Questo sito utilizza cookie, tra cui cookie analytics di terze parti per l’analisi delle statistiche di traffico ai fini dell’ottimizzazione del sito. Proseguendo la navigazione nel sito si acconsente al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Per maggiori informazioni consultare l’informativa estesa.

Aperta l'archeostazione 'San Giovanni' con l'incrocio fra due metro. Cambiano i percorsi di alcuni autobus

È l'ora. Finalmente. Dopo anni di attesa e di alcuni rinvii. Mezzogiorno di un sabato di quasi metà maggio dell'anno 2018 dopo Cristo. Parte dalla stazione 'San Giovanni' il primo convoglio della linea 'C' della metropolitana, quello senza macchinista. A bordo, fra gli altri, Virginia Raggi e Luca Bergamo, sindaco e vice di Roma Capitale; Linda Meleo, assessore alla Città in Movimento e Enrico Stefàno, responsabile della competente Commissione comunale. "È una giornata storica, di festa, attesa da tanto tempo per questa grande opera infrastrutturale", ha rilevato Virginia Raggi e non solo per aver spostato di quasi un paio di chilometri l'arrivo verso il cuore della capitale, ma per l'importante congiungimento con la linea 'A', che viaggia da 'Anagnina' a 'Battistini' e viceversa. Snodo fondamentale per gli spostamenti dalla periferia, per i sempre più numerosi pendolari delle popolose e popolate borgate lungo la via Casilina e per quelli dei Castelli Romani, in grado di trovare la prima base di interscambio nella stazione di 'Pantano'.
Aumentano il numero delle stazioni con il nuovo nevralgico punto di contatto. Entrata e uscita a piazzale Appio e, intanto, scatta un'altra paziente attesa per le successive tappe di 'Amba Aradam-Ipponio' e 'Fori Imperiali' per completare la tranche e favorire altri intrecci, fra cui il collegamento della 'B' alla stazione 'Colosseo'. I lavori sono in corso per lo sbarco alle prossime due fermate, ma l'attuale amministrazione monocolore pentastellata continua a ripetere la volontà di proseguire, di andare oltre. Sul tavolo un paio di ipotesi oscillanti fra la conferma delle nascenti stazioni 'Venezia', 'Argentina', 'Chiesa Nuova' e 'Ottaviano' e quella di unificare gli stop centrali nella sola sosta nell'area di piazza Navona. Pochi giorni fa Virginia Raggi ha ripetuto di puntare alla "realizzazione dell'intera tratta T2, fino a 'Clodio'" e oltre, nella zona del Ministero degli Esteri, alla Farnesina.
Pur con l'arrivo a 'San Giovanni' il passaggio dei treni resta di 12 minuti con l'obiettivo di una futura riduzione a 9 minuti. Gli orari di chiusura sono aggiornati, in particolare quelli del venerdì e del sabato. Ultime partenze allineate alle altre linee della metropolitana e, quindi, fissate all'1 e 30 e non alle 23 e 30. Il convoglio con automazione integrale driverless, senza macchinista, è composto da sei carrozze ed è in grado di trasportare fino a 1.200 passeggeri viaggiando al massimo a 90 chilometri/orari.
Novità inevitabili sui collegamenti degli autobus. Intanto il '51', che sposta il capolinea da 'Lodi' a 'San Giovanni' confermando il tragitto. Il tourbillon coinvolge dal 14 maggio un'altra decina di linee compresa la 'N1'. Modifiche in tutte le zone sia centrali che periferiche della '77'; dell''81', da piazza Risorgimento a 'Lodi' e non più a piazza Roberto Malatesta fra le proteste dei cittadini della periferia casilina e prenestina; della '545'; della '673', cancellata; della '715', che cambia il percorso; della '590' e della '650'; della '056', prolungata da via degli Orafi a via Marcantonio Raimondi, quartiere Giardinetti e della '058', con nuovo finale a Ponte Mammolo dopo il transito a Tor Sapienza e in viale Palmiro Togliatti.
È una stazione unica al mondo. Un museo sotterraneo dove sono in bellamostra i reperti archeologici recuperati nel corso dei lavori di scavo, che hanno consentito scoperte storiche e la riscrittura planimetrica. Interventi prima, durante e poi in collaborazione con gli esperti delle sovrintendenze. Qualcosa era apparso all'inizio di aprile dello scorso anno all'Open Day a conferma che "l'archeologia non è un ostacolo alla realizzazione delle grandi opere" e altre novità sono annunciate alla metromuseo di 'Amba Aradam'. L'incrocio ferroviario è caratterizzato dall'esposizione di numerose e preziose testimonianze della Antica, gloriosa e passata. Gli oggetti di ogni natura e dimensione sono difesi da vetrate e vigilantes e arricchiti da pannelli informativi. Al livello stradale, considerato come atrio, l'interesse è rivolto all'età Contemporanea, Moderna, al Medio Evo e alla Tarda Età Imperiale. Scendendo al piano in corrispondenza del passaggio verso i convogli che scorrono dalla periferia tuscolana a 'Battistini' sono da ammirare i ritrovamenti dell'Età Protostorica-Arcaica, quella Repubblicana, della Prima e Media Età Imperiale e, viaggiando all'indietro, l'Età Preistorica è rappresentata nell'area della banchina. Un paio di piani al di sotto della superficie, pannelli informativi, esposizione degli importanti e unici reperti con la descrizione delle fasi del recupero scavando per realizzare la linea ferroviaria e una decina di monitor, che ininterrottamente divulgano immagini storiche. Alcune importanti testimonianze archeologiche, arrivate dall'erosione terrestre, sono state selezionate e adeguatamente restaurate per essere mostrate urbi et orbi all'interno della stazione. Diverse le sezioni riordinate dall'alto: 'Il reperto riciclato'; 'Il muro archeologico'; 'Il frammento architettonico e scultoreo'; l'area dedicata al settore agricolo della lontana epoca, fra cui con i noccioli di pesco; 'Vivere con l'acqua'; Utensili e oggetti vari'; 'L'enigma del bello'; 'Le decorazioni architettoniche' e 'Le bestie feroci'.

Pin It