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A Roma 'Grazia Toderi. Marco (I Mark We Mark)'. Originale esposizione all'Accademia Nazionale di San Luca

 

La Terra e le stelle "utili all'orientamento" con "questa generazione che ha visto il pianeta sospeso nel cosmo" e le immagini colte dagli astronauti nel corso delle missioni spaziali, oltre l'atmosfera. Riflessioni sugli elementi che sono necessari alla vita, acqua, aria, fuoco e terra. A Roma sono rappresentati in modo originale nell'esposizione 'Grazia Toderi. Marco (Mark We Mark)', curata da Marco Tirelli.
Un tris di suggestive proiezioni caratterizzano il percorso iniziale. La prima sull'orizzontale del pavimento, l'altra sulla parete e la terza sul soffitto degli spazi al piano terra di Palazzo Carpegna di piazza dell'Accademia di San Luca. L'attenzione dell'artista padovana è rivolta non solo sulla proiezione della luce dell'immagine, ma anche sulle ombre, scrutate da una nuova e ampia prospettiva. Diversa.
La mostra, che avrà un arricchimento con il catalogo contenente una conversazione di Grazia Toderi con il fratello agronomo Marco Toderi e il contributo di Claudio Strinati, offre, al di là delle proiezioni all'inizio del tour, anche una serie di disegni di grafite e stagno su carta di limitate dimensioni proprio per confermare quel movimento e determinare le luci e le ombre. Una sessantina le combinazioni esposte nel portico del cortile e sulla rampa elicoidale Francesco Borromini e realizzate dal 2006 al 2019, suddivise dall'indicazione progressiva 'Orbite rosse', 'Eterno impersonale', 'Disappearing Map' e 'Dissolving Babel', dedicati alla costruzione della leggendaria Torre di Babele. La conclusione del camminamento lascia l'ospitalità a tre composizioni colorate di altra forma e visibilità con un pentagramma circolare, sul quale sono trascritte le note del 'Misericordias Domini, K. 222' di Wolfgang Amadeus Mozart. Un modo ideale e anche ricollegabile al goniometro posizionato nella parte iniziale del percorso espositivo.
La sollecitazione è arrivata nel 2019 quando Grazia Toderi ha proposto al fratello di realizzare una serie di immagini di materie e terre desertiche, scelte e marcate. L'indicazione del riferimento della mostra, quindi, è duplice: Marco come nome proprio di persona, Marco in qualità di verbo. Grazia Toderi ha rivelato che essendo "nata negli anni Sessanta" è stato possibile vedere, come tutti, "per la prima volta, attraverso il video e il satellite, una persona umana in assenza di gravità e il proprio meraviglioso pianeta osservato dall'alto. Una nuova visione, geografica e rivoluzionaria, che abbracciava la Terra in un unico sguardo". Invece "dagli anni Ottanta la passione riguarda le mappe e la trasformazione avvenuta nel tempo". Terra, cosmo e corpo umano sono per Grazia Toderi una sola unità ed è anche per questo che le immagini assumono una valenza molteplice e stratificata, fra la visione individuale e quella collettiva, una dimensione fra il reale e l'irreale, fra la luce e l'ombra.
L'allestimento, 'Grazia Toderi. Marco (I Mark We Mark)', può essere visitata gratuitamente fino al prossimo 30 luglio da martedì al sabato solo con la prenotazione e la presenza di una guida negli orari prestabiliti delle 10, delle 11 e 30, delle 13, delle 14 e 30 e delle16.

Categoria: Mostre