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Interessante mostra all'Ara Pacis anche per rivedere e riscrivere la storia dell'Antica Roma

È stato il primo Imperatore di Roma con origini al di là del territorio italico, Lugdunum, l'attuale Lione. Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico è finito al vertice dell'Impero alla veneranda età di cinquant'anni in seguito a una serie di eventi e particolari e volute coincidenze. Per Augusto l'ideale candidato alla successione sarebbe stato il fratello Germanico, ma è scomparso in circostanze a dir poco sospette. Sparito anche Caligola, accoltellato mortalmente nel suo stesso palazzo, era quasi inevitabile la scelta di Claudio, comunque alla fine di una lunga trattativa politico-economica e sostenuto dai pretoriani.
Negli spazi dell'Ara Pacis, con vista sul Lungotevere, è ricostruita la storia attraverso la mostra, 'Claudio Imperatore. Messalina, Agrippina e le ombre di una dinastia', che un po' rivaluta la figura e l'operatività dello stesso Claudio, nato nel 10 avanti Cristo, come sembra abbia ammesso,
forse per inevitabile necessità, anche Augusto, confidenzialmente in una missiva alla moglie Livia ammirando "la capacità oratoria". Claudio, fra l'altro, era il nipote della donna. Di Claudio è stato più volte rilevato, che non fosse brillante fisicamente, meno, molto meno del fratello Germanico.
L'esposizione è stata curata da Claudio Parisi Presicce e Lucia Spagnuolo in collaborazione con Orietta Rossini. È stata promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Ville de Lyon. L'iniziativa è stata ideata dal Musée des Beaux-Arts de Lyon seguendo il progetto di Geneviève Galliano e François Chausson.
Nel corso degli anni, alla guida di Roma, è stato in grado, comunque, di acquisire cinque province, realizzare opere pubbliche, fra cui acquedotti e sviluppare l'area dell'attuale Ostia Antica. Quattro le mogli collezionate da Claudio, fra cui Messalina, più giovane di ben 35 anni e nota per i vari e ripetuti vizi e scandalose avventure, ammazzata, probabilmente, con il consenso dello stesso Imperatore. La sua scomparsa, in pratica, ha bloccato l'ascesa del figlio Britannico, primo erede maschio della dinastia giulio-claudia e lasciato spazio e gloria a Nerone. Figlio di Agrippina, altra sposa di Claudio e artefice della sua morte, forse per avvelenamento, nel 54 dopo Cristo. Dopo la scomparsa è seguita paradossalmente una sorta di divinizzazione con la realizzazione di un tempio nella zona del Celio.
All'Ara Pacis, affacciata anche sulla piazza dedicata ad Augusto Imperatore, fino al 27 ottobre, tutti i giorni dalle 9 e 30 alle 19 e 30, è possibile visitare l'allestimento caratterizzato da immagini e suggestioni visive e sonore. Visibili alcune straordinarie opere, fra cui la 'Tabula Claudiana' con il famoso discorso di Claudio nel 48 dopo Cristo sull'apertura del Senato ai notabili galli; un cameo del ritratto di Claudio Imperatore in arrivo dal Kunsthistorisches Museum e quello in bronzo dorato di Agrippina Minore prestato dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo e di Germanico, messo a disposizione dalla Fondazione Sorgente Group. Importanti le testimonianze offerte per l'occasione da musei e collezioni sia italiane che internazionali, in alcuni casi restaurate e riesposte.

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