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Anniversario dell'Associazione Nazionale. Aumentano gli aderenti per le difficoltà economiche e le necessità sociali

Sono stati festeggiati nella prestigiosa aula 'Giulio Cesare' del Campidoglio i dieci anni di impegno dell'Associazione Nazionale Banche del Tempo, anche se le prime esperienze risalgono al 1995 nell'area dell'Emilia-Romagna.
Le motivazioni della nascita non sono le stesse degli anni prima nei paesi del Nord Europa soprattutto per fronteggiare i disagi economici e sociali, ma contemplati e coordinati in un vero e proprio programma di mutuo soccorso e sostegno contenuto nel numero delle persone e limitato geograficamente. In Italia solo nel 2004 i volontari hanno iniziato a prendere in considerazione l'eventualità di strutturare le varie collaborazioni e le relazioni umane, che l'attività aveva creato e sviluppato.
"In questi anni", come ha sottolineato il presidente onorario dell'Associazione Nazionale Banche del Tempo Maria Luisa Petrucci, "anche per le crescenti difficoltà economiche, il numero degli aderenti è aumentato". Il filo conduttore, comunque, resta lo stesso, quello iniziale, "gli antichi valori di solidarietà da offrire e da ricevere".
Negli ultimi periodi sono lievitate anche le ore scambiate. Solo a Roma, è stato calcolato, ammonterebbero a 90 mila, che, se fossero pagate a 15 euro l'ora, sarebbero in grado di generare un vorticoso giro milionario. Nel nostro Paese "le strutture regolamentate sarebbero quasi 200 delle quasi 450 operative". Necessario, quindi, un Osservatorio, che immortali l'attuale situazione. Trasformato anche lo scenario. Inizialmente le strutture erano rappresentate soprattutto dalle donne, quasi il 97%. Attualmente la pattuglia al femminile sarebbe sceso al 65%. Il resto sarebbero uomini. Sulla nostra penisola, sempre secondo i dati raccolti, ma non in maniera ufficiale, gli aderenti potrebbero toccare quota 25 mila, 9 mila solo nella capitale.
Persone sollecitate dalla voglia di condivisione, dalla ricerca di un rapporto umano e sociale anche quotidiano sia da offrire che da ricevere. Questo aspetto è un punto fermo della normativa. Obbligatorio lo scambio fra il dare e l'avere per questa fetta del Terzo Settore.
"Necessità di cultura, ma anche richieste di assistenza con le nuove tecnologie, in particolare il miglioramento del rapporto con il computer e i programmi di internet. Poi le lingue straniere e l'attività fisica, fra ginnastica postulare e shiatsu. Cultura come disegno e uscite non solitarie per partecipare agli spettacoli teatrali e cinematografici, ma anche solo per compagnia in una passeggiata o per usufruire di un passaggio in auto. E nei piccoli interventi e lavori domestici compresi quelli in cucina". Allargata anche la platea con l'età media che pian piano scende con il passar delle stagioni.
Valorizzare le risorse e le competenze personali da scambiare con
gli altri per sostenere la crescita dell'autostima è uno degli obiettivi, ma anche soddisfare le questioni pratiche e le relazioni sociali. Naturalmente favorire la conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della cura familiare e realizzare occasioni di incontro, comunicazione e scambi interculturali per accrescere il capitale sociale dell'intera comunità.
Nel corso dell'appuntamento romano hanno testimoniato l'andamento dell'operatività in alcuni paesi europei, fra cui delle Timebanking della Gran Bretagna e della Banca del Tempo portoghese.
Una clessidra a forma e immagine di una farfalla è l'identificazione visiva dell'Associazione risalente al momento della costituzione con eloquenti obiettivi racchiusi nella promozione, nella sperimentazione, nella valutazione, nell'espansione e nell'innovazione.

Categoria: Attualità