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Donato Sabia, europeo indoor sugli 800 metri e biolimpionico, aveva 56 anni. Altra vittima del Coronavirus come il genitore

Atletica leggera in lutto per la scomparsa di Donato Sabia, protagonista negli anni Ottanta del singolo e, soprattutto, del doppio giro di pista. Fatale il Coronavirus, proprio pochi giorni dopo la fine terrena dell'ottantenne genitore per la stessa causa. Aveva 56 anni. Era ricoverato da un paio di settimane nell'ospedale 'San Carlo' di Potenza, dove era nato l'11 settembre del 1963. Lascia la moglie e un paio di figlie.
Più di qualcuno lo indicava come 'Il signore degli 800' per la riconosciuta classe alimentata e sostenuta dalla guida di Carlo Vittori, coach anche di Pietro Mennea e Sandro Donati, da sempre acerrimo nemico del doping nelle discipline sportive. Sabia aveva partecipato ai Giochi Olimpici del 1984 a Los Angeles dov'era arrivato quinto sugli 800 metri con 1'44" e 53 centesimi e del 1988 a Seul per una settima posizione con 1'48" e 03. Nell'americana 'Città degli Angeli' era anche un componente della staffetta 4x400 metri, che ha concluso al quinto posto con 3'01" e 44 centesimi. Ha più volte indossato la maglia azzurra, fin dall'83. Ha conquistato l'argento ai Giochi del Mediterraneo di Casablanca con la staffetta 4x400 metri segnando il tempo di 3'04" e 54, ma soprattutto nell'84 il titolo europeo indoor allo svedese 'Scandinavium' di Goteborg sugli 800 metri con 1'48"05. Al Mondiale di Helsinki aveva ottenuto un quinto posto con la staffetta 4x400 metri.
L'atleta lucano vanta ancora la terza prestazione nazionale sugli 800 metri con 1'43"88 dopo quelle ottenute da Marcello Fiasconaro e Andrea Longo. Il mezzofondista italo-sudafricano aveva fermato i cronometri nel 1973 a Milano sull'1'43" e 70 centesimi, Longo a Rieti nel 2000 con un eloquente 1'43"74. È stato primatista mondiale sull'inusuale e non olimpica distanza dei 500 metri con 1'00"08, stabilito nel maggio del 1984 a Busto Arsizio. Il limite non è stato superato per ben 29 anni, fino all'inizio di febbraio del 2013, quando sulla pista dello stadio 'Ernesto Che Guevara' delL'Avana il cubano Orestes Rodriguez Williams ha abbassato il tempo, fermando il cronometro sotto il minuto, sui 59 secondi e 32 centesimi. Ha collezionato sei titoli nazionali: sugli 800 metri nell'83, nell'84 e nell'88; sui 400 metri nell'84 e indoor sui 400 metri nell'84 e nell'89.
 Per anni ha contrastato l'illecito utilizzo delle sostanze dopanti nell'atletica leggera con Sandro Donati. È stato anche alla guida del Comitato Regionale della Basilicata della FIDAL. Sabia è stato chiamato alla fine degli anni Novanta a Malta per coordinare la preparazione degli atleti dell'isola mediterranea in vista dell'Olimpiade australiana del 2000 a Sydney.
 "Una tragedia nella tragedia", è stato il commento del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi. "È stato uno dei migliori rappresentanti dell'atletica leggera, che senza gli infortuni avrebbe ottenuto maggiori risultati, meritati per un ragazzo sano nello spirito e nella morale", ha rilevato Sandro Donati. Per l'ex compagno di nazionale Stefano Mei era "una persona e un atleta onesto, che solo i problemi fisici hanno rallentato nella conquista di importanti traguardi sportivi".

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