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Rock in Roma e Summer Fest uniti per varare nel 2019 un programma di concertii in diversi punti della città

Roma, capitale della musica, che suona e rimbomba in tutta la città. Un ritmo in grado di abbracciare almeno cinque aree separate e distanti, come scenario e tipo di accoglienza, dalle suggestive visuali sulle testimonianze dell'Antica Roma alle realizzazioni moderne e tecnologiche fino agli spazi aperti e verdi. Per la Città Eterna il prossimo anno potrebbe essere quello del lancio, del rimbalzo, della grande scalata alla piattaforma della ribalta internazionale, planetaria, assoluta, anche perché Roma potrebbe offrire situazioni e orizzonti che nessuno è capace di proporre e riproporre.
L'amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma José Ramon Dosal Noriega in compagnia di Sergio Giuliani e Massimiliano Bucci, sostenuti dall'assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo, hanno annunciato la fusione di due importanti e tradizionali manifestazioni cittadine, Rock in Roma e Roma Summer Fest, in un solo grande festival con palcoscenici allestiti all'Auditorium-'Parco della Musica'; alla Casa del Jazz; al Circo Massimo; all'Ippodromo di Capannelle e al Teatro Romano di Ostia Antica. La produzione congiunta Fondazione Musica per Roma-The Base, società rappresentata da Sergio Giuliani, potrebbe aprire ad altre strutture. La parola d'ordine è stata di cominciare a sfruttare il più possibile le potenzialità uniche, ineguagliabili e inimitabili di questa città e mettere soprattutto il turismo internazionale in condizione di essere interessato, attratto, coinvolto. "Per il bene anche di Roma, per il suo futuro", ha rilevato il vicesindaco Luca Bergamo. L'ampiezza territoriale e il sostegno progettuale dell'amministrazione cittadina avrà una particolare importanza al momento di ingaggiare gli artisti per la definizione del cartellone, compreso il cachet. E per gli spettatori una possibilità ulteriore per scoprire angoli della città per lo più ignota o comunque al di là e al di fuori dei rituali iter e circuiti proposti e predisposti dai tour operator e dalle guide più o meno specializzate.
In questi anni la Cavea dell'Auditorium, nel 2018 allargata la disponibilità a 5 mila posti, ha accolto quasi 900 mila spettatori accorsi per assistere a spettacoli di artisti di fama e capacità, di primissimo piano, quali, ad esempio, Artic Monkeys, Bjork, José Carreras, Elton John, The National, Patti Smith, i Simple Minds, Ringo Starr e Sting, ma anche Franco Battiato, Paolo Conte, Dario Fo e Fiorella Mannoia. In questa stagione il Roma Summer Fest ha promosso una quarantina di concerti visti e applauditi da quasi centomila persone e la Casa del Jazz ha messo in cartellone 35 serate, a cui hanno partecipato diecimila spettatori.
Numeri e presenze importanti anche per le dieci edizioni di Roma in Rock, ideata e organizzata da Massimiliano Bucci, che vanta almeno un milione e 630 mila di appassionati accorsi per vedere negli anni praticamente il meglio del panorama, fra cui Lenny Kravitz, The Rolling Stones, Bruce Springsteen, Roger Waters e Neil Young. Solo nel 2018 la rassegna ha ospitato una ventina di concerti e contato quasi 20 mila spettatori fra il Circo Massimo, l'Ippodromo delle Capannelle e il Teatro Romano di Ostia Antica.
José Ramon Dosal Noriega mostra un primo parziale bilancio a stagione largamente consumata, ma non ancora conclusa, con un incremento di partecipazione di quasi 300 mila spettatori, dei giovani compresi nella fascia di età oscillante fra i 18 e i 35 anni e dei turisti, soprattutto stranieri. Compito dell'amministrazione del Campidoglio offrire un adeguato servizio di collegamento con i mezzi pubblici di trasporto.
L'intesa per "il bene comune e della città", l'unione e la collaborazione, vista anche la prevedibile salita del numero dei partecipanti e della validità dell'offerta, potrebbe portare al varo di un cartellone di estrema qualità con star di spessore assoluto utili, perché no?, all'incremento del fatturato dell'intera area centrale e periferica, ma anche per l'interesse scaturito dalla solo rispettiva presenza. E se poi gli artisti volessero scoprire ancor di più Roma e incontrare anche i cittadini e gli appassionati...

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