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'Orii del Lazio'. Produzioni in calo, ma non la qualità dell'extravergine. Quattro le DOP nella regione

L'evidente flessione registrata nella raccolta dello scorso anno a causa dei cambiamenti climatici e, in particolare, delle gelate di primavera, non hanno condizionato la qualità della produzione. La conferma è arrivata dal livello del concorso, il ventiseiesimo della serie, di 'Orii del Lazio-Capolavori del gusto' dell'olio extravergine di oliva. 38 le aziende in rappresentanza di ogni provincia, che hanno presentato alla selezione e all'analisi degli esperti 45 etichette per partecipare alle varie categorie previste, dal Fruttato Intenso, Medio e Leggero.
"Il Lazio", come ha ricordato il presidente di Unioncamere Lorenzo Tagliavanti, "vanta ben quattro marchi DOP, 'Canino', 'Colline Pontine', 'Sabina' e Tuscia', coltivati in 82 mila ettari per consentire alla regione di essere la quarta per produttività a livello nazionale". L'extravergine del Lazio è una delle eccellenze anche in proiezione delle esportazioni, che nel 2018 hanno mostrato, in generale, una lieve contrazione, ma non nel settore agricolo. Uno dei pochi a reggere la scivolata verso il dato negativo.
Alla selezione hanno partecipato 16 confezioni di aziende viterbesi, 13 della provincia pontina, 7 di quella di Frosinone, 5 dell'area romana e 4 della sabina. Roma, è sempre opportuno ricordare, è il comune agricolo più vasto d'Europa. Alla cerimonia di premiazione di 'Orii del Lazio-Capolavori del gusto' hanno preso parte i rappresentanti delle varie associazioni del settore e l'assessore regionale all'Agricoltura, alla Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, all'Ambiente e alle Risorse Naturali, Enrica Onorati. I massimi riconoscimenti sono andati a 7 produzioni di Latina, un tris per una sola impresa; 6 del viterbese e uno ad aziende delle altre province, Frosinone, Rieti e Roma.
Nella categoria 'Extravergine' sono stati premiati per il Fruttato Intenso, Medio e Leggero rispettivamente la 'Mater Olea Agricola' di Prossedi, Latina; l'altra pontina di Sonnino, 'Casino Re' di Coletta Filomena e l'Oleificio di Ciccolini Lorenzo e Biagio di Vignanello, Viterbo. Per il 'Canino DOP' riflettori sull'azienda agricola 'Laura De Parri' e sul Frantoio 'Archibusacci'. Naturalmente di Canino, Viterbo, per il gusto Intenso e Medio. L'attività di Cosmo Di Russo di Gaeta l'ha spuntata per la produzione del Fruttato Intenso delle 'Colline Pontine DOP' con l'etichetta 'Don Pasquale'. Per il 'Sabina DOP' spazio e gloria all'agricola 'Ceccarelli' di Fara in Sabina con 'Colle San Lorenzo', Fruttato Medio e all'azienda 'Vitali Mariangela' di Montelibretti per il Fruttato Leggero. Per l'Intenso e il Leggero del 'Tuscia DOP' fari rivolti alla cooperativa viterbese di Blera 'Colli Etruschi' e all'agricola 'Sciuga' di Montefiascone. Altra raffica di riconoscimenti per il 'Biologico' all'azienda 'Orsini' della pontina Priverno e per il 'Monovarietale' alla produzione di Cosmo Di Russo, che conquista anche il Premio della Critica. La migliore confezione, Premio 'Tonino Zelinotti' è del 'Frantoio Tuscus' di Giampaolo Sodano di Vetralla, Viterbo. Il Premio 'Grandi Mercati' è stato assegnato all'azienda biologica 'Quatrrociocchi Americo' di Alatri con 'Superbo'. Nella sezione 'Olio ad Alto Tenore di Polifenoli e Tocoferoli' affermazione della società 'Impero Biol' di Sonnino, Latina.
Nel corso dei vari interventi è stata sottolineata l'importanza delle piante per la salvaguardia e la qualificazione del paesaggio e del territorio; della riconversione di alcune aree per elevare il livello della produzione; del sostegno alle imprese momentaneamente in difficoltà; dell'utilizzo da parte degli chef di ristoranti e hotel dell'olio della regione; dell'intensificazione dei controlli anti-falsificazione e anti-contraffazione del Made in Italy e del Made in Lazio; dell'incremento delle bottiglie con l'extravergine biologico e di un consumo sempre più consapevole e di una coltivazione sempre più sostenibile con la crescente attenzione da parte degli agricoltori.

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