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Calo generale degli acquisti. Preferite le produzioni italiane e di qualità. Il fatturato sfiora i 289 milioni di euro

Un fatturato vicinissimo ai 289 milioni di euro costituiti dai 193 milioni di euro del rifornimento nei tradizionali riferimenti e dai 95 milioni e 900 mila euro del digitale. Nel 2018, comunque, il dato complessivo ha registrato una chiara ed evidente flessione rispetto all'anno precedente, che ha lievemente superato la soglia del 15%. Gli appassionati, però, hanno decisamente virato sui supporti tecnologicamente avanzati preferendo le produzioni nazionali e di qualità dell'home entertainment, in pratica lo spettacolo, il divertimento domestico.
La 'fotografia' sul settore è stata scattata dagli esperti di GfK Italia per conto di Univideo e illustrata nella capitale nel corso dell'appuntamento, 'Digital Entertainment (R)Evolution', alla presenza di alcuni rappresentati del mondo dell'attività produttiva e dello spettacolo anche internazionale, fra cui il presidente di Univideo Lorenzo Ferrari Ardicini, quello dell'EMEA Stan McCoy, che ha affrontato il delicato tema della pirateria e della contraffazione e il regista e sceneggiatore Pupi Avati.
I dati dello studio sono stati commentati da Fabrizio Marazzi del gruppo GfK Italia, da cui è emerso anche che il numero degli acquirenti è stato di quasi 4 milioni e 500 mila. Il digitale è in crescita e arriva a un/terzo del fatturato dell'intero comparto. Scendono le vendite in edicola e anche il noleggio mostra segnali negativi rispetto al 2017. L'edicola con un giro d'affari di 39 milioni di euro ha registrato un calo del 22%; il noleggio è fermo a 19 milioni di euro e ha segnato una negatività del 24% e la vendita nei canali tradizionali rappresenta l'area più importante per alimentare il risultato, 135 milioni di euro con un crollo del 25%. In generale il mercato extra-digitale in cinque anni è precipitato da 325 milioni di euro del 2014 a 193 milioni di euro del 2018.
Se gli acquirenti sono stati 4 milioni e 500 mila l'entità di chi ha usufruito del prodotto audiovisivo italiano ha toccato i 6 milioni e 700 mila a conferma di un materiale tipicamente condiviso. La vendita delle novità nazionali sono aumentate del 23,2% rispetto al 2017 con l'attenzione rivolta alla qualità. Il blu-ray ha mostrato il trend più positivo per un giro d'affari di 2 milioni e 700 mila euro.
Il presidente Lorenzo Ferrari Ardicini ha rilevato che il "'Digital Movie Days' ha avuto un confortante successo. La promozione dei grandi film a 5 euro e 99 centesimi ha favorito l'incremento degli acquisti in soli sette giorni del 200%". La spesa procapite è scesa, 64 euro e 20 centesimi nel 2017, 68 euro e 40 centesimi nel 2018.
Gli altri dati raccolti dagli analisti della società milanese hanno riguardato, fra l'altro, la voglia di maggiore disponibilità di tempo da dedicarsi, 70%, che sfiora quotidianamente le 5 ore, precisamente 4 ore e 54 minuti, una quota delle più basse d'Europa. Dal 2011 sono aumentate le opportunità tecnologiche del 12% e il 56% degli italiani avrebbe necessità di altri canali.
Univideo è il riferimento degli editori audiovisivi su media digitali, dvd, blu-ray, 4K Ultra HD e on-line, piattaforme di distribuzione digitale.

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