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'Il Sorpasso'. Mostra a Roma, a Palazzo Braschi sulla crescita del Dopoguerra. Poi esposizione a Parma

La rinascita; la ricostruzione; la ripresa economica, sociale e produttiva di un Paese dopo essere stato devastato dal secondo Grande conflitto Mondiale dello scorso secolo. Testimoniata da una ampia esposizione, 'Il Sorpasso. Quando l'Italia si mise a correre, 1946-1961', promossa al Museo di Roma dall'Assessorato alla Crescita Culturale e dall'Istituto Luce-Cinecittà fino al 3 febbraio del 2019, in collaborazione con Zètema, il Comune di Parma e il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università del capoluogo emiliano. La mostra della forse irripetibile fase di una grande rincorsa di una nazione importante è curata da Gabriele D'Autilia ed Enrico Mennuni.
Il riferimento dell'indicazione espositiva è chiaramente rivolta al film, 'Il sorpasso', del 1962, diretto da Dino Risi, sostenuto nella scrittura da Ruggero Maccari ed Ettore Scola e interpretato, fra gli altri, da Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Catherine Spaak. Un viaggio ferragostano dalla capitale verso la Toscana a bordo di una Lancia Aurelia con un finale drammatico anche testimoniare l'Italia di un inedito benessere,
di un 'miracolo', di un cosiddetto boom economico. Quell'auto, d'epoca, storica, la Lancia Aurelia, è esposta all'ingresso del Museo affacciato anche sulla centralissima piazza Navona. E, poi, una carrellata straordinaria sul periodo continuamente ricordato. Immagini del passato ricavate dagli archivi. Quasi duecento per rappresentare un Paese in continua e costante lievitazione. Un Paese, l'Italia, assorbito da conquiste, speranze, progressi, anche se accerchiato da difficoltà e problemi, come diseguaglianze e ingiustizie. Un Paese, comunque, che avanzava e cresceva. Le immagini sono per lo più scattate da specialisti dell'informazione e delle pubblicazioni quotidiane e periodiche, agenzie compresi. Sono stati in grado, comunque, di immortalare quella realtà. La trasformazione dovuta alle varie realizzazioni alle iniziative, ai progetti, anche ambiziosi, in continuo e costante espansione. All'interno, comunque, di un piano. Un obiettivo. E dopo un lungo periodo di devastazione, macerie e sofferenze. Un capitolato collegato anche alla speranza, all'illusione, al sogno futuro. Tutto, però, era collegato alla voglia di rinascere.
Dieci le sezioni della mostra, che esaltano anche, se non soprattutto, il periodo indimenticabile della Dolce Vita romana degli anni Sessanta, intorno a via Vittorio Veneto. Un periodo dove il ribaltone della quotidianità, della socialità e della moralità ha condizionato quel periodo. L'istruzione; il lento superamenti dell'analfabetismo, anche con il sostegno dei programmi televisivi in bianco e nero; l'invasione degli elettrodomestici e delle auro sulle strade non tutte asfaltate. La crescita è sostenuta soprattutto dall'espansione, alcune volte incontrollata e abusiva, dell'edilizia.
Nel 1957 Roma è la base della fondazione della Comunità Europea. Dopo un triennio, sempre Roma, ha ospitato l'Olimpiade, la prima di una nuova era, di una storia sportiva, sociale ed umana, innovativa, tanto da organizzare e ospitare i Giochi, che nel futuro, saranno chiamati Paralimpici. 1960, Olimpiade di Roma, di frontiera. Varco per un volume con pagine di colore e scrittura diversa, cambiata e certamente ammodernata. Dal bianco e nero al colore, al multicolore. Collegamenti accorciati, facilitati e velocizzati con l'Autostrada del Sole completata nel 1964.
L'esposizione è arricchita e abbellita da filmati di documentari e e videoinstallazioni e dal catalogo pubblicato da Silvana Editoriale e dall'Istituto Luce.
Dopo il Museo di Roma a Palazzo Braschi la mostra sarà protagonista al Palazzo del Governatore di Parma dall'8 marzo al 5 maggio del 2019. Nella capitale, intanto, 'Il Sorpasso. Quando l'Italia si mise a correre, 1946-1961', è visitabile fino al 3 febbraio del 2019 dal martedì alla domenica nella fascia oraria 10-19.

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