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Storico tris di podi olimpici a Tokyo per gli atleti della Repubblica del Titano nel tiro a volo e nella lotta libera

Indimenticabile il Giappone. Indimenticabile la capitale, Tokyo. Indimenticabile la trentaduesima Olimpiade targata 2020, ma organizzata nel 2021 a causa dell'esplosione del rischio dei contagi da Covid-19. Giochi Estivi particolari non solo per l'anno dispari e per la completa assenza degli spettatori sugli spalti degli stadi, dei palazzetti e un po' meno sulle strade, ma per l'ingresso nel medagliere di uno dei partecipanti più piccoli al mondo, sia come estensione che numero di abitanti. Gli atleti della Repubblica di San Marino nelle precedenti quattordici passerelle, da Roma 1960 a Rio de Janeiro 2016, avevano raccolto il nulla, niente-di-niente, solo qualche avvicinamento alle gratificazioni metalliche, in particolare nell'appuntamento di Londra, nel 2012. E, invece, il forziere sammarinese è stato aperto per accogliere le preziosità olimpiche, le pareti del Comitato pronte ad essere tappezzate con le cornici delle foto-ricordo e le rispettive mensole domestiche dei protagonisti a mostrare le affermazioni ai Giochi dei cinque cerchi multicolorati.
Ben tre i podi scalati dal 23 luglio all'8 agosto per l'interruzione del lungo digiuno. I primi passi utili ad aprire finalmente il nuovo sentiero brillante e luminoso per l'ingresso nell'èlite delle nazioni decorate hanno riguardato i bersagli colpiti e abbattuti in aria da Alessandra Perilli. Podio. Medaglia di bronzo. Poco dopo è salita di un altro gradino in coppia con Gian Marco Berti nella prova a squadre, mixed, sempre nel trap del tiro a volo. Argento. L'esultanza è continuata con un altro terzo posto conquistato da Myles Nazem Amine Mularoni nella lotta libera, categoria fino agli 86 chili.
La bimedaglia olimpica Alessandra Perilli, 33 anni, sammarinese per discendenza materna, aveva già sfiorato il podio nel 2012 a Londra, dove, fra l'altro, era stata portabandiera nella cerimonia inaugurale. Aveva trionfato in un paio di prove di Coppa del Mondo, in Cile e in Australia, guadagnando il pass per i Giochi. Nella capitale inglese era stata beffata nello spareggio a tre, dalla medaglia d'argento a quella cosiddetta 'di latta'. Alessandra Perilli è stata protagonista dal 2009 al 2018 anche ai Giochi dei Mediterraneo collezionando un oro e un paio di allori di bronzo. Originaria di Rimini anche la sorella maggiore Arianna, 43 anni, portabandiera a Rio de Janeiro nel 2016, che ha portato San Marino sul podio d'argento al Mondiale e conquistato, sempre nel tiro a volo, un tris di corone continentali, oltre a un bronzo e a un secondo posto ai Giochi Europei di Baku nel 2015.
38 anni di San Marino, Gian Marco Berti ha raggiunto, almeno finora, l'apice dell'attività sportiva all''Asaka Shoot Range'. È figlio di Gian Nicola Berti, che era presente nel 1988 al poligono di Seul nella prova di fossa olimpica.
Madre della Repubblica del Titano, Marcy Mularoni; padre americano, Mike Amine, Myles Nazem Amine Mularoni è nato nel Michigan, a Dearborn e dopo un argento e un paio di medaglie di bronzo europee è salito su un podio olimpico. Il ventiquattrenne Myles Nazem Amine Mularoni ha superato nella decisiva 'finalina' per la conquista della medaglia metallica, nella categoria fino a 86 chili della lotta libera, l'indiano Deepak Lumia alla 'Mukuhari Messe Hall'. Il nonno paterno, fra l'altro, aveva preso parte ai Giochi di Roma nel 1960 nella categoria dei leggeri della stessa disciplina sportiva sotto la bandiera del Libano.
Le tre medaglie di Tokyo hanno portato il biancoceleste della Repubblica alla 125^ casella dell'universale classifica, scavalcando in un sol colpo numerose nazioni. Graduatoria marchiata dall'indiscussa leadership degli Stati Uniti. In fondo sette paesi che hanno conquistato un solo bronzo. L'Italia è settima dopo anche l'Unione Sovietica, la Gran Bretagna, la Germania, la Cina e la Francia. Quasi centocinquanta le squadre nazionali medagliate. In Giappone San Marino era rappresentata in un poker di discipline da cinque specialisti, tre atleti e due donne, di cui un terzetto finito sul podio. Niente male. Straordinario successo.
Il Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese è stato fondato nel 1959 con riferimento a Serravalle per volontà degli allora capitani reggenti Benedetto Belluzzi e Agostino Biordi. Decretata la nascita del CONS è stato nominato il presidente, Federico Bigi. Attualmente il Comitato è guidato da Gian Primo Giardi. Il riconoscimento del CIO, il Comitato Internazionale Olimpico, è stato quasi immediato, in modo da consentire la partecipazione ai Giochi italiani del 1960. Quindici le presenze a quelli Estivi e una decina agli Invernali, da Innsbruck 1976 a Torino 2006. Il CONS fa parte dell'ACNO, l'Associazione dei Comitati Olimpici e del COE, i Comitati Olimpici Europei. Nel 1993 è arrivato il riconoscimento anche dal Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo. Il Comitato del Titano ha promosso, fra l'altro, anche i Giochi dei Piccoli Stati, che coinvolgono i paesi europei con una densità al di sotto del milione di abitanti. La manifestazione è sostenuta sia dal CIO che dal COE ed è organizzata ogni due anni con l'adesione di Andorra, Cipro, Islanda, Lichtenstein, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco e, appunto, la Repubblica di San Marino, incastonata nell'italiana Emilia-Romagna. La prima apparizione dell'attuale stemma del CONS risale al 1980, all'appuntamento russo di Mosca. 31 le federazioni affiliate al CONS e un centinaio fra società e associazioni sportive, che rappresentano almeno novemila tesserati, alcuni di assoluto livello e altri pronti in rampa di lancio per ulteriori successi. La strada ormai è tracciata. E adesso nella San Marino sportiva sono in paziente attesa di una gioia dal calcio e di una medaglia olimpica sul ghiaccio e sulla neve.

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