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Fleet&Mobility. In ripresa il mercato del settore con modelli sempre più tecnologici e sicuri

Dalle stime elaborate nell'ultimo Rapporto da Prognos AG sul trasporto delle merci nei dodici maggiori paesi dell'Unione Europea emerge un evidente aumento, entro il 2040, da poco meno di 2 trilioni di tonnellate per chilometro a 2,7 trilioni di tonnellate per chilometro. Incrementi previsti anche nelle altre grandi realtà economico-commerciali del pianeta, come gli Stati Uniti e, soprattutto, la Cina. Il trasporto su gomma, quindi, resta il modo più importante, diffuso e utilizzato per soddisfare le richieste e le esigenze e rifornire i magazzini e gli scaffali. Inevitabili e attesi, a questo punto, i miglioramenti da parte delle case costruttrici sui mezzi di trasporto in merito a sicurezza ed efficienza.
In Europa i veicoli destinati al trasporto delle merci sarebbero 37 milioni, di cui 4 milioni circolanti nel nostro Paese. Previsto anche in Italia un aumento dell'intensità del via-vai stradale nonostante gli stessi effetti saranno registrati per i trasporti su ferro. L'utilizzo del treno-merci salirà di almeno il 30% soprattutto quando anche sulla nostra penisola circoleranno finalmente i convogli di 750 metri. Il prossimo adeguamento agli altri paesi consentirà di superare l'attuale limite dei 400 metri.
A favore dell'ambiente e della quantità è lo spostamento dei trasporti delle merci sulle cosiddette 'autostrade del mare'. Camion trasferiti dalle strisce d'asfalto alle navi con un consistente contenimento delle emissioni di CO2.
La 'fotografia' sull'intero settore, con maggiori e interessati sguardi rivolti alla strada, è stata scattata nel corso del quarto summit degli 'Operatori dei veicoli commerciali leggeri e pesanti' promosso e organizzato da Fleet&Mobility nell'ampio programma dedicato al'La capitale dell'automobile-Vans&Trucks'. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti e gli operatori di alcune aziende e marchi del settore, i cui interventi sono stati coordinati da Pier Luigi Del Viscovo del Centro Studi Fleet&Mobility.
Dopo la flessione delle vendite registrata dal 2009 l'inversione di tendenza è iniziata nel biennio 2012-2013, in particolare nel mercato dei veicoli commerciali leggeri. A sentire gli esperti si è praticamente tornati ai livelli del 1999. La crescita di queste ultime stagioni ha permesso il rinnovo di una parte dei mezzi, in particolare di quelli dalle più antiche immatricolazioni. Sarebbe opportuno sostenere ancora il ricambio, in quanto le nuove tecnologie allestite sugli attuali camion condizionano positivamente la produttività del settore e la sicurezza stradale. Uno dei nei della situazione riguarda l'alta percentuale, quasi "il 40%, di viaggi a vuoto", ha precisato Franco Fenoglio, presidente dell'UNRAE, l'Unione Nazionale dei Rappresentanti degli Autoveicoli Esteri.
La maggior parte delle vendite, nel 2018 stimate in oltre 185 mila unità, hanno riguardato le società, la metà nel 2017, il 48% lo scorso anno. È salita la quota dei noleggiatori, che ha superato il 30%. Poco più di un/quinto delle immatricolazioni sono di privati. Il gasolio è l'alimentazione motoristica strapreferita. Oltre il 50% delle aziende italiane ha nella rispettiva disponibilità veicoli commerciali leggeri.
Il noleggio a breve termine dei furgoni, in ripresa dal 2014, non ha ancora recuperato completamente il giro d'affari del 2009, di 67 milioni di euro. Il 2017 è stato chiuso poco sopra i 60 milioni di euro. Il crollo del 2013, quando i contratti di noleggio sono passati da 273 mila a 166 mila, non è stato ancora assorbito. Nel frattempo è cambiata anche la richiesta, in merito alla durata, salita dai quattro-cinque giorni ai sei-sette giorni con il prezzo sceso fino a 40 euro, probabilmente dovuto alla maggiore competitività per la crescita della disponibilità, quasi 6 mila e 100 mezzi, un/terzo in più del 2015. Nel 2017 il valore media delle immatricolazioni ha sfiorato i 23 mila euro, 22 mila e 903 euro, rispetto ai 19 mila e 200 euro dell'anno precedente e i 14 mila e 600 euro del 2009.
Il miglioramento dei mezzi sia pesanti che leggeri, le nuove norme del Codice della Strada e i controlli e le verifiche hanno portato a un calo generalizza
to degli incidenti, -34% e il numero delle vittime. Gli osservatori hanno previsto che entro il 2040 il 67% delle persone vivrà nei centri cittadini e questo favorirà il trasporto delle merci nelle aree ristrette. Inevitabile l'uso di veicoli leggeri, possibilmente a alimentazione minimamente inquinante, ibrida, a gas, elettrica. È già iniziata in alcune città la sperimentazione di consegna notturna con mezzi silenziosi e a inquinamento-zero. Il rinnovo delle circolanti dovrebbe oscillare annualmente fra il 16 e il 17 per cento con sempre maggiori migliorie per chi è alla guida.

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