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Infiammatorie e croniche. Colpiti per lo più i giovani. Testimonial della campagna il dorsista Simone Sabbioni

Nel mondo sono oltre 5 milioni, più della metà in Europa, 3 milioni. In Italia, al momento, è possibile solo una stima, in quanto non è stato ancora predisposto un Registro nazionale per l'apposito censimento, ma gli affetti delle malattie infiammatorie croniche intestinali sarebbero complessivamente almeno 200 mila. I disturbi, curabili, ma non guaribili, sono distinti nella Malattia di Crohn e nella Colite Ulcerosa, la maggioranza dei casi. Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, MICI o internazionalmente identificate anche IBD, Infiammatory Bowel Diseases, colpiscono maggiormente nella fascia fra i 20 e i 30 anni di età, ma la media, a sentire i sanitari, si è ulteriormente abbassata, "dai 10 ai 18 anni". La rilevazioni è stata di Alessandro Armuzzi, segretario generale dell'IG-IBD, la struttura italiana impegnata nello studio delle malattie infiammatorie croniche intestinali. L'Italian Group for the study Infiammatory Bowel Disease è praticamente presente ed operativo in tutte le aree della nostra penisola, in modo da favorire collaborazioni e lo scambio di informazioni, dati e risultati.
Le cause, comunque, non sono ancora note, anche se "la predisposizione genetica potrebbe essere il comun denominatore", poi fatalmente alimentata da altri microfattori. "Da studi specifici, infatti, sono emerse piccole mutazioni in oltre 160 geni, che, nell'insieme, favoriscono la suscettibilità della malattia", compensate "anche dagli aspetti ambientali, ancora non bene valutati, come l'alimentazione e l'inquinamento" atmosferico. "Questi elementi modificano la flora batterica dell'intestino stimolando una risposta immunitaria, che con il tempo si cronicizza causando i sintomi", che sono soprattutto dolori addominali, diarrea, sangue nelle feci, febbre, astenia e perdita di peso. In alcuni casi sono segnalati problemi extraintestinali, fra cui articolari, cutanei, epatici e oculari.
L'IG-IBD ha anche promosso una campagna nazionale di sensibilizzazione in occasione dell'approfondimento organizzato a Roma su 'I centri dedicati alla diagnosi e alla cura delle MICI. La gestione di queste malattie da un punto di vista clinico, terapeutico, politico e sociale', a cui hanno partecipato, fra gli altri, il presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato Pierpaolo Sileri; la coordinatrice della Commissione sul Piano delle Cronicità al Ministero della Salute Paola Pisanti; la dirigente di Ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità Monica Boirivant e il testimonial dell'iniziativa Simone Sabbioni, plurimedagliato del nuoto nelle distanze brevi del dorso. Sabbioni ha scoperto la malattia, colite ulcerosa, dopo quasi un anno di disagi iniziati nel 2016, che hanno chiaramente condizionato le preparazioni, le prestazioni e le partecipazioni a importanti competizioni sportive internazionali, poi tornate di assoluto livello in seguito alle cure. "Dal giugno del 2017 è iniziata la fase per conciliare sport e malattia" e il prossimo dicembre, in seguito ai risultati dell'Europeo, parteciperà al Mondiale in Cina. Sabbioni sarà chiamato a raccontare la sua vicenda soprattutto nelle scuole, fra i giovani, per confermare l'importanza della pratica sportiva, anche non agonistica e, come forma di prevenzione, seguire un corretto stile alimentare evitando, possibilmente, alcol e tabacco. Sabbioni ha anche sottolineato l'aspetto psicologico, in particolare per quei disagi avvertiti e da affrontare fin da un'età estremamente giovanile.
Il senatore Sileri ha ricordato i costi sociali per le cure e l'assistenza e le difficoltà a carico delle famiglie di chi è colpito dalle malattie. Ha annunciato di aver "presentato un disegno di legge per l'introduzione dell'educazione sanitaria nelle scuole" e punta alla continua "collaborazione nelle corsie degli ospedali del nutrizionista, dello psicologo e del farmacista" per migliorare la funzionalità e la gestione delle sempre più limitate risorse in una sanità con livelli prestazionali ancora non omogenei.
Monica Boirivant ha assicurato che il Registro con l'opportuno monitoraggio sarà definito entro otto mesi per essere pienamente funzionale nel prossimo triennio, ma anche solo con le passate informazioni sarà utile ad una programmazione sanitaria e in futuro per diagnosi, terapie ed esito delle cure. La dirigente dell'Istituto Superiore di Sanità ha ribadito "i pesanti risvolti sulla vita sociale, sulla quotidianità delle famiglie".
Paola Pisanti e il Ministero della Salute, invece, sono in attesa del recepimento del Piano da parte delle regioni e delle successive e relative operatività.

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