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Sabato 10 marzo al Teatro Villa Pamphilj omaggio al grande trombettista

Chet Baker è stato uno dei simboli del cool jazz della West Coast degli anni ‘50. A quasi trent’anni dalla morte, la sua figura di trombettista ribelle, discusso e geniale rimane una delle più celebri della storia del jazz.
In questo spettacolo, scritto da Emanuele Di Giacomo e Barbara Folchitto, si ripercorrono le vite di due musicisti, uno che da bambino decide di farsi regalare una tromba, viveva consumando i dischi dei suoi miti e sogna di diventare trombettista; l’altro, Chet Baker, con tutte le contraddizioni della sua vita e il suo inarrivabile lirismo.
Nel racconto anche altre storie di leggende del jazz si intrecceranno ai ricordi di vite personali. E’ un flusso di emozioni narrato dall’attrice Barbara Folchitto accompagnata sul palco da due musicisti d’eccezione: Daniele Cordisco alla chitarra e la splendida tromba di Cicci Santucci che si alternano in un viaggio comune con l’obiettivo di restituire la duplice atmosfera (fatta di sogni e di abissi spaventosi) del jazz degli anni cinquanta e sessanta.
"Questa volta la storia è quella di un trombettista jazz, noto per la sua bravura, ma anche per il suo pessimo temperamento: poetico e in grado di trasmettere qualunque forma di bellezza attraverso le proprie note; violento, inaffidabile e attaccabrighe quando le luci della ribalta smettevano di illuminarlo.
È così che Chet Baker, a 28 anni dalla sua scomparsa, ha preso nuovamente vita attraverso la carezzevole e ironica voce di Barbara Folchitto, che in un coinvolgente e appassionato monologo ha narrato le vicende del trombettista più famoso della storia, alternando le parole alla sapiente tromba di Cicci Santucci e all’esperta chitarra di Daniele Cordisco.
Una vita raccontata attraverso l’intreccio con quella di un uomo a lei stessa vicino, creando un’armonica contrapposizione tra due personaggi le cui storie rimangono strettamente connesse. Un monologo fatto anche di momenti di interazione con il pubblico che, più o meno esperto in materia, veniva continuamente messo a proprio agio e accompagnato in una totale full immersion negli anni 60 e nei locali jazz dell’epoca: un’inevitabile immedesimazione supportata da un’atmosfera calma e ovattata dove, oltre alla musica, ogni elemento, dalle luci ai costumi, risultava ben intonato.
La narrazione, oltre che dalla musica, veniva intervallata anche da interessanti spunti di riflessione, come l’analisi dei pessimi comportamenti dell’artista, vissuti per la prima volta come contrapposti, anziché necessari, rispetto alle sue straordinarie capacità, mettendo così in crisi il modello dell’“artista maledetto”. Chet in The Sky si è tradotto, così, in 90 coinvolgenti minuti di puro teatro di narrazione, con una commovente sorpresa sul finale che, rivelando il motivo del titolo dell’originale rappresentazione, ha suscitato quell’emozione diffusa che rende impossibile fermare le mani dall’applaudire." Costanza Ognibeni
Sabato 10 marzo ore 11.30 - ingresso 7 euro.
Info e prenotazioni: tel. 06 5814176  (dal martedì alla domenica  dalle 10,00 alle 18,00) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Teatro Villa Pamphilj (Villa Doria Pamphilj Via di S. Pancrazio 10 - P.zza S. Pancrazio 9/a, Roma  

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