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Due maschi bianchi sono ospitati nell'area romana di Villa Borghese. Iniziative per evitare l'estinzione della specie

Arrivano dal lontano Sud Africa Kibo e Thomas, i due rinoceronti bianchi di poco più di 3 anni, che hanno trovato felice accoglienza nella soddisfacente area del Bioparco di Roma. Oltre 2 mila e 600 metri/quadrati a disposizione dei due esemplari maschi, nati rispettivamente nel febbraio e nel maggio del 2016. Kibo, in particolare, è stato assistito fin dalla nascita da un esperto e sensibile operatore, che l'ha persino accompagnato nella capitale lo scorso 18 settembre proprio per evitare traumi d'ambientamento. Assenti. Assolutamente superati, in quanto i due, pur senza conoscersi, hanno creato un quasi immediato feeling e fiducia nella nuova 'casa' all'interno del 'polmone verde' della capitale di Villa Borghese.
I rinoceronti, assenti dall'ex Giardino Zoologico da almeno vent'anni, sono sbarcati in Italia nell'ambito del programma dell'EAZA, l'Associazione Europea di Zoo e Acquari. In futuro potrebbe essere richiesti per alimentare la riproduzione di una specie a rischio di estinzione a causa dell'illecita e delinquenziale attività dei bracconieri. L'indiscriminata caccia ha causato l'abbattimento nel 2017 di quasi 1.120 animali e quest'anno già è stata superata quota 800. L'illegale ricerca è collegata all'unicorno, una peluria compressa, animosamente utilizzata in Oriente, in particolare per la realizzazione di medicinali dalle presunte proprietà curative e, forse, afrodisiache e nello Yemen, come manico del djambiyya, il tradizionale e caratteristico pugnale locale. I ranger, nell'opera antibracconaggio, hanno studiato uno stratagemma, che prevede il taglio del corno, poi prontamente sostituito nell'assoluta inconsapevolezza del rinoceronte con uno di plastica dal visibile colore, naturalmente per i cacciatori e non per il pesante quadrupede. L'assalto illegale alle specie protette rappresenta il quarto mercato dopo quello della droga, delle armi e degli esseri umani, minori compresi. Imponente il giro d'affari, che è di quasi 23 miliardi di dollari.
Solo cinque le specie rimaste sul pianeta, fra il continente africano e quello asiatico: bianco, di Giava, indiano, nero e di Sumatra. Gli esemplari sono estremamente ridotti nel numero. Un patrimonio che rischia di scomparire. I due maschi presenti al Bioparco sono di una sottospecie del meridione, quella del nord è praticamente estinta in natura nel 2007. Quattro esemplari sono conservati in una riserva protetta della Repubblica Ceka. Sono stati trasferiti dal Kenya con l'obiettivo di una riproduzione salvaspecie. Nell'ultimo biennio sono stati venduti ai mercanti dell'illegalità oltre 3 mila e 500 corni. Una mattanza quotidiana fra i 2 e i 3 esemplari. La possibilità di un'attività riproduttiva scatta fra i 3 e i 5 anni. La gravidanza dura intorno ai 16 mesi, indicativamente oscillante sui 490 giorni. Un solo discendente alla volta, che alla nascita pesa quasi 40 chili. Da un parto all'altro devono passare una trentina di mesi. Il pasto erbivoro quotidiano potrebbe durare anche dodici ore.
La denominazione avrebbe un paio di radici: una riguarda il rotolamento nelle vasche sudafricane dalla chiara tonalità, anche se non propriamente immacolata e, l'altra, dall'errata traduzione dei coloni olandesi dal termine 'wijd', ampio, diventato 'white', bianco. In Europa, nelle varie aree protette e controllate, gli esemplari di white rhinoceros sarebbero quasi 200. Nonostante un aspetto corazzato con una pelle spessa anche 5 centimetri, rugosa e con pieghe, il rinoceronte è particolarmente sensibile e per la protezione è obbligato a una serie di ammolli per creare una barriera contro i parassiti e per regolare la temperatura corporea. L'area dei rinoceronti bianchi è arricchita da pannelli informativi utili per gli appassionati e per i curiosi visitatori.
Il Bioparco di Roma, hanno confermato sia il presidente della Fondazione Francesco Petretti che il responsabile della direzione zoologica Yitzhak Yadid, è coinvolto, anche economicamente, al progetto promosso dall'associazione internazionale Save the Rhino per la salvaguardia degli esemplari quadrupedi in natura.

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