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Al MAXXI 'L'architettura dell'ingegneria' con l'esposizione di progetti, disegni, modelli, foto e filmati

Professionalità e specializzazioni apparentemente nella stessa medaglia anche se con facce diverse, ma certamente non contrapposte in quanto l'obiettivo è comune: le costruzioni. Le due figure, forse, sono un po' più vicine anche nella ricerca soluzioni idonee e innovative a favore dell'ambiente attraverso le novità tecnologiche. Un modo per contenere il consumo delle materie, preservare le risorse terrestri e salvaguardare il pianeta.
Al MAXXI, il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, altro punto di incontro con l'esposizione, 'Technoscape. L'architettura dell'ingegneria'. In bellamostra le testimonianze di un rapporto fra architettura, ingegneria strutturale e innovazione ecologica, tecnologica e digitale. Disegni, progetti, percorsi matematici, modelli in scala e sezionati a conferma delle sperimentazioni e delle installazioni registrate e avvenute nel corso degli anni e, soprattutto in sette centri di ricerca sparsi su tutto il pianeta: il Massachusetts Institute of Technology, il team di Guy Nordenson a Princeton, il Technische Universitat di Berlino, l'ETH di Zurigo, l'Università di Stoccarda, l'Universitat fur angewandte Kunst di Vienna e l'Eurocentre di Pavia, l'Istituto Universitario di Studi Superiori, specializzato nella ricerca dell'ingegneria sismica.
"È una mostra-manifesto in un museo che è anche laboratorio per esplorare e sperimentare il dialogo fra creatività, saperi e tecnologie diverse", ha rilevato Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI. L'iniziativa, curata da Maristella Casciato e Pippo Ciorra, "getta uno sguardo sul futuro dell'ingegneria e sul sempre più evidente spostamento dal mondo delle strutture a quello delle tecnologie, dei nuovi materiali, dell'azione ambientale, della fabbricazione digitale e della robotica".
'Ingegneria della costruzione' e 'Innovazione tecnologica' sono la coppia portante di questa suggestiva esposizione, sezionata in otto aree tematiche, dove è possibile trovare ed ammirare una quarantina di veri e propri capolavori dal dopoguerra dello scorso secolo fino ai nostri tempi. Non mancano, per ottenere la straordinaria visione, le collaborazioni fra ingegneri e architetti. Il percorso è arricchito anche da documenti d'archivio, video e foto. L'ingegneria della costruzione è rappresentata da 'gusci sottili', dalle 'campate modulari', dai 'volumi sospesi', dagli 'edifici alti', dalle 'strutture reticolari', dalle 'cupole', dai 'materiali alternativi' e dalle 'membrane leggere'. Ogni parte ha validi esempi di realizzazioni nelle varie zone del mondo terracqueo. Soluzioni variegate, che potrebbero apparire fantasiose, ma funzionali alle necessità, grande risultato della genialità dell'uomo.
Via-via è possibile analizzare e contemplare il Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi a Roma, la Multihalle Olimpica di Frei Otto, il Beaubourg di Parigi, l''Opera House' di Sidney di Ove Arup, il Museo di San Paolo di Lina Bo Bardi e Figuereido Ferraz, le Cupole di Buckminster Fuller, la Hall of Nations di Mahendra Raj a Nuova Delhi, il mercato di Beda Amuli a Dar Es Salaam e i lavori di Mamoru Sasaki e degli altri strutturisti giapponesi.
La mostra, visitabile fino al prossimo 10 aprile e corredata da un catalogo a doppia pubblicazione italiano e inglese da Forma Edizioni, è stato curato dagli stessi Pippo Ciorra e Maristella Casciato e arricchito da alcuni scritti anche per una ricostruzione della storia dell'ingegneria strutturale e dell'innovazione tecnologica, come fosse un atlante. Il MAXXI di via Guido Reni, a Roma, fra l'altro, per alcuni giorni ospita anche le opere vincitrici del premio 'Piero Siena Preis' promosso dall'Ufficio Cultura della Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con il Museion, il Museo d'arte contemporanea della città altoatesina. Le fasi del riconoscimento sono state coordinate da Paola Tognon. Il premio è andato a Nicolò Degiorgis, 37 anni di Bolzano, con 'Mare Vostrum', che farà parte della Collezione MAXXI Arte.

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