionati continua a scendere. Infatti era il 46,8% nel 2010.
Gli italiani che nell'anno non sono coinvolti in alcuna iniziativa culturale sono il 37,4%. Percentuale pronta all'impennata nelle famiglie a basso reddito, oltre il 50%. Come fare a girare questa realtà all'apparenza sempre più consolidata?


 
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