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Sette associazioni delle categorie produttive chiedono al Campidoglio iniziative per rilanciare economia e occupazione

Sette associazioni che valgono il 70% del sistema produttivo e l'80% del PIL cittadino richiamano l'attenzione dell'amministrazione comunale monocolore pentastellata "sull'immobilismo causa di un degrado economico e sociale". I rappresentati di ACER, CNA, Coldiretti, Confcommercio, Confesercenti, Federlazio e Unindustria, rispettivamente Nicolò Rebecchini, Michelangelo Melchionno, Niccolò Sacchetti, Simona Petrozzi, Valter Giammaria, Alessandro Sbordoni e Filippo Tortoriello hanno sottolineato il malessere di una città, Roma, la capitale del Paese, intrappolata da lacci e lacciuoli dell'amministrazione pubblica, fra cui per interventi in grado di creare occupazioni e movimenti. "Non si vedono gru" come nelle altre grandi città europee. "Lavori già approvati e finanziati restano e sono nei cassetti da anni", hanno rilevato i vertici delle associazioni di categoria, che hanno indicato anche nella "mancanza di progettualità, di prospettiva e di visione futura della città" un altro ennesimo handicap dell'amministrazione comunale.
"Nessuno chiede le dimissioni della Giunta e del Sindaco, semmai un incontro e un confronto per l'esposizione dei progetti e delle proposte". 'RinascimentoRoma, la città è ferma, bisogna cambiare passo', è stato il filo conduttore degli interventi, che hanno rilevato come ogni settore mostra deficit evidenti con le altre capitali europee: dai rifiuti ai trasporti, con tre stazioni vitali del centro cittadino chiuse, 'Repubblica', 'Barberini' e 'Spagna'; dal decoro urbano alle aree verdi; dall'illegalità dei venditori ambulanti sui marciapiedi ai pochi cantieri operativi e dall'interminabile completamente dei lavori come sulla Tiburtina, la Salerno-Reggio Calabria romana; dall'inspiegabile chiusura del centro storico alla mancata utilizzazione del contributo di soggiorno, quasi 120 milioni di euro l'anno, per investimenti promozionali fino alla mobilità ormai insostenibile.
Altra scarica verso il Campidoglio "ingessato" da parte delle associazioni, che coinvolgono anche la Regione e il Governo per ribadire l'importanza di "Roma, capitale, vetrina e biglietto da visita per l'intero Paese". La città è assaltata da un turismo di livello non elevato anche per la mancata competitività. "Roma produce il 9% del PIL nazionale, ben al di sotto della media delle altre capitali europee, come Londra, Madrid e Parigi". Le associazioni rivendicano "un mancato confronto con l'attuale amministrazione" e che "nessuna giustificazione regge per la chiusura delle tre stazioni della metropolitana".
Proposte per l'apertura dei cantieri utili alla ripartenza dell'economia e dell'occupazione. "Necessario individuare e superare le difficoltà che bloccano il prolungamento della linea 'B' della metropolitana da 'Rebibbia' a 'Casal Monastero'
e il completamento della 'C', ma anche la fine degli interventi sulla via Laurentina del 'corridoio della mobilità'". Servizi per i cittadini.
Roma, fra l'altro, è il comune agricolo più grande d'Europa e l'attrazione turistica, oltre che per l'immenso patrimonio storico-archeologico, potrebbe essere rappresentata dall'enogastronomia. La città metropolitana ospita università e centri di ricerca altamente specializzati e a livello mondiale e "un turismo congressuale e fieristico continuo alzerebbe notevolmente il livello come dovrebbe essere per i servizi, che sono insufficienti".

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