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Aumenta la produzione della caratteristica IGP siciliana di Leonforte, la cui maturazione è protetta da carta pergamena

Colori, profumi e sapori conservati ed esaltati all'interno di un sacchetto di carta pergamena legato per racchiudere il frutto, protagonista assoluto di una produzione inimitabile e ineguagliabile, altro straordinario valore e testimonianza del Made in Italy. La Pesca di Leonforte ha ottenuto il riconoscimento IGP, l'Indicazione Geografica Protetta, nel 2010. Tre anni dopo il Consorzio di Tutela, nato nel 1996 dall'unione di un paio di cooperative del comune in provincia di Enna, 'La settembrina leonfortese' e la 'Bionfrutta Leonforte', è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il Consorzio è impegnato nella promozione, nella tutela, nella valorizzazione, nello sviluppo, nella razionalizzazione della produzione e della commercializzazione anche per migliorare le condizioni economiche, sociali e culturali del territorio.
Stagione-dopo-stagione aumenta l'estensione della superficie coltivata arrivata intorno ai 100 ettari, gestita da una ventina di aziende agricole per lo più a livello familiare e quindi con un numero contenuto di presenze, in grado di raccogliere quasi 800 tonnellate di pesche, la maggior parte pronte a ricevere il marchio IGP e a essere commercializzate soprattutto in Italia nei punti della grande distribuzione organizzata. Le prelibatezze siciliane sono offerte in particolare nelle aree della Conad e della Coop con l'ormai imminente inserimento nei rispettivi speciali e riservati cataloghi 'Sapori&Dintorni' e 'Fior Fiore'. Il prezzo, a sentire il responsabile commerciale Domenico Di Stefano, oscilla fra i 3 e i 4 euro al chilo. Una quantità minore è destinata al mercato estero, in particolare in Germania e a Dubai e alla lavorazione e alla trasformazione, confetture e sciroppate.
"La geniale intuizione di incantare il frutto risale alla fine degli anni Sessanta dello scorso secolo ed è stata opera di un agricoltore di Acireale con interessi produttivi a Leonforte", secondo la memoria storica del presidente del Consorzio Carmelo Salamone. L'escamotage era necessario per difendere il frutto dai dannosi e micidiali parassiti. "Inizialmente veniva coperto tutto il ramo, ma poi" la tecnica è stata affinata "per la non contemporanea maturazione dei frutti e si è passati all'insaccamento singolo". L'operazione, assolutamente manuale, scatta nel mese di giugno. "I più abili riescono a mettere in sicurezza anche duemila frutti al giorno", ha rilevato il presidente Salamone. La raccolta inizia in autunno, da settembre e va avanti anche fino a novembre. A Leonforte la prima domenica di ottobre è in programma la Sagra della Pesca, che, comunque, è "allevata", ha amorevolmente sottolineato il giovane agronomo Ludovico Salamone, anche nelle campagne e nelle colline ai piedi dei monti Erei dai 200 ai quasi 1.000 metri di Assoro, Agira, Enna e Calascibetta.
Le prime piantine sono spuntate spontaneamente una settantina di anni fa negli agrumeti e i contadini dallo spirito conservativo invece di estirpare hanno aspettato il gustoso e apprezzato risultato finale. I micidiali insetti, però, hanno condizionato dopo qualche anno la produzione e la trovata della peschicoltura protetta dai dannosi parassiti e dagli agenti atmosferici ha consentito un nuovo decollo.
I frutti completano la maturazione nel sacchetto più tardi rispetto alle altre qualità praticamente sugli alberi e mostrano un corposo e profumatissimo aspetto con la polpa dolce e di colore giallo con leggere striature rossastre. "La buccia, pelosa, cambia leggermente la tonalità a seconda della varietà e dell'epoca di raccolta e senza l'utilizzo di pesticidi", ha affermato il presidente Salamone. In Sicilia le denominazioni sono 32 a maggioranza ortofrutticola. 18 mila gli ettari riservati alle coltivazioni protette e garantite su un'isola, che vanta la leadership nazionale. Oltre cento le strutture di Tutela dei vari prodotti aderenti all'AICIG, l'Associazione italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, in un Paese dove sono riconosciute e salvaguardate a livello internazionale ben 860 eccellenze del Made in Italy agroalimentare.

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