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È scomparso a Parma a 85 anni Vittorio Adorni. È stato Mondiale di ciclismo e vinto un Giro d'Italia. Ha corso nel periodo di Merckx e Gimondi

 

Ancora un lutto nello sport. Una ferita nell'immenso album dei ricordi delle imprese ammirate nel corso delle varie stagioni nelle molteplici discipline agonistiche. Alla vigilia di Natale il coinvolgente lamento è arrivato dalla 'famiglia' del ciclismo per la scomparsa di Vittorio Adorni. "Un atleta garbato", ha ricordato l'ex Commissario Tecnico della nazionale azzurra Davide Cassani, come dire un protagonista che è stato lontano dagli scandali, dalle litigate, dalle polemiche e dalle scorrettezze. "Un gentiluomo", hanno ammesso alcuni del settore delle corse su strada a due ruote a pedali.
Vittorio Adorni era nato il 14 novembre del 1937 a San Lazzaro Parmense. La scomparsa a poco più di 85 anni nella sua Parma. È stato professionista dal 1961 al 1970 indossando, via-via, le maglie di Vov, Philco, Cynar, Salvarani dal 1964 al 1966, Salamini-Luxor TV, Faema e Scic nell'ultimo biennio agonistico. Ha indossato l'azzurro nazionale dal 1963 al 1970. Ha guidato dall'ammiraglia la Salvarani e la Bianchi-Campagnolo, complessivamente per sole tre annate, dal 1971 al 1973.
Ha alzato le braccia al cielo davanti all'intera carovana ciclistica in una sessantina di gare. Una vittoria, in particolare, resterà nella storia, ricordata nell'Albo dell'Iride, conseguita nel Mondiale organizzato nel nostro Paese, con il traguardo posto a Imola, nella sua Emilia, nel 1968. Alla partenza non era fra i favoriti, ma a una novantina di chilometri dall'epilogo ha iniziato la fuga decisiva. Per gli altri distacchi abissali, a 9 minuti e 30 secondi è arrivato il belga Herman Van Springel e a 10 minuti e 18 secondi l'altro italiano Michele Dancelli. Un'altra perla della carriera di Vittorio Adorni è rappresentata dalla vittoria di una grande corsa a tappe, il Giro d'Italia, nel 1965. Quasi incredibili i distacchi inflitti alla fine della kermesse 'rosa', Italo Zilioli a 11 minuti e 26 secondi e Felice Gimondi a 12 minuti e 57 secondi. Adorni è stato per diciannove volte leader del Giro. È stato anche sul podio della Milano-Sanremo e in tre occasioni al termine della Liegi-Bastogne-Liegi. Le grandi classiche del calendario del ciclismo planetario.
Adorni, forse, sarebbe riuscito ad arricchire ancor di più il personale curriculum di successi se nel periodo agonistico non fosse stato in competizione con altri assoluti specialisti della disciplina, fra cui Felice Gimondi e Eddy Merckx, che è stato anche compagno di squadra nella Faema. Oro mondiale nel 1968 a Imola, argento mondiale in Francia, a Sallanches, nel 1964.
Nel corso della carriera aveva già frequentazioni televisive, tanto che Sergio Zavoli nel 1965, l'aveva ingaggiato come opinionista per il 'Processo alla tappa'. Poi ha condotto in compagnia anche alcune trasmissioni televisive. È stato anche Assessore allo Sport del Comune di Parma e ottenuto importanti riconoscimenti sia dalle istituzioni che dal CONI, il Comitato Olimpico Nazionale, fra cui la nomina a Cavaliere della Repubblica, di Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce nel periodo dal 1985 al 2012. Al Foro Italico ha ricevuto la Medaglia e il Collare d'Oro nel 1968 e la Stella al Merito Sportivo nel 2001.

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